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Dedicato agli amori impossibili

Cuore

Saluto quelli che si amano in silenzio, da cinque minuti o da quindici anni: la ragazza che soffre per l'uomo sposato, le coppie omosessuali e quanti soffrono per amore di nascosto

Un saluto in una mattina di pioggia. Saluto tutte quelle (e quelli) che soffrono per un amore impossibile. Perché lui o lei è troppo giovane o troppo vecchio o troppo sposato o troppo ricco o troppo povero o troppo bianco o troppo nero o troppo maschio o troppo femmina.

Saluto quelli (e quelle) che devono correre a casa trafelati, nascondendo i segni dei baci, quelli che si cambiano in macchina, quelli che rientrando devono aggiustare uno sguardo troppo rivelatore.

Saluto quelli che si amano in silenzio, da cinque minuti o da quindici anni e forse non se lo diranno mai, e si guardano a mensa, di nascosto l’uno dell’altro, nel tumulto cosmico di un silenzioso batticuore. Saluto la ragazza amante di un uomo sposato, che soffre per anni vicino a un vigliaccone che non lascerà mai la famiglia, e che del non amore e della vedovanza perenne la consola, appena fatto l’amore,  col piantino di coccodrillo e parlandole bene della moglie, la martire, la santa, colei che viene offesa ( DA LUI! Mica da te! Ma se  manco la conosci- è LUI che le ha giurato fedeltà davanti al prete o al sindaco, tu che c’entri? Non basta che mi condanni a una vita fantasma, mi butti addosso pure le tue colpe? )

Mando il mio saluto appassionato, la mia solidarietà alle coppie irregolari, all’uomo che ama l’uomo, alla donna che ama le donne, al bambino innamorato della sua maestra, che muore di dolore quando il fidanzato, l’adulto, all’uscita da scuola la viene a prendere.

Un cenno d’intesa fra noi, creature dell’inferno, che non dormiamo da sei mesi sperando che lei venga al bar per una volta senza il marito, e potere dire:

“Buongiorno, signora“.

 

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