Geologia di un padre di Valerio Magrelli

Cuore

Dovremmo tutti rileggere la storia dei nostri padri, cercarne le note a piè di pagina, analizzarne la bibliografia. Facciamolo oggi che è la Festa del papà, cogliamo l’occasione. Una festa è un abbraccio in più

Ma non voglio salutarlo in questo modo. C’è un altro Giacinto che vedo sulla soglia, sorridente e controluce, mentre mi dischiude la porta di qualche chiesa sconosciuta. ‘Entra’, mi dice.  ‘Entra’, mi insegna: ‘Quando una porta è chiusa, non ti fermare mai. Vai dritto e aprila. Lascia agli altri, se vogliono, il peso di vietarti l’ingresso. Non arrestarti, prima che te lo impongano’. Quanti portieri, quanti sacrestani ho superato seguendo il suo consiglio! Quanti cortili, quanti chiostri ho visto, che non avrei altrimenti visto mai! È così che lo voglio salutare, con questo nodo in gola che mi viene nel ricordarlo alto, radioso, allegro, che mi fa segno di venire avanti, di non aver paura, di seguirlo, di fare come lui, in questo, almeno in questo”.

Ho amato questo libro intensamente e sono stata felicissima, quando, nel 2013 la giuria del premio Mondello (ne facevo parte, grazie ai titolari della libreria Colacchi di L’Aquila che mi avevano nominata tra i grandi lettori della penisola) gli ha conferito questo riconoscimento.  83 anni, 83 piccoli capitoli, 83 carezze da parte di un figlio per dire a un papà che è andato via «ciao, ti voglio bene, ricordo e non dimenticherò, continuerò ad imparare da te».

La letteratura vera si riconosce dopo, si riconosce dall’eredità che ti lascia. La letteratura è una spinta, una mano che ti prende e ti trascina poi ti spinge e poi ti lascia andare solo, proprio come fanno i papà veri. E per una volta la letteratura ci chiama, ehi, ci dice, tu! Fermati un attimo. Ti racconto una storia. Tu ascolta e poi, poi vai a cercare la tua. Risali verso l’origine.

Magrelli ha fatto questo. Ha aperto agende e le ha richiuse senza leggerle, perché in amore basta il profumo del ricordo, basta l’andamento della calligrafia. Ha ricordato l’uomo che suo padre era stato accanto e a prescindere dal suo ruolo di genitore e in quella personalità, nell’intercapedine caratteriale, ha trovato la chiave di volta della comprensione. Dovremmo tutti rileggere la storia dei nostri padri, cercarne le note a piè di pagina, analizzarne la bibliografia.  Facciamolo oggi, cogliamo l’occasione. Una festa è un abbraccio in più.

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Valerio Magrelli, Geologia di un padre, Einaudi

Confidenze