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Indecisa io? Ma per favore…

Cuore

Davanti a un bivio, l'istinto mi suggerisce quale direzione prendere. Saranno i fatti, poi, a dire se era quella giusta

L’articolo Scegli così la strada giusta per te (lo trovate su Confidenze in edicola adesso) ha una grande ambizione: insegnare a prendere le decisioni azzeccate nel corso della vita.

Ovviamente l’ho letto subito, anche se con una bella dose di presunzione voglio dichiarare ufficialmente al mondo intero che i bivi che ho incontrato nei miei primi 55 anni non mi hanno molto scombussolata. Tant’è che, in prossimità degli incroci, ho sempre preso una direzione precisa senza mai stare a pensarci troppo.

Arrogante? Temeraria? Folle? Bah, a dire il vero non mi riconosco in nessuno di questi aggettivi. Semplicemente, sono convinta che quando devi fare una scelta importante la mossa giusta è seguire l’istinto. E poi vedere come va, credendoci fino in fondo.

A questo aggiungo che nel tempo non mi sono neanche mai chiesta cosa sarebbe successo se nei momenti cruciali avessi assunto posizioni diverse. Intanto, perché secondo me ciò che decidi in una determinata situazione è indiscutibilmente giusto in quella determinata situazione (scusate il bisticcio di parole). E poi, perché reputo inutile rimuginare sul passato, quando niente e nessuno potrà mai dirmi quel che mi avrebbe riservato il futuro se mi fossi comportata in un altro modo (vi faccio presente che stiamo parlando della vita reale e non del film Sliding doors).

Ma c’è un terzo motivo per cui non rivango i trascorsi: sono probabilmente molto fortunata, ma arrivata alla mia età non ho fardelli sulle spalle né rimpianti. Il che non significa che tutto sia andato come volevo io (magari!!!). Eppure, seguire la mia indole mi ha aiutata a osare quel tanto che mi ha permesso di godermela, ma non abbastanza da farmi correre rischi eccessivi.

Per esempio, sul lavoro ho cambiato più volte giornale all’improvviso (l’azzardo), rimanendo però fedele alla stessa casa editrice (la sicurezza). E lo stesso è accaduto in amore. Perché se è vero che mi sono sempre buttata nelle relazioni sentimentali come un trapezista che volteggia nel vuoto (l’azzardo), è perché l’istinto mi faceva vedere la rete di protezione (la sicurezza).

Morale, le persone che mi sono state accanto sanno bene che quando abbiamo bruciato i tempi eravamo al corrente di quello che stavamo facendo. Ma lasciarci andare e non rispettare le tappe convenzionali ha voluto dire non perderci un secondo di passione, vivere alla grande il periodo del consolidamento e senza tragedie quello dell’abbandono, al punto da rimanere ottimi amici.

E se oggi ho due figli per cui impazzisco come l’orso per il miele è grazie alla mia totale assenza di tentennamenti. Lui ancora non lo sapeva, ma quando ho visto per la prima volta loro padre io avevo già deciso: i due bambini che avevo sempre sognato li avrei fatti con quello sconosciuto che mercoledì 23 marzo 1988 era casualmente seduto di fronte a me al ristorante.

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