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La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante

Cuore

L'affacciarsi al mondo adulto di una ragazzina della Napoli bene, non mi ha convinta. Rimpiango i primi romanzi della Ferrante

“Abbassò la chiusura lampo, tirò fuori il sesso per dimostrarmelo. Avevo paura che avesse nei calzoni qualcosa di spropositato, ma vidi con sollievo che il coso non era molto diverso da quello di Corrado, inoltre mi sembrò di una forma più elegante. (…) Si tolse le scarpe, i calzoni e le mutande. Aveva gambe magrissime e pelose, i piedi scarni, lunghi, calzava almeno un 45. Restò in giacca di lino, camicia, cravatta, e, subito sotto, il membro ritto che si protendeva oltre gambe e piedi nudi come un inquilino rissoso che è stato disturbato. Eravamo brutti entrambi, meno male che non c’erano specchi. (…) Si avviò verso una porta spalancata, gli vidi il culo piccolo, le natiche infossate. (…) Mi sdraiai sul letto a gambe strette. Lo vidi alto sopra di me con occhi perplessi intagliati nel viso contento, era così ben vestito nel busto e così grezzamente nudo dalla vita in giù. Per una frazione di secondo pensai a come mi avevano preparato con cura i miei genitori fin da piccola perché io vivessi la mia vita sessuale con consapevolezza e senza paure. Intanto Rosario mi aveva preso le caviglie, mi stava allargando le gambe. Disse con voce emozionata: che bella cosa hai tra le cosce, e mi si sdraiò cautamente addosso. Cercò il mio sesso col suo aiutandosi con la mano e quando gli sembrò di essersi sistemato mi spinse piano, pianissimo, poi diede all’improvviso un colpo energico. (…) Spinse di nuovo, si sistemò meglio, tornò a spingere. Da quel momento non fece altro che tirarsi un po’ indietro e poi via, di nuovo avanti. Ma più insisteva in quel movimento, più mi faceva male, e lui se ne accorgeva, mormorava: rilassati, sei troppo contratta. Io sussurravo: non sto contratta, ahi, sto rilassata, e lui diceva con garbo: Giannì, tu devi collaborare, cos’hai là, un pezzo di ferro, una porta blindata”. 

Giovanna è l’unica, preziosa, figlia di Andrea e Nella. Nata e cresciuta al Vomero, nella Napoli bene, è una ragazzina che si affaccia con serenità al periodo dell’adolescenza. Ha due care amiche, figlie del miglior amico di suo padre, Mariano, e della moglie Costanza: Angela e Ida. Con Angela ha condiviso le prime carezze intime, i primi baci. Una sera, mentre cenano tutti insieme, Giovanna cade. Mentre sta per rialzarsi lo sguardo le finisce sotto al tavolo della sala, dove sono seduti i suoi genitori e i genitori di Ida e Angela. La caviglia della madre è incastrata tra le caviglie di Mariano.

L’ultimo attesissimo romanzo del brand Elena Ferrante comincia così, con una bambina non più troppo innocente che vede qualcosa che la turba. Da quel momento in poi tutto il mondo perfetto che le era stato costruito intorno comincia a sfaldarsi e, precipitosamente, a crollare.

Giovanna perderà se stessa, perderà la sua identità di figlia, la sua identità di amica, la sua identità di studentessa. Accadranno tutte le cose che nessuno di noi vorrebbe mai: la separazione dei genitori, la scoperta del tradimento che non salva nessuno, l’innamoramento quasi angelicato per Roberto, il fallimento a scuola. Un appiglio lo troverà in Vittoria, la sorella del padre, una donna che non aveva mai conosciuto, un’erba cattiva, rinnegata. E in un braccialetto, simbolo di eredità sporche. Ma sarà un appiglio fragile, un cappio. La nascita al mondo adulto è un travaglio solitario, un buio pestissimo.

Delle altre comparse, della trama, non dico oltre. Posso solo dire che ho faticato a non abbandonarlo, questo romanzo. Posso dire che mi ha annoiata spesso. Che siamo lontanissimi dalla bellezza che schiaffeggiava e svegliava dei suoi primi scritti (L’amore molesto, I giorni dell’abbandono e La figlia oscura). Che sinceramente quando un libro non ti prende stare lì a capirne i motivi poi neanche ti va. Magari il mio momento Ferrantiano è passato e basta, si è risolto (meravigliosamente) con Le cronache del mal d’amore. Amen.

 

Elena Ferrante, La vita bugiarda degli adulti, edizioni e/o

Confidenze