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Affido familiare e migranti

Mondo

All'indomani della "Giornata Mondiale del Rifugiato" parliamo di affido familiare e migranti nella storia vera raccolta da Francesca Colosi: Ottavio e Pavel

Ieri 20 giugno si è svolta in tutto il mondo la “Giornata Mondiale del Rifugiato”, un appuntamento che al di là del carattere istituzionale, ripropone l’urgenza di una soluzione comune al problema migranti. Mentre le istituzioni discutono di ius soli e del diritto di estendere la cittadinanza ai figli di stranieri nati sul suolo italiano, Save the Children ha appena pubblicato, proprio in vista della Giornata mondiale del Rifugiato, il primo “Atlante dei Minori non Accompagnati in Italia”, un documento che segnala il drammatico aumento di minori in arrivo sulle nostre coste. Sono oltre 60mila i piccoli migranti sbarcati in Italia tra gennaio 2011 e dicembre 2016, circa uno su sei rispetto al totale, con un numero di under 14 triplicato rispetto al 2011 e un numero di ragazze quadruplicato. Una specifica vulnerabilità riguarda i cosiddetti minori “invisibili” che, avendo come meta altri Paesi europei dove vivono già familiari o connazionali con cui sono in contatto, si rendono irreperibili al sistema di accoglienza formale e si riaffidano ai trafficanti correndo gravissimi rischi. Tutti questi adolescenti, prima di essere migranti sono soprattutto minorenni soli, e come tali devono essere accolti e protetti come stabilisce la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 1989.

Lo scorso mese di marzo è finalmente stata approvata in Parlamento la legge sui minori stranieri soli in Italia che stabilisce l’obbligo di accoglienza per bambini e ragazzi non ancora maggiorenni che arrivano nel nostro Paese senza una famiglia e l’estensione degli stessi diritti dei loro coetanei Ue.

La legge promuove poi lo sviluppo dell’affido familiare come strada prioritaria di accoglienza rispetto alle strutture. Ed è proprio sul fronte del potenziamento delle forme di affido familiare che si stanno muovendo le tante associazioni e i Comuni delle principali città italiane interessate dal fenomeno migrazione. Il Comune di Milano per esempio ha deciso di creare sinergie con quattro associazioni (L’Albero della vitaCam,  Caf  e Comunità Nuova) unendosi nel Progetto AffidATI, nato per favorire la cultura dell’accoglienza e favorire la disponibilità di famiglie affidatarie sul territorio milanese, preparandole e sostenendole nell’affrontare questo impegno.

Su questo numero di Confidenze trovate la testimonianza di un affido familiare particolare, quello raccontato nella storia vera “Ottavio e Pavel” raccolta da Francesca Colosi: Un uomo, omosessuale, ha scelto di prendere in affido un bambino, Pavel, di sette anni, arrivato dall’Ucraina, togliendolo dalla strada e realizzando così il suo desiderio di genitorialità.

Confidenze