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Buon compleanno Mina!

Mondo

Ha attraversato 60 anni di musica italiana, incarnando una stagione di rinascita irripetibile. Ora più che mai abbiamo bisogno di lei e della sua musica

 

Oggi la Tigre di Cremona compie 80 anni e Confidenze ne celebra la grandezza nel servizio che trovate sull’ultimo numero: Mina 80 di Alberta Di Giorgio.

Un compleanno importante il suo che riassume almeno 60 anni di musica e storia italiana, di cambiamento dei costumi e dello stile di vita di tante donne.

Nei miei primi ricordi di bambina c’è un giorno in classe alle scuole elementari quando la maestra chiese a ognuna di noi di imitare un personaggio famoso. Io cantai Mina e la sua “Caramelle non ne voglio più…  era la sigla della trasmissione  televisiva che si guardava in casa il sabato sera, il titolo della canzone era Parole.. Parole, lei la cantava con Alberto Lupo, in un indimenticabile duetto che tutte le bambine nate negli anni Sessanta ricorderanno.

Poi mi è rimasta impressa nella memoria una rotonda sul mare dove si andava mangiare la sera nelle vacanze estive e un juke box che diffondeva le note di E poi…e poi… l’importante è finire. Era il 1975, io non capivo quasi nulla di quella canzone, ma una cosa mi era stata subito chiarissima. Era una canzone proibita, una canzone che non andava intonata in casa perché la nonna mi avrebbe subito zittita e poterla ascoltare quella sera al juke-box fu già una grande trasgressione.

Quando uscì il brano in effetti l’Italia bigotta e perbenista gridò allo scandalo, la allora Commissione di controllo e ascolto sui programmi televisivi RAI la censurò subito: Mina cantava in diretta le emozioni e le sensazioni di una coppia che sta facendo l’amore, una sorta di Je t’aime moi non plus all’italiana (il brano cantato da Jane Birkin risale a due anni prima) con quel titolo L’importante è finire (si dice che nella versione originale il titolo fosse più esplicito) su cui sono stati scritti fiumi d’inchiostro.

Poi nella mia memoria come in quella di tutti ci sono canzoni come Se telefonando (1966),  Amor mio (1971)  Sei grande grande, grande (1972) che hanno davvero segnato la storia della musica italiana e anche della televisione inaugurando una stagione irripetibile con trasmissioni come “Canzonissima” e “Studio Uno” dove Mina duettava con Lucio Battisti e Celentano, in cammei musicali di un’eleganza e di una classe artistica che raramente si è più rivista in televisione (vi consiglio di cercare in rete la sua interpretazione di Emozioni di Lucio Battisti).

Il successo di Mina è andato anche oltre confine: disse no a Frank Sinatra che voleva cantare con lei. Disse no anche a Francis Ford Coppola che la voleva nel film Il padrino (una scelta, ha raccontato il figlio Massimiliano Pani, di cui poi si pentì), disse no persino a Federico Fellini.

Qualcuno l’ha definita una Ella Fitzgerald italiana per la sua straordinaria capacità vocale, ma a noi comuni mortali resta il fatto che ha parlato al cuore di tutte le donne, anticipando anni di femminismo e di rivendicazioni femminili, sia con le sue scelte personali (prima su tutte il figlio avuto nel 1963 dall’attore Corrado Pani quando lui era ancora sposato) sia con i testi delle sue canzoni che ci parlano di una fragilità interiore, di amori inseguiti e perduti in un caleidoscopio di emozioni e sentimenti dove ciascuna può ritrovare una parte di sé.

Come non essere solidali con lei quando canta:

Sei l’uomo più egoista e prepotente
Che abbia conosciuto mai

Ma se c’è di buono che al momento giusto
Tu sai diventare un altro
In un attimo tu
Sei grande, grande, grande
Le mie pene non me le ricordo più.

Come non commuoversi ascoltando un brano struggente come Bugiardo e incosciente (tratto sempre dall’album Grande, grande grande del 1972) dove una donna innamorata guarda incantata il suo uomo dormire e dice

“E a vederti così
da vicino vicino
c’è il sonno che ti dà quell’aria da bambino… “

E come non soffrire con lei quando in Anche un uomo (1979) canta: “Anche un uomo sa essere dolcissimo, specialmente se al mondo oramai gli resti solo tu!

Sono parole che noi tutte portiamo nel cuore, emozioni senza tempo come le sue canzoni.

Mina ha scelto di sparire ormai da tanto tempo dalla scena pubblica della musica italiana, qualcuno ha detto che si è come smaterializzata, lasciando di se stessa degli avatar che cambiano di volta in volta a ogni disco che esce puntualmente, con copertine che la trasfigurano, sempre più surreali e ricercate (in questo suo essere camaleontica ha anticipato di decenni Madonna).

Ma le canzoni no, quelle sono rimaste le stesse e puntano dritte al cuore. Ci ha regalato ancora album indimenticabili come Acqua e Sale con Celentano e l’ultimo uscito nel 2019 Mina-Fossati, realizzato in tandem con  il cantautore Ivano Fossati.

Buon compleanno Mina, oggi più che mai immersi nel buio di questa epidemia, abbiamo bisogno delle tue canzoni per regalarci un attimo di leggerezza e ripensare a quell’Italia del boom economico che rialzava la testa dopo i tempi bui. Ce la faremo anche noi.

Confidenze