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C’è chi dice no: Oscar Giannino

Mondo

Voglio spezzare una lancia a favore della voce libera e aspra di Oscar Giannino, licenziato per aver detto la verità

E che facciamo  adesso noi ascoltatori di Radio24, senza Oscar Giannino? Dal 25 luglio non c’è più, l’emittente lo ha licenziato.

Radio24 ha dei programmi molto belli, è una delle ultime radio di parola, offre gli spazi più diversi, ce n’è per tutti i gusti. Avevo cominciato a sentirla per le trasmissioni sconvolgenti ironiche e meravigliose di Gianluca Nicoletti, per la sua voce che seguo da decenni ovunque vada. Scoprìi così anche quella di Oscar Giannino, libera, a volte aspra per generosità di passione, con una tensione morale altissima e l’abilità di far entrare qualche nozione di economia anche in una testa dura come la mia.

Ci mancheranno acerbamente la rassegna stampa che conduceva con Maria Latella, Morgana e Merlino,  la trasmissione economica del pomeriggio, La versione di Oscar, e quella indiavolata lezione di economia del sabato mattina dialogando con gli ascoltatori, I conti della belva, col suo collega dal nome sterminato , Carlo Alberto Carnevale Maffè, più Renato Cifarell e Mario Seminerio.

Non usa gli ammortizzatori, Oscar Giannino. Non conosce precauzioni. Se pensa che un’idea è giusta la esprime con tutta la sua forza senza cautela, senza mediazioni. È iracondo, prende fuoco, ma la sua invettiva anche la più seria ha qualcosa di giocoso (ha un gran senso dell’umorismo), ed è un invito alla dialettica, allo scambio e allo scontro sui contenuti. È un uomo che ha affrontato mille difficoltà, che è nato povero, e non ha mai temuto di buttare all’aria ogni sicurezza per affermare la sua verità. Dietro queste parole ci sono le grevi difficoltà di ogni giorno, la sopravvivenza economica, e dei figli forse ancora troppo piccoli, per essere pienamente orgogliosi di un padre capace di lanciarsi senza paracadute in nome di ciò che ritiene giusto.

Insomma che è successo? Perché Radio24 priva noi ascoltatori di questi appuntamenti insostituibili? È successo che Giannino si batte contro la figura del giornalista come strumento del potere, anzi è convinto che il dovere di chi informa sia dire il vero. E che per avere denunciato la lottizzazione della RAI, pubblicando un documento, è stato condannato a un risarcimento, ed è stato licenziato da Radio24 (il legame fra le due cose non mi è chiaro).

Giannino:  L’organigramma della Rai contava 900 nomi di dirigenti tra società e controllate, in prossimità delle elezioni, e i componenti del cda si preparavano alla battaglia. Si è congedato da noi ascoltatori con una sobrietà addolorata, e vivissima. Mi inchino a un perfetto gentiluomo. A uno degli ultimi ancora disposti a dire no a mani nude, senza avere le spalle coperte.

Quanto mi piaceva da piccola Davide che sfida Golia! Alla fine, che il pastorello vincesse e riuscisse ad atterrare lo smisurato filisteo dava soddisfazione, ma la cosa più esaltante era che quel piccoletto avesse osato sfidare il gigante, sicuro delle sue ragioni. Da giovinetta mi appassionai poi a Giovanna d’Arco, alle sue risposte all’inquisitore Pierre Cauchon (che in francese suona come Porco). Lui la tiene in pugno, la minaccia del rogo, la interroga, derisorio– Cosa vi dissero le voci?- E lei- Di rispondervi arditamente. Non avrei mai avuto tanto coraggio.

Ma anche ora che sono nonna, più che mai mi rallegra nel profondo chi  esprime il suo pensiero sapendo che la pagherà cara, e ne affronta le conseguenze. Mi entusiasma chi segue la sua coscienza. Chi non fraintende la parola “onesto”, ma la pratica . Mi incanta questo grande affabulatore del reale, con la sua grazia disarmante da Charlot,  che non la dà vinta ai cattivi bistrati delle comiche, e ci fa perdonare la sua sapienza. Grazie, Oscar.

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