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Da Santa Claus a Babbo Natale, tra storia e mito

Mondo

Tutti i bambini, ormai, lo aspettano la notte tra il 24 e il 25 dicembre e lo immaginano vestito di rosso su una slitta trainata da renne. Ma dietro questa figura c’è una storia ricca di tradizioni e leggende antiche. Scopriamone alcune

Nel III secolo d.C. un bambino di nome Nikòlaus nacque nell’antica Grecia, a Patara. Figlio di nobili cristiani divenne presto orfano e con la fortuna ereditata iniziò a dedicarsi agli altri. Fu ordinato vescovo di Myra (nell’attuale Turchia) e, col tempo, divenne uno dei Santi più amati del mondo. Nel 1200 in Europa si diffusero tantissime leggende: una di queste narra che Nicola, di nascosto, avrebbe fornito la dote a tre ragazze, salvandole così dalla prostituzione. Un’altra racconta di come resuscitò tre bambini uccisi e occultati dal perfido proprietario di una locanda. Fu così che, nel nord Europa, San Nicola divenne il Santo protettore dei bambini. Dante ne parlò nella Divina commedia: “Esso parlava ancor de la larghezza / che fece Niccolò a le pulcelle, / per condurre ad onor lor giovinezza.“  (Purgatorio, ventesimo canto, versi 31-33)

 

Compaiono folletti e giocattoli

Nel 1500, dopo la riforma protestante, molti europei abbandonarono il culto dei santi, ma i coloni olandesi continuarono a festeggiare e diffondere il nome di Sinterklass (san Nicola) a Nuova Amsterdam, oggi meglio conosciuta come New York. Nel 1823 una poesia anonima, poi attribuita a Clement Clarke Moore, dal titolo “A Visit from St. Nicholas” apparve sulla giornale Sentinel Troy. San Nicola era descritto come un vecchio folletto paffuto seduto sopra una piccola slitta piena di giocattoli e trainata da otto renne. Dopo essersi calato giù per il camino per lasciare i regali, volò via esclamando: «Buon Natale a tutti e a tutti buona notte». L’immagine di Santa Claus viene definita dal 1862 e negli anni a venire dall’illustratore Thomas Nast che lo ritrae come un uomo panciuto, in giacca rossa, barba bianca e stivali. Sua l’idea della fabbrica di giocattoli, della sede al Polo Nord e dei piccoli aiutanti. Infine, nel dicembre 1931, la Coca-Cola fece di Babbo Natale il suo testimonial mondiale e San Nicola fece ritorno in Europa come Santa Claus.

 

Tanti nomi e usanze diverse

Ogni leggenda, però, vive e si arricchisce in modi diversi, inserendosi nelle tradizioni locali. Infatti, perfino all’interno della stessa Nazione, san Nicola e Santa Claus vengono onorati con usanze diverse. Negli Stati Uniti, in Canada e nei paesi anglosassoni, il mito di Santa Claus si è per lo più fuso con quello di San Nicola, dando vita a un’unica figura. Nel nord Europa, invece, possono variare il giorno dell’attesa dei doni, i modi di festeggiare e, in alcuni casi, anche le sembianze del personaggio più atteso dai bambini.

 

San Nicola dà inizio alle festività

Ancora oggi nel nord Europa è la vigilia dell’arrivo di San Nicola a segnare l’inizio delle festività natalizie. Nei giorni precedenti il Santo giunge per mare dalla Spagna. È un uomo magro vestito di rosso, dalla lunga barba bianca, l’abito vescovile, il copricapo allungato e porta con sé il bastone dorato e un libro con tutti i nomi dei bambini, dove appuntare se sono stati buoni o cattivi. La notte tra il 5 e il 6 dicembre i piccoli aspettano i loro regali, in Olanda lasciano le scarpe vicino al camino o la porta, una carota e del fieno per Amerigo, il cavallo bianco di san Nicola e del cioccolato per Zwarte Piet, il suo aiutante. In Austria mettono un sacchetto rosso alla finestra. In Ungheria Mikulàs porta dolci a tutti i bravi bambini e dei ramoscelli, per scherzo, a quelli cattivi. A Natale, invece,  arriva Gesù bambino, è lui a portare i regali, talvolta con un aiuto dellUomo di Natale.

 

In Lapponia c’è il suo “ufficio”

In tempi recenti, poi, immaginazione e realtà si toccano: Babbo Natale vive in un luogo segreto della Finlandia, nel monte Korvanturi e ascolta le richieste da ogni parte del mondo. Ha un ufficio a Rovaniemi, la capitale della Lapponia, che attira più di 300.000 visitatori all’anno. Per Danesi, Svedesi e Norvegesi, la figura di Santa Claus deriva da uno gnomo scherzoso che, la notte di Natale bussa con forza alla porta, per poi lanciare il regalo in casa e scappare senza farsi riconoscere. Questo folletto scherzoso divenne col tempo Julenisse, il primo aiutante di Babbo Natale.

 

Articolo pubblicato su Confidenze 52/2017.
Foto: © visitrovaniemi

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