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Ecco gli appuntamenti per l’8 marzo: festa della donna

Mondo

Tra mostre, cortei e concerti resta alta l'attenzione sul problema della violenza sulle donne

Diciamo la verità, la settimana che culmina con l’8 marzo, Festa della Donna, non è iniziata bene: un uomo accusato di aver strangolato la sua fidanzata a Rimini nell’ottobre 2016, si è visto dimezzare la pena da 30 a 16 anni di detenzione perché il giudice ha ritenuto il suo gesto indotto da una “tempesta emotiva” come se la gelosia omicida fosse un’attenuante e non un’aggravante della pena.

Sull’episodio si è subito espressa il ministro Giulia Bongiorno, dicendo che la sentenza è un passo indietro, quasi un ritorno al delitto d’onore.

Sì perché fortunatamente negli ultimi 50 anni di passi avanti ne sono stati fatti tanti: a cominciare dal riconoscimento della violenza sessuale come reato contro la persona e non più contro la morale pubblica, (un cambiamento introdotto nel 1996 con le legge sullo stupro) per continuare con la legge sullo stalking del 2009 (che punisce ogni  atteggiamento violento e persecutorio che costringe la vittima a cambiare la propria condotta di vita) fino alla legge sulle “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere” (legge 15 ottobre 2013, n. 119) approvata in attuazione della Convenzione di Istanbul sottoscritta dall’italia nel 2012, che ha inasprito ulteriormente le pene verso questi crimini odiosi.

E poi c’è il recentissimo disegno di legge “Codice Rosso” presentato dalla ministra Giulia Bongiorno e dal ministro Alfonso Bonafede e approvato dal consiglio dei ministri lo scorso novembre: una proposta che pone l’obbligo alla polizia giudiziaria di comunicare tempestivamente al Pubblico ministero le notizie di reato relative a maltrattamenti e violenze sessuali e che soprattutto introduce l’obbligo di sentire la vittima del reato entro le 72 ore dall’avvio del procedimento, questo per evitare quanto già accaduto in passato: quando nonostante le denunce plurime, tante donne sono finite vittime di femminicidi.

I numeri sono impressionanti: secondo i dati Eures diffusi lo scorso novembre da gennaio a ottobre 2018 si sono verificati 106 casi di femminicidio, uno ogni 72 ore. L’Istat registra che nel 2018 le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza sono state 49.152, di queste 29.227 hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza. 8 milioni 816mila (43,6%) sono le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale.

Su Confidenze di questa settimana ne L’Italia che ci piace trovate i principali appuntamenti previsti per l’8 marzo: la mostra “RI-BELLE” a Milano con gli autoritratti di donne emerse da situazioni di maltrattamento; i progetti di sostegno alle vittime da parte delle varie associazioni, le iniziative solidali come il libro fotografico di Paolo Spadacini Io non mi volto (i cui proventi vanno all’associazione no profit Doppia Difesa capitanata da Michelle Hunzicker e Giulia Bongiorno).

E nelle pagine delle storie vere, due testimonianze drammatiche: Liquefatta, la storia di Filomena Lamberti, ustionata al volto dal marito con l’acido solforico e sopravvissuta a 25 interventi di ricostruzione e quella del piccolo Matteo e della sua mamma (Oggi ti rivedrò raccolta da Maurizio Riboldi) dove si parla di violenza assistita dai minori.

Infine ricordiamo la campagna lanciata dal Comune di Milano e dal sindaco Beppe Sala per l’8 marzo: #Paritàdigenere perché da Milano parta un movimento per la parità di genere e in difesa dei diritti delle donne e la grande manifestazione prevista a Roma per l’8 marzo: Non una di meno che avrà luogo in contemporanea  tutto il mondo: dal Brasile all’Ungheria, dall’Italia alla Polonia.

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