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Fenomenologia del Grande Fratello Vip

Mondo

Il Grande Fratello è una lotta crudele fra i concorrenti, si è lì per sgominarli tutti e arrivare primi. Ma si può fare in tanti modi, magari con divertimento e con classe

                                 UNA STAGIONE ALL’INFERNO 

                              VALERIA MARINI o ANTONELLA ELIA?

Ma che ci sta a fare Valeria Marini al Grande Fratello Vip? È lì per far vincere Antonella Elia. Non parlo di un’astuzia premeditata degli autori, ma della sua funzione storica nella dinamica del gioco. La Marini è così petulante e sventata nella sua ira, che in confronto fa sembrare Antonella Elia una dama. E ti fa dimenticare le sue uscite perfide e assurde, come quando diede della nullità ad Andrea Montovoli, uomo e artista di grande talento e finezza, adorato dal pubblico.

Mi è venuto un pensiero molesto: ma se dovessi scegliere con chi stare su un’isola deserta, preferirei la Elia o la Marini?

Nonostante tutto mi sono risposta: meglio Antonella. Sarebbe dura, dovrei stare in guardia giorno e notte che non mi buttasse giù dalle rocce, assaggiare con prudenza il cibo che mi porge col suo bel sorrisino infantile, temendo il veleno. Ma lei parla una lingua che conosco, anche nella cattiveria ha un che di umano. Mentre la lingua della Marini mi è ignota, un lessico basico, tutto esteriore.

Valeria ha una sua bellezza nella vitalità, le sue esclamazioni hanno un fondo di innocenza preverbale. Ma ti sembra di stare con una macchina, che ha un programma inserito e non te la senti di smontarla tutta, quella florida montagna di donna, per fermare il meccanismo e parlarle con semplicità, riportandola al reale. All’idea di sentire Valeria dipanare il suo unico argomento (i suoi successi stellari) in un atollo sperduto, fra la risacca e i voli del cormorani,  preferirei anche Belzebù, altro che la Elia. Meglio il rischio che la noia. Valeria non è antipatica, è insopportabile. Il suo grande corpo prende il mondo, e così la sua mente, e la sua chiacchiera, che  in mille modi declina sempre lo stesso concetto: che lei è Valeria Marini, e tutti devono prosternarsi. E accusa qualsiasi donna non la ami di essere invidiosa, perché vorrebbe essere lei.  Un’ingenuità che mi intenerisce, ma non abbastanza.

Anche Antonella, come Valeria, si è eletta per conto suo l’unica donna sulla terra, la dominatrice assoluta. Ma non è semplice come Valeria. È una calcolatrice di gran livello, ti inganna, ti affascina per poi fregarti, non si distrae un istante dal suo tornaconto. Antonella è letale,  ma non banale. È un modello romanzesco. Dietro c’è una mente sempre attiva, anche se noiosamente a senso unico (il proprio vantaggio). È abile nel bluff, con due assi nella manica: aggressività e vittimismo. Assalta, demolisce, calunnia, umilia le persone, e appena queste si ribellano si atteggia a vittima. Nessuna come lei ha l’arte di indossare la maschera da vedova offesa per giorni,  tornando poi a oltraggiare e ridicolizzare la rivale (eccezionalmente “il” rivale, come nei casi di Patrik e Montovoli).

Antonella ha giocato la Marini con tattica elementare e magistrale, in due sole mosse. 1: provocarla e insultarla. 2: appena la nemica ha reagito, Antonella si è fermata: ormai aveva inserito nell’avversaria il programma della rivalità e della lite, e stava funzionando da solo. Non c’era più bisogno di stuzzicarla con altri insulti. Ormai l’irruente Valeria, esasperata, non aveva più bisogno di spinte. E la Elia ha lasciato che si rovinasse da sola, con piazzate vane, che le rendevano odiosa al pubblico, e davano ad Antonella il destro per gli ultimi colpi con cui l’ha mandata al tappeto.

Del resto Antonella al GF può permettersi quello che vuole. Non è raccomandata: è il personaggio più dinamico dello spettacolo, crea movimento, è il motore della dialettica teatrale, della lotta, del contrasto. Fa schierare il pubblico, da un senso al gioco, e  l’ascolto sale. Antonella è intoccabile, perché è la chiave dello show. Fra capricci malvagità intrighi e teatrali commozioni, ha oscurato tutti gli altri. Ha personalità e il talento per recitarla. Quando sembra che stia precipitando, e che il suo grande meschino disegno si disfi, ecco che tutto si volge a suo favore. Per questo ha licenza di uccidere. Può scagliare le ingiurie più sanguinose, le insinuazioni più maligne, ma non viene mai rimproverata: serve al  dramma del GF, ne è parte essenziale.

Eppure nell’isola deserta preferirei lei alla meno temibile Valeria. Meglio il rischio della noia. Antonella è spiritosa, se riesci a non incazzarti per il canovaccio prevedibile della sua commedia ti diverte, la vedi con occhio da narratore. Senza contare che se le servi sa essere gentile, e perfino  simpatica. Basta non darle le spalle.

Però, da fuori, a un mese di distanza dal Grande Fratello non riesco più a vedere i miei ex compagni come persone. Ormai sono personaggi letterari, e Antonella è motivo di ispirazione, ciò di cui le sono grata. E lei dovrebbe esserlo a me: per quanti consensi possa avere avuto nel suo lavoro, nessuno le ha mai fatto tanto caso come in queste pagine, trattandola da soggetto artistico interessante.

STO CON LICIA NUNEZ

Ma il gioco va avanti, e vuole nuovi sacrifici umani. L’ultima vittima è Licia Nunez (parlo delle mosse di Antonella come se fossero tutte vere, senza poter valutare quanto gli autori intervengano nel canovaccio).

The show must go one, e non va da nessuna parte senza tradimenti, liti, colpi di scena, colpi al cuore. Sistemata Valeria Marini, il nuovo bersaglio è Licia. Licia è  una ragazza leale, e si fidava della lealtà di Antonella, sua compagna di letto. Dormivano insieme, erano in amicizia, e Licia è un’ottima collega di prigionia. Intelligentissima, fine, audace, affettuosa, discreta, con un luminoso senso dell’umorismo, e tanta forza. E tanto seguito di pubblico. Troppo. Il gioco è fatto per divorarsi, e ad Antonella viene naturale. Era ora di farla fuori. Antonella è stata così sgradevole e aggressiva con Licia, che lei è andata a dormire sul divano. Dopo questa prima vittoria, per renderle la vita impossibile la Elia si allea con Adriana e Paola (mi dispiace! La ricordavo così allegra e gentile).

Stavolta però non si tratta di alterchi, attacchi frontali e  spintoni, come con la Marini. Si ridicolizza la nemica.

È mattina. Licia, andando in cucina per la colazione, vede Antonella, Adriana e Paola che le fanno il verso, ridono alle sue spalle, imitando in maniera offensiva ogni suo gesto, la mettono in burla, sghignazzano, e per cosa la sfottono? Perché quando si sveglia guarda il soffitto (e loro cosa guardano? Il mare?) per i piccoli gesti della vita, che imitati malevolmente risultano grotteschi….Licia reagisce, e loro si offendono perché lei si offende!

Dopo averla fatta dolorosamente arrabbiare, le aguzzine si indignano e si nascondono dietro la scusa più vile-
-Ma noi stavamo scherzando!

Sì, gli scherzi delle scuole elementari, quelli che annientano, e  trapassano il cuore. E anche Signorini in puntata fa la predica a Licia, perché davanti a quel mobbing malvagio non si è divertita. Licia viene rimproverata perché “non sa ridere degli scherzi”. Quindi non è solo calpestata, ma colpita due volte. Perché non fa finta di prenderlo per un gioco, perché ne ha sentito tutta la malvagità, perché sotto quei risolini ha visto i cani che assaltano in branco.

Si sa, il Grande Fratello è una lotta crudele fra i concorrenti, si è lì per sgominarli tutti e arrivare primi. Ma si può fare in tanti modi, magari con divertimento e con classe. I  combattimenti non sono tutti uguali. Ci sono i duelli cavallereschi e gli ignobili agguati. La guerra umiliante e sleale di Antonella Adriana e Paola contro Licia, l’attacco premeditato e volgare, è un ignobile agguato. Starei con Licia anche se non la conoscessi, anche se non le volessi bene come le voglio.

Confidenze