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Giù di cipolle e aglio a manetta

Mondo

Già che siamo obbligati a stare a casa, cerchiamo almeno di mangiare saporito. Aggiungendo cipolle e aglio a tutti, ma proprio tutti i nostri piatti

Telefonate e social non lasciano dubbi: quando finalmente riprenderemo una vita normale, lo faremo tutti con un bel po’ di chili in più addosso. Perché quello che risulta chiaro in queste orribili settimane è che nelle nostre prigioni casalinghe nessuno sta soffrendo la fame. Anzi.

Lo sostengo con certezza, perché con le amiche l’argomento principe è cosa abbiamo cucinato (due ore prima), cosa stiamo cucinando (in diretta) e cosa cucineremo (nelle prossime due ore). Mentre quando mi collego su Facebook, vedo foto di piatti succulenti che troneggiano come trofei e raccattano badilate di “like”, accompagnati da commenti che annunciano l’intenzione di replicarli sui propri fornelli al primo pasto raggiungibile.

Questi dettagli confermano che noi italiani siamo davvero dei grandi: il mondo va a pezzi, ma riusciamo comunque a non perderci (del tutto) d’animo. Perché anche nelle emergenze siamo capaci di tirare fuori quella creatività che per mille motivi (anche se non sempre nobili) ci rende famosi sull’intero pianeta.

Morale: blindate in casa ormai da tempi al limite dello sclero, famiglie, coppie e persone single si consolano con il cibo. Tant’è che il numero di Confidenze in edicola adesso (ripeto fino allo sfinimento che sono aperte e che potete andarci)  ha dedicato ben due servizi alla cucina: Cipolle, cipollotti & Co. e Tre idee con le vongole.

Visto il periodo caratterizzato dalla totale assenza di impegni mondani e di rapporti sociali, appena ho comprato il giornale mi sono buttata sulle ricette a base di cipolle. Che, insieme all’aglio, sono ormai gli ingredienti più importanti nella mia dieta di questi giorni eterni. Scanditi, appunto, dai programmi gastronomici di cui, con il mio fidanzato, iniziamo a parlare appena apriamo gli occhi alla mattina, senza ancora essere usciti dal letto.

Sì, perché rinchiusi nella nostra prigione, cerchiamo di dare un po’ di brio al tempo che non passa mai, buttando in pentola sapori forti che di solito preferiamo magari evitare.

Quindi, finita la prima colazione a base di frutta e caffè, facciamo quasi a gara per chi spellerà gli spicchi d’aglio da rosolare insieme alle acciughe, oppure per chi sarà il fortunato a cui toccherà il turno di piangere sminuzzando le cipolle.

Operazioni talmente ambite che, mentre  uno dei due fa la doccia, a volte l’altro gioca sporco e gli frega la possibilità di aggiungere generose manciate di peperoncino al sugo di pomodoro. Oppure di oscurare con il pepe l’insalata di finocchi e arance.

E quando finalmente ci sediamo a tavola, il truffaldino che ha vinto aspetta i complimenti per il piatto a cui è riuscito a dare una forte personalità.

Gli elogi tanto attesi, naturalmente, arrivano puntuali. Un po’, perché sono meritati. Ma anche perché apprezzare tutto ciò che succede nelle nostre case in queste settimane è un modo per dirsi quanto ci si vuole bene. Nell’attesa di poterselo ripetere, prima o poi, con i fiori. Come facevamo prima della pandemia.

Confidenze