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Guai ai miti

Mondo

Tempi duri per i non violenti, quelli che non picchiano e non sparano: Pamela viene fatta a pezzi, Luca Traini spara sulla folla per vendicarla. E la giustizia che fa?

La scrittrice Ginevra Bompiani ha detto “Il postmoderno è come il moderno, ma senza la speranza”. Mi fa pensare a cosa è accaduto in questi giorni.

Pamela, una bella intelligente ragazza di vent’anni, che è stata sopraffatta dalla droga, scappa dalla comunità dove doveva disintossicarsi dall’eroina, trascinandosi dietro il suo trolley. Ha vent’anni, è disperata, non sa dove andare, ha bisogno della dose. Incontra Innocent Oseghale, un giovane nigeriano che la porta a comprare l’eroina e poi a casa sua. La ragazza la assume, va in overdose, si sente male, malissimo, è in grave pericolo di vita, e lui, invece di soccorrerla scappa lasciandola sola. (È Innocent che racconta): Pamela muore. E lui la fa a pezzi, la mette in due valigie. Viene arrestato, e nega di averla uccisa.

Pare che quel delitto orrendo – averla abbandonata nel pieno della crisi, lo scempio del corpo, il lucido disegno di liberarsene- non meritino secondo le nostre leggi una pena molto elevata.

Poi c’è Luca Traini. Un giovane italiano che va in palestra, è leghista, ha una pistola, ha studiato sul Mein Kampf di Adolph Hitler, sogna la violenza. Ecco una scusa per metterla in pratica: “per vendicare Pamela”. Dalla macchina Traini spara sulla folla, ferisce gravemente sei cittadini stranieri, spara anche sui locali frequentati da giovani della sinistra.

La tattica dei terroristi. Le conseguenze delle ferite da armi da fuoco si portano dietro tutta la vita. Ma non è morto nessuno, e anche in questo caso, pare che la pena non può essere molto severa. Intanto a Roma è apparso un cartello, “Onore a Luca Traini”.  Per alcuni è un eroe. Io ho paura.

Domani potremo incontrare per la strada Osenghale o Traini. Magari imbaldanziti per essersela cavata con poco. Il territorio è dei violenti. Una destra senza scrupoli cavalca questo orrore e lo fomenta a fini elettorali. Una sinistra debole e colpevole, che di sinistra ha solo il nome, non sa interpretare, né indicare una via.

Guai ai miti, ai disarmati, ai puri di spirito. Guai ai mansueti, quelli che non picchiano, non fanno a pezzi, non sparano.

Che devono fare? Chiudersi in casa e sperare nella buona sorte? Pregare Dio, chi ci crede? E come proteggere figli e nipoti dalla violenza che viene suggerita e diffusa da tutti i mezzi di comunicazione? Io non lo so. Io sono smarrita. Io ho paura.

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