Heather, più di tutto di Matthew Weiner

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Volete leggere una cosa che scotta? Leggete questo noir. Weiner ha disegnato con una manciata di parole perfette l’orrore del nostro microcosmo familiare, la nostra apnea sentimentale

 

“Rimase a fissare Mark profondamente addormentato, con la paura che le attanagliava lo stomaco come un crampo. Si rese conto che nei giorni a venire e forse per molto tempo sarebbe toccato a lei impedirgli di correre a confessare. Avrebbe dovuto frapporsi tra il suo senso di colpa e il fantasma che in quel momento stava sorgendo dal vicolo.

Nella camera buia, Karen lo guardò e pensò che doveva avere avuto le sue ragioni, che lo conosceva bene e non poteva avere paura di lui, e d’un tratto smise di sentirsi in ansia perché capì che erano legati per sempre. Lo toccò finché non riuscì a svegliarlo e poi fece l’amore con lui e fu aggressiva e dominante, e Mark era abbastanza ubriaco da dimenticare se stesso e reagire con la forza di un nuovo desiderio”.

Volete leggere una cosa che scotta? Leggete questo noir. Si legge in un’ora scarsa, sembra di vedere un film oppure la ripresa di una estremizzazione lavorata con il cesello della famiglia dei nostri giorni.

Mark e Karen si incontrano quando ancora ci si sente giovani ma in realtà si è nel mezzo del cammino, quarant’anni o giù di lì. Alla passione reale devi aggiungere un po’ di fantasia ma il cocktail, all’inizio, è strepitoso: eccolo, il grande amore! Siamo noi, come noi nessuno mai etcetc.

Come tutte le coppie che arrivano nella nuova adolescenza ad un tratto arriva il pupetto. Figlio unico, figlio totale, figlio più dell’Emmanuele, figlio che in questo caso è figlia, Heather.

Mark e la sua carriera strepitosa, inaspettata, Mark e la sua indole piana. Karen e tutte le fisime che dopo i primi mesi impostati vengono fuori. Heather, come quasi tutti i figli unici di coppie, diciamolo, anziane, vittima sacrificale della depressione relazionale e sociale dei genitori.

La telecamera si sposta (Weiner è il creatore di Mad Men e uno degli autori de I Soprano; anche lui, lo scrivo per dovere di cronaca ma fino a quando la legge non si esprimerà con sentenza le accuse devono avere lo stesso peso delle difese, finito nel novembre dello scorso anno nel mirino degli accusatori per molestie dalla sua ex assistente Kater Gordon) su un’altra famiglia. Una madre drogata. Un bambino distrutto, Bobby. La violenza che nasce dalla rabbia, il tentativo di stupro. Il carcere. Poi un omicidio.

Nello splendido palazzo di New York dove vive la nostra infelicissima splendida famiglia Breakstone è tempo di lavori. Tra gli operai, un ragazzo che sembra vecchio. Un ragazzo che guarda troppo la tua splendida figlia in fiore. Bobby.

Weiner ha disegnato con una manciata di parole perfette l’orrore del nostro microcosmo familiare, la nostra apnea sentimentale, la tragedia dei nostri figli, inermi davanti alla nostra follia.

Il mio è un invito ad assistere al crimine della Madre, di Mark, di Karen; alla tragedia di Bobby; al deserto di Heather.

 

Matthew Weiner, Heather, più di tutto, Einaudi

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