Il fascino senza tempo di Piccole Donne

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Piccole donne ha ancora qualcosa da dire alle nuove generazioni? Un film e una rilettura del libro sembrano dirci di sì

Sull’ultimo numero di Confidenze il direttore Angelina Spinoni dedica il suo editoriale alla nuova trasposizione cinematografica di Piccole Donne, il romanzo di Louisa May Alcott uscito nel 1868, che per generazioni veniva regalato a ogni bambina, prima che diventasse “signorina”.

Non ho visto il film di Greta Gerwig, ma sono cresciuta anch’io con il libro sullo scaffale attorno al letto (e con il suo seguito, da Piccole Donne Crescono a I ragazzi di Jo). Era una lettura di iniziazione che di solito si regalava tra la quarta e quinta elementare e che segnava il passaggio dall’infanzia all’adolescenza; nell’immaginario di molte di noi, nate alla fine degli anni Sessanta, resta il classico della letteratura per ragazzi.

Così mi è parso curioso che in contemporanea con il film sia uscita anche una rilettura del romanzo a firma di Caterina Capria (Nel mondo di Piccole Donne,15 parole per diventare grandi, DeA Planeta) e mi sono chiesta che cos’abbia da dire alle ragazze di oggi che passano il tempo sui social tra Instagram e TikTok, un romanzo ambientato nell’Ottocento e che descrive uno stile di vita così lontano dal nostro. Ma poi parlando con la scrittrice, intervistata per Confidenze, mi sono fatta un’idea diversa. Intanto Caterina Capria è molto conosciuta sui social perché gestisce la pagina Facebook “L’ha scritto una femmina” che promuove la parità di genere in ambito letterario. E poi ecco cos’ha raccontato a Confidenze:

«Le vicende della quattro sorelle March rispecchiano quel passaggio cruciale alla vita adulta che accomuna tutte le ragazze e nel quale si possono identificare. Nel mio libro, che mi piace definire un manuale per diventare grandi, spiego alle giovani lettrici le diverse possibilità che ci sono oggi per una ragazza di quell’età: il matrimonio per esempio non è più l’unica scelta possibile come poteva essere per Meg, la primogenita. Nel libro attraverso 15 parole chiave analizzo i momenti cruciali della loro crescita, che racchiudono inquietudini che anche le ragazze di oggi possono condividere». E poi ci sono i rapporti tra le quattro sorelle, le gelosie reciproche, la relazione con i genitori e il desiderio di indipendenza.

Insomma Piccole Donne ha tutti gli ingredienti per presentarsi come un classico, ovvero un libro senza tempo, capace di trasmettere un messaggio vero e condivisibile anche a distanza di 150 anni.

È bello che ci sia ancora oggi qualcuno che ha voglia di riproporlo, e che magari a qualcuna torni la voglia di leggerlo anche solo attraverso il film. È un passaggio del testimone che segna una continuità tra generazioni e poi ditemi chi di voi da bambina non si è mai immedesimata nella ribelle Jo, femminista ante-litteram, o non ha sognato il principe azzurro come Meg?

Anche se ho un figlio maschio andrò a casa dei miei genitori a cercare la mia vecchia copia di Piccole Donne, non ambisco a farglielo leggere, ma almeno a fargli sapere che esiste sì.

 

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