La neolingua del virus

Mondo

Ci hanno detto: nessuno perderà il lavoro a causa del Coronavirus e infatti hanno trovato un altro escamotage

Nell’ecatombe economica e lavorativa iniziata dal re del mondo, il virus, una delle prime vittime è la carta stampata. In piena tempesta, dalle redazioni si buttano a mare i membri dell’equipaggio non indispensabili: cuochi,  steward, animatori, orchestrine, personal trainer vengono gettati in acqua, perché la nave non affondi. Ma l’evento più straordinario è che non si licenzia più nessuno. Si è trovata una formula magica, che cambiando una sola parola cambia gli accordi e cancella ogni diritto, anche i più modesti. Un amico che collaborava a un giornale, è stato licenziato in tronco. Secondo il contratto, avrebbe dovuto avere 90 giorni di preavviso. Lo ha fatto presente al direttore- un uomo impeccabile e appassionato, di alti ideali, desolato di doversi fare tramite dell’editore.

« No, non le spetta niente. Perché lei non è stato licenziato, ma solo sospeso».

«Fino a quando?».

«In attesa di tempi migliori».

Ma è una trovata fantastica! Nessuno ci aveva mai pensato: così, nessuno avrà più nulla a pretendere. Nella neolingua del Virus, questo cambio di parola risolve tanti problemi spinosi. Si potrebbe estendere anche al trattamento finale in amore:

«Non ti sto lasciando, sei solo sospeso».

«Fino a quando?».

«Lo sa Iddio. Tu, intanto, aspetta».

Ma viene buono anche nei rapporti con la collaboratrice domestica.

«- Da oggi lei può smettere di venire».

«E il preavviso?».

«Non c’è bisogno: lei non è licenziata, è solo sospesa. Un giorno o l’altro potremmo anche richiamarla».

Sembra un dialogo di Bertolt Brecht, fra Puntila e il suo servo Matti.

Il mio amico non è preoccupato, ha capito la lezione. Quando il padrone di casa gli chiederà l’affitto, lui risponderà che il pagamento per ora è stato sospeso. In attesa di tempi migliori. È una formula giuridica inedita, che apre prospettive entusiasmanti.

 

LA LINGUA DEL PAPA

Papa Francesco, invece, parla ancora la lingua antica, quella che tutti comprendiamo. In una sola frase ha detto tutto della tragedia che stiamo vivendo :

Credevamo di poter vivere sani in un mondo malato.

La diagnosi comprende la cura, che non verrà attuata. La nostra è una specie suicida, e solo la sua estinzione porrà fine ai danni che abbiamo fatto a noi e al pianeta. Una mia amica di 20 anni ha visto la Terra fotografata dalla luna. Si è commossa per la sua bellezza. Ha detto “è il pianeta più bello, l’unico verde, con gli alberi, i mari, i fiumi….solo dei diavoli come noi potevano arrivare a distruggerla. La Terra ci espellerà, e poco a poco riprenderà il suo rigoglio, la natura rifiorirà, gli animali si moltiplicheranno…la specie umana sarà stata solo un episodio infelice”.

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