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Lasciateci lavorare, ragazzini

Mondo

È bastato che una ragazzina con le treccine gridasse l’allarme contro l'omicidio della Terra, perché i suoi coetanei insorgessero, mostrando di possedere ancora l’istinto della sopravvivenza che gli adulti non hanno più

La manifestazione mondiale contro l’assassinio della Terra, cioè il nostro, innescato dalla piccola Greta, ha spinto milioni di adolescenti a manifestare, con una richiesta molto semplice: vogliamo vivere. Ma ce lo dovevano dire loro? C’era bisogno che se ne accorgessero i piccoli? E i grandi che fanno? La cosa non li riguarda?

Lasciamo perdere Trump che nega il riscaldamento terrestre, lui è un vecchio satrapo che ha passato i 70, sente la fine vicina e non vuole morire solo, e farà l’impossibile per portarsi dietro qualche milione di umani – solo la morte altrui, meglio se di tanti, consola dalla morte gli uomini di potere. Ma è possibile che non si reagisca, che si continui ad andare verso il baratro in nome del guadagno?

Immaginate dei naufraghi su una barca piena di buchi che sta affondando, e loro, invece di cercare di ripararli, continuano alacremente a farne degli altri. Noi, con la Terra, stiamo facendo proprio così. Si usa dire Lo capirebbe anche un bambino!- stavolta, invece, SOLO i bambini lo capiscono.

È bastato che questa ragazzina con le treccine  gridasse l’allarme, perché i suoi coetanei insorgessero, mostrando di possedere ancora l’istinto della sopravvivenza che gli adulti non hanno più. E non è che lo abbiamo scoperto adesso. Che stavamo distruggendo aria e terra e noi con esse, si sapeva pure quando ero giovane. Il film di Cacoyannis Il giorno in cui i pesci uscirono dal mare, sui mari avvelenati, sulla fine del mondo per inquinamento e siccità, è del 1967. Questo diario apocalittico e spiritoso lo ha scritto un ragazzo nel 1980 .“Mia madre mi ha tirato su con l’idea della fine del mondo. Dicono che le favole erano terrificanti. Non per me, che la mamma mi raccontava i telegiornali. Beato Pollicino, che aveva un orco solo. Lui poi coi sassolini ritrovava la via, ma il buco all’ozono, chi lo rattoppa? Il nonno diceva spero di morire prima del botto! Ho paura di questa umanità senza Dio. Ti immagini una catastrofe di deboli edonisti? Era altra gente quelli dell’ultima guerra, oggi siamo tutti assassini”.

L’uomo ci ha provato fin dall’inizio a distruggere la terra e i suoi abitanti. Ha sempre devastato, inquinato sterminato, ma prima delle grandi invenzioni, quando si abbattevano le foreste con l’accetta, o bisognava ammazzare 10.000 persone a mano,  era un bel lavoro. Adesso si fa subito. La tecnologia moltiplica la stupidità dell’uomo. La scienza è al servizio del massacro e dello sfruttamento, e noi siamo ostaggi del consumo, che ci consuma.

Greta e gli altri tutto questo lo sanno bene, non fanno finta di niente, forse non riusciranno a cambiare niente ma almeno hanno alzato la testa, si sono ribellati, hanno urlato no! all’onnipotenza dell’idiozia, a questo folle suicidio collettivo. E invece di spaventarsi, di rinsavire, di  dire facciamo qualcosa, qual è la reazione di tanti media? Il pettegolezzo! Indifferenti alla sostanza- che non ci siamo una mossa, ora, subito, siamo spacciati, no, si sono messi a fare gossip su Greta, a dire che era manovrata da furbi adulti con chissà quale scopo…

Su questo ho raccolto la reazione sdegnata di una ragazzina di 14 anni, figlia di amici che ha detto: “sono pazzi! Invece si concentrarsi sul punto della protesta- vivere o morire?- hanno detto che lei era la pedina di qualcuno…e anche se fosse? La cosa è iniziata, non puoi fermare milioni di ragazzi. Se anche ci fosse qualcuno dietro, ha fatto un gran bel lavoro, e ha dimostrato che interessava tutti- era ora”! Più delle parole, dice tutto la vignetta di Altan sull’argomento. Una fulminante sintesi poetica, dove si vede la piccola Greta che agita la bandiera del pianeta, e un orrendo ceffo, armato fino ai denti, pieno di svastiche e di tatuaggi sanguinari, col mitra spianato, che la mette da parte e dice “Fateci lavorare, ragazzini!.

 

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