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L’inutile evasione dal Grande Fratello

Mondo

Memorie dell’Abate Faria, evaso dalla fortezza del Grande Fratello

 

Sono uscita dal Grande Fratello dopo un mese perché quel gioco non lo sapevo fare. Era un gioco ma non riuscivo a distinguerlo dalla vita, mi emozionavo tanto che dopo la sera della quarta puntata sono svenuta. Ho passato tre giorni in clinica, e pensavo di andare a casa. Ma invece di venirmi nostalgia della famiglia mi veniva per i compagni e della mia bella prigione, e sono tornata al GF. Ho resistito altre due settimane, poi, mentre stavo ringraziando il pubblico che mi aveva salvato per la seconda volta, sono uscita dal gioco, e sono tornata a casa. Ma la mia evasione è stata inutile: non sono riuscita a uscire davvero dal GF, sono ancora lì dentro. Vedo i giornalieri più che posso, sto attanagliata davanti allo show che dura 4 ore, seguo con passione i fatti della casa.

E se siete dei maniaci della trasmissione come me, vi racconterò il GF a puntate, partendo dall’ultima.

Dopo lo show di venerdì 21 ero entusiasta che  la mia prediletta Licia Nunez fosse rimasta in gioco (molto nominata dentro, molto amata fuori). Lei non è uno spirito errante come me, è una guerriera che lotta fino all’ultimo respiro. Licia è puro coraggio. L’angoscia la sente anche lei, ma sa dominarla. Non si innervosisce né si arrende, aiuta tutti ma non si fa degli adepti, non è gentile a favore di telecamera, è gentile e basta. Licia è di cristallo.

E nello stesso tempo mi ha addolorato (sì, è la parola giusta) che sia uscito Pago, il nostro Diòniso, vulcanico e malinconico, cantore appassionato. E col dono dell’umorismo sardo che è una grazia, così fine, così british. Prima dell’arrivo di Serena, Pago era il più amato dai ragazzi della casa, che si sono sentiti traditi come fidanzate da lui-ora dedito a Serena, che aveva amato follemente dopo la separazione da lontano, alla Byron, e desiderava solo rivederla. E tutto si è intorbidato. Gli amici, credendosi rinnegati, lo hanno rinnegato. Poi Pago ha detto una cosa enigmatica e sgradevole a Licia è dispiaciuta a chi la ama: “quando ti guardo negli occhi non ci vedo chiaro, tu non mi convinci”. Ma Pago è Pacifico Settembre, è Pan, è Pago, e niente può levargli la paghità.

Cominciamo dall’inizio. Perché sono andata al Grande Fratello Vip? Nonostante l’imbarazzante qualifica di Vip ( Very important Person-Importante quando? Perché? Per chi? Per come?)– la parola che poi il prestigiatore Alfonso Signorini storpia in declinazioni ancora più oltraggiose chiamandoci Vipponi, che suggerisce rime inquietanti.

Insomma perché sono andata al GF?

Per soldi. Per comprarmi il tempo. Per vanità. Per esibizionismo. Per scappare di casa (avevo stufato tutti). Per fare un po’ respirare la famiglia e respirare io. Per amore del teatro, con Signorini come regista diabolicamente geniale, capace di qualsiasi colpo di scena. Lo temevo, e anche per questo ero tentata. E poi perché i vecchi hanno la frenesia del rischio, come adolescenti ma senza futuro, romanticismo allo stato puro.

Appena entri è entusiasmante: senza cellulare, senza computer, senza radio, senza televisore. Un taglio netto- il paese dei balocchi.

Lì nessuno ti acchiappa, nessuno pretende niente da te.

Ti senti in salvo. Evasione dal reale, niente notizie politiche, ti dimentichi che siamo sull’orlo dell’abisso nazionale e internazionale, che stiamo facendo morire la Terra e moriremo con essa, ti scordi della fine del mondo, dei parenti, delle tasse, delle bollette…Una veravacanza. Il sogno dell’irresponsabilità. Al GF c’è un servizio che poi si vorrebbe anche a casa: il confessionale. Una stanzina rossa con un divano dorato, dove c’è un quadrato di luce, e puoi andarci quando vuoi: di giorno e di notte, uno degli autori ti risponderà. Su tutto. Ti manca il dentifricio, hai fatto un brutto sogno, hai nostalgia del marito, qualcuno ti ha fatto uno sgarbo, qualcuno ti piace? Non hai che da suonare, ed entrare. Qualcuno, dal quadretto luminoso, ti ascolta SEMPRE. E ti risponde con sapienza da barnabita, e pazienza infinita (in tale ufficio gli autori si danno il cambio, se no andrebbero ai matti). Sono dei confessori, degli angeli custodi cui ti affidi con mistica fiducia, dimenticandoti che sono anche le tue spie, tutto è registrato, e potrà essere usato contro di te. Eppure ti senti in intimità, come se foste soli al mondo. Il Grande Fratello è una trappola psicologica micidiale.

Al GF ti avvertono, all’inizio: guarda che avendole addosso tutto il giorno alla fine delle telecamere te ne dimentichi. E tu dici ma va’! figurati.

Invece è vero. E come in confessionale, su una sedia di cucina o una poltrona del giardinetto, parlando con un compagno ti sembra di stare sospeso nel creato,  e ti abbandoni a confidenze e giudizi che poi tutti vedranno. Anzi, ti stanno vedendo, in quel momento.  Ho fatto delle gaffes micidiali scordando le telecamere, e poi dopo che sei tornato, amici e nemici ti chiamano furibondi, senti un po’, ma come ti sei permesso di dire questo e questo di me, al GF? – E ti spiattellano tutte le tue imprudenze.

Ai miei cari ci pensavo ogni tanto. In quella incantevole prigione di lusso, non mi mancava manco il cane. Cucinone, provviste, merendine che a casa tua non compreresti mai ma lì te le ingolli con un senso di impunità, ti senti in salvo anche dal dietologo. Giardino, piscina, cyclette, yoga…e intorno, gente spensierata e molto simpatica. Ahi. Anche troppo, per un gioco a eliminazione.

Prima di entrare non mi ero mai preoccupata delle nomination, ovvero del voto che dai a qualcuno per eliminarlo- avevo visto brani del GF con personaggi così antipatici, che pensavo sarebbe stato un piacere sparare nel mucchio. Invece mi sono trovata in una compagnia che all’inizio era tutta adorabile. Dopo che si è diventati amici, bisogna distruggersi a vicenda. Chi eliminare?  E li guardavo con l’occhio del boia desolato che deve scegliere una testa fra le  persone care.

Rita Rusich? Ah no, piuttosto esco io. Mai potrei nominarla. Una dea slava che cucina cibi squisiti, ci riunisce a pranzo, fa famiglia, dietro i fornelli con la sua bellezza maestosa eppure umile, umorista, e allegra,che inventava i TG sui fatti della casa, e non fingeva mai anche se ilgioco lo richiede.

Licia Nunez? Innominabile. Con la sua grazia da ninfa e da modella, indistruttibile, lieve come un giunco, leale, divertente, capace di  fare 200 metri camminando sulle mani per vincere una cena per i compagni.

Nominare Aristide Malnati, il soave papirologo grecista? Non se ne parla. E’ approdato al GF come Ulisse nell’isola dei Feaci, gioca a palla con Nausicaa e le sue ancelle, finalmente adolescente, come è sempre stato. Sarebbe una gran cattiveria. Aristide è indispensabile.

Fabio Testi? Impossibile. Più bello di Sean Connery, per nulla narcisista, anche lui grande cuoco del refettorio, dice sempre “io sono qui di passaggio, sono i giovani che devono andare avanti, noi vecchi dobbiamo darci un tempo limitato qui dentro, e uscire dal GF dopo qualche settimana, di nostra volontà”. E racconta di rado, ma con maestria, la sua vita romanzesca.

Pago? Intoccabile. Musicista e cantante tenero e indiavolato, che una sera ottiene dal GF la chitarra per due ore, e ci fa passare cantando l’unico momento di vera, mistica, lieta, orgiastica aggregazione deltempo trascorso insieme. Pago è un campione dell’amore, un cavaliere della Tavola rotonda che fa argine col suo corpo e il suo coraggio all’orda dei benpensanti maschilisti che si sono scagliati contro la sua donna, Serena Enardu, che lo fece soffrire a Temptation Island. Lui l’ha perdonata, i perbenisti no. Nominarlo vorrebbe dire schierarsi con loro. E poi è un vero artista, in ogni gesto, ogni inflessione.

Il dolce Denver, palestrato ma gentile, con la sua grazia da seminarista? Forse…chissà…

Nominare Michele Cucuzza? Fuori discussione. Con quel suo fascino londinese, elegante, gentiluomo….Direttore dei GF burleschi dalla cucina, improvvisa con Clizia scenette squisite. E’ adorato dai ragazzi della casa (più tardi soppiantato da Antonio Zequila, ma andiamo con ordine). No lui no, mai.

Adriana, bellezza da pranzo diplomatico, piccola Grace del cucinone, bionda fata borghese con un coraggio da leoni. Ha condotto e vinto una battaglia importante per le donne. Lei però la potrei votare, è nemica di Rita, e sta cercando di farla eliminare. Vedremo.

Elisa, influencer famosa dagli Usa all’Argentina, sexy per gioco, è provocante ma come un cartone animato. E’ gentile coi vecchi, cioè me. Però ha 1 milione di followers…magari la nomino, tanto poi loro la salvano…

Andrea Montovoli dagli occhi color pervinca, che sembra uscire da una poesia di Gozzano con un po’ di Bukovskij nel fondo, misterioso, bello come un ragazzo del 1900, schivo eppure franco, affabulatore, seducente e leale, che si confida solo con la fidanzata, una piantina di bambù di nome Lina. No, un poeta non nomina.

Ivan Rodriguez. Sempre allegro, con una storia familiare da Alexandre Dumas - Paola de Benedetti nemmeno, un bellissimo elfo, sempre allegra, pasticcera sublime- le sue battute sono corrosive/ perché il suo cuore vive, vive, vive.

E Clizia dal nome mitologico, dai grandi occhi blu, colta, umorista, sincera, madre e bambina, e bisognosa d’amore? No, niente.

Patrik, il clown di gran classe, artista situazionista….

Zequila, col suo fondo di incantevole innocenza…

Carlotta, miss Italia, sexy e irraggiungibile, fedele al marito pugile che minaccia di menare a chiunque la insidi- una bellezza da Promessi sposi, così ottocentesca, così moderna?

E Fernanda? Scugnizo napoletano e monumento dell’erotismo, che per la prima volta ha un marito stupendo che ama e due belle bambine, dopo una storia di alcolismo? Sarebbe un delitto.

Nominare Paolo Ciavarro? Macché, con quella faccia d’angelo, è qui per dimostrare a se steso che è un ragazzo in gamba…

Antonella Elia? No. Un’artista distratta del teatro dell’assurdo, che cade sempre dalle nubi, e qualsiasi cosa tu le dica- che è pronto il pranzo o che c’è il terremoto, e lei di risponde trasognata “Davvero?”- scendendo per un istante da un altro mondo.

- Ma insomma…ci sarà pure qualcuno che ti sta sulle palle!

No. Non ancora. Questi erano i tempi dell’Eden. Poi poco a poco tutti si trasformarono, e si entrò nella parte demoniaca del gioco….

(Continua al prossimo numero)

Confidenze