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Papà sei sicuro? (Come si fa a educare un bambino oggi?)

Mondo

Come si può insegnare a un bambino che il rispetto è il valore fondamentale della convivenza, se chi danneggia un bene pubblico resta impunito? Gll hoolygans a Roma e i black bloc dell'Expo a Milano ne sono l'esempio

Lorenzo ha dieci anni, fa la quinta. Un giorno torna da scuola col muso: è stato punito. Mentre stava sfregiando i banchi con lo spray indelebile, un compagno ha protestato, e lui gli ha dato un pugno sul naso. Il padre  lo sgrida aspramente, “ti abbiamo educato nel rispetto, e tu…”.

Alla punizione della scuola aggiunge la sua: addio cellulare, tablet, computer per un bel po’,  il campeggio in Corsica se lo scorda, passerà l’estate a studiare. Lorenzo reagisce, il genitore tuona, severo: “son cose da teppisti, non si piglia a cazzotti il prossimo e non si rovinano i banchi, un bene pubblico!  È gravissimo! Se continui così finirai molto male!”.  

Ma a Lorenzo i conti non tornano. È passato qualche mese, ma non ha dimenticato quel telegiornale dove si vedevano  gli hoolygan olandesi che mettevano a ferro e fuoco Piazza di Spagna, senza che nessuno li contrastasse. Avevano travolto uomini e cose, sfregiato un’antica fontana, messo in fuga i passanti… Insomma avevano fatto molto peggio di lui, e non erano finiti per niente male anzi, la polizia li aveva rispettosamente riaccompagnati  all’aeroporto, trionfanti.

E più di recente all’inaugurazione dell’Expò, a Milano, uno dei giovani che avevano sfasciato a mazzate macchine e vetrine,  intervistato dalla tv, sdegnando i motivi ideologi, si era vantato: “ Io sono venuto qui a far casino, a rompere tutto.. è divertente!”. E va impunito, come del resto i ladri ben vestiti che hanno rubato a man bassa sull’Expò.

Lorenzo si ribella al padre: ma che gli sta raccontando? Lui non gli crede. Alza la voce, pretende che annulli le punizioni: non è giusto! Quella, è la realtà! Lui è un bambino del suo tempo, e vuole adeguarsi alle regole della società.

Ma in che mondo vive suo padre? Se insiste a rompergli le palle, un giorno o l’altro gli dà una spinta e lo butta giù dal quarto piano quel poveraccio inattuale, convinto che il rispetto è il valore fondamentale della convivenza.

Ma dove? Ma per chi? Che male c’è a dare un cazzotto sul naso a un compagno? Ormai, pure causare una strage fa curriculum. Un chiaro esempio lo conforta, quello del comandante Schettino il quale, per avere causato per leggerezza criminale  la morte di 32 persone era diventato una star, con quotazioni altissime. Suo padre appartiene al passato: è da rottamare (altra parola del nuovo vocabolario della post-civiltà, di cui Lorenzo va pazzo).

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