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Sculacciata sul sederino? Why not

Mondo

A volte un gesto reputato condannabile può rivelarsi liberatorio. Come una sculacciata, se è delicata come una piuma

Schiaffo e suocera sono due nomi comuni, concreti di cosa e di persona che la maggior parte delle mogli (più o meno segretamente) vorrebbe associare. Mentre Ho preso a schiaffi mia suocera è una frase, se rimaniamo nell’ambito dell’analisi grammaticale. Il titolo di un articolo che trovate su Confidenze di questa settimana, se state per correre in edicola. Oppure la soddisfatta confessione di una lettrice, se cercate un precedente che allevi i sensi di colpa nel caso foste tentate anche voi di prendere a sberle la mamma di vostro marito.

Emiliana G. l’ha fatto. Un bel giorno non si è limitata a sentire il solito prurito alle mani, ma ne ha lasciata una libera di prendere il via verso il volto della parente acquisita. Su cui si è piazzata con un sonoro ciaf, tra lo sbigottimento sia della picchiata sia della picchiatrice.

Analizzando la vicenda con lucidità, correttezza e semplice buon senso dovrei dire che certe cose non sono tollerabili, che Emiliana è una pazza da ricovero, che fatti del genere vanno ben oltre l’inciviltà, eccetera, eccetera, eccetera.

Poi, però, mi metto nei panni di questa poveretta vessata da una strega invadente e prepotente e mi viene quasi da applaudire l’eroina che ha trovato il coraggio di mettere fine a uno stillicidio di critiche e recriminazioni che sarebbe continuato per sempre.

Certo, il suo stop non l’ha dato esattamente con le buone. Ma a volte gesti apparentemente pesanti possono risolvere situazioni che pesanti lo sono per davvero.

Provo a spiegarmi meglio, iniziando col sottolineare mille volte che non sto assolutamente invitando nessuno ad alzare le mani e, meno che meno, a lottare per i propri diritti e spazi con la violenza.

Semplicemente valuto lo schiaffo in questione l’equivalente di una sculacciata a un bambino che non ubbidisce: un metodo tanto innocuo quanto efficace per inculcare un concetto nella caparbia testolina di chi non vuole (o finge di non voler) capire.

Di questi tempi, in realtà, il solo accennare alle punizioni corporali è pericolosissimo. Si rischia di venire additati come gente gretta, bestie feroci, persone ignoranti e brutali. Tutto verissimo, ma vi ricordo che stiamo parlando di uno schiaffetto liberatorio e di una sculacciata carica più di affetto ed enfasi che di aggressività.

Detto ciò, io non ho mai avuto la tentazione di colpire mia suocera, visto che il caso non ha voluto  che questa figura comparisse nella mia vita (ho sempre avuto accanto marito e fidanzati orfani). E se qualche volta ho sculacciato i miei bambini, è stato solo nel periodo in cui portavano ancora la corazzata-pannolino. Che proteggeva il loro soffice e tenero sederino dal colpetto più morbido di una carezza con cui manifestavo la mia autorità.

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