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Utero in affitto: una scelta di speranza o disperazione?

Mondo

Su Confidenze nella storia vera raccolta da Valeria Sirabella la testimonianza di una donna che è ricorsa alla maternità surrogata per avere un figlio

Questa settimana nelle storie vere di Confidenze trovate una testimonianza sconvolgente, sia per l’argomento trattato, l’utero in affitto, sia per la veridicità dei fatti raccontati.

Del tema si fa un gran dibattere soprattutto dopo che la nuova legge sulle unioni civili ha negato alle coppie gay la stepchild adoption (ovvero il riconoscimento e l’adozione del figlio biologico del partner) e anche perché attorno alla maternità surrogata (termine giuridico che indica la pratica dell’utero in affitto) è nato un vero e proprio business fatto di agenzie che sfruttano la legislazione più permissiva di alcuni Paesi per esaudire, a caro prezzo, i desideri di genitorialità di molte coppie etero o gay.

 

In Italia la maternità surrogata è vietata per legge: la legge n. 40 del 2004 all’art.12 specifica che “… il ricorso a pratiche di surrogazione di maternità è un reato punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fin a un milione di euro”.

Lo stesso accade in Francia, Spagna, Germania, Svezia, Norvegia e Danimarca, mentre è consentita in Ucraina e in Russia ed è legale negli Stati Uniti e in Canada (ne abbiamo avuto un esempio recente quando Nichi Vendola, leader di Sel (Sinistra, Ecologia, Libertà) ha avuto il figlio dal suo compagno, regolarmente sposato, andando in Canada per avvalersi della maternità surrogata).

Ma al di là dei lacci e lacciuoli legali quello dell’utero in affitto è un tema che divide tutti: lungi dall’essere considerato l’ultima conquista dell’emancipazione femminile, viene bollato dalle femministe come un ritorno alla mercificazione del corpo della donna e dalla Chiesa come un affronto alla sacralità della vita, nonché espressione del desiderio egoistico di molte coppie che per diventare genitori potrebbero benissimo ricorrere all’adozione.

Non voglio esprimere giudizi, vi invito a leggere la testimonianza di Vanessa raccolta da Valeria Sirabella nella storia vera: “Una nuova speranza”. Quanto è successo a lei sarebbe potuto accadere a ciascuna di noi e poi aspetto un vostro commento sul tema.

 

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