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In vacanza non voglio riposare

Mondo

Alla mattina non mi tira giù dal letto nessuno. Ma appena mi alzo, non sto ferma un attimo. Così, torno stanca come uno straccio. Ma felice e propositiva

Sul numero di Confidenze in edicola adesso, nell’articolo Non solo riposo una lettrice invita a riflettere sulle vacanze e sui momenti di calma che ci offrono. E io, diligente come una scolaretta, ho subito ubbidito. Quindi, ecco a voi l’Albie pensiero al proposito.

La prima cosa che ho pensato è che vacanza per me non è affatto sinonimo di riposo. Certo, trovo molto allettante dimenticare l’esistenza della sveglia e alzarmi a orari impossibili. Ma quando metto il piede giù dal letto vivo con la speranza di rimanere in posizione eretta fino a sera. Evitando pure, se sono al mare, di impiombarmi nel classico sonno profondo che trasforma le spiagge al tramonto in un raduno di narcolettici.

Se c’è una cosa che adoro quando sono via, infatti, è approfittare al massimo del tanto tempo libero che ho a disposizione. Perciò, se sono in giro in moto macino valanghe di chilometri su strade tutte da scoprire. Appena inizio a dare segni di cedimento (sedere piatto, ginocchia in fiamme, collo rigido e mani formicolanti), mi fermo nel primo posto che mi sembra carino. Dopodiché, vado alla ricerca di un alberghetto dignitoso e, soprattutto, di un ristorante da sballo. Insomma, sto in pista l’intera giornata senza un attimo di tregua.

I ritmi non cambiano molto quando le ferie sono stanziali. In quel caso la sveglia si auto-posticipa al limite della vergogna (tanto non ho nuove mete da raggiungere e posso prendermela con calma). Ma poi partono il programma gym (almeno 45 minuti), le nuotate alla boa (almeno due, meduse permettendo), la partita a pallavolo, lo stretching in riva al mare, le varie e le eventuali.

Trovate tutto questo abbastanza da nevrotici sincopatici? Ci può stare. Ma non avere nessuna incombenza per me è già talmente riposante che non ho bisogno di aggiungere relax al relax. Anzi, quando so che potrei vivere la giornata all’insegna della totale libertà, mi piace riempirmi di impegni. Che però, a differenza di quelli cittadini, non richiedono sguardi all’orologio, telefonino a portata di mano, né appunti sull’agenda da cancellare al più presto.

Morale, al ritorno dalle ferie è difficilissimo che io sia riposata. Ma se il fisico è quasi a pezzi, la mente è completamente sgombra. Il che mi permette di fare i bilanci e i progetti accennati dalla lettrice di cui vi parlavo sopra. Perché su una cosa sono assolutamente d’accordo con lei: ogni periodo impegnativo richiede uno stop. Sta a ognuno di noi, poi, decidere come viverselo. Detto questo, auguro a tutti voi delle splendide vacanze bomba!

Confidenze