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I vaccini della discordia

Mondo

Le malattie incurabili in passato hanno contribuito solo a generare pregiudizi e abolendo i vaccini si rischia di veder risorgere flagelli apparentemente scomparsi

Ogni tanto si torna a parlare della pericolosità dei vaccini e non manca chi sul fronte politico propone di abolirne la obbligatorietà. Ha fatto discutere, per esempio, qualche mese fa la decisione della Conferenza delle Regioni di introdurre l’obbligo delle vaccinazioni ai bambini come requisito per l’iscrizione scolastica.

Prima di invitarvi a leggere su Confidenze la storia vera “Il vaccino della discordia” voglio raccontare la brutta avventura di cui fui protagonista in tenera età e della quale ho solo vaghi ricordi, rafforzati poi dai racconti di mia madre.

Era la fine degli Anni 60 e fui sottoposta come tutti alla vaccinazione antivaiolosa; purtroppo rientrai in un gruppo di bambini a cui venne somministrata una partita di vaccino un po’ troppo virulento (questo lo spiegarono poi ai miei genitori). Gli effetti furono, anche se in misura ridotta, quelli di un inizio di vaiolo. Passai un mese a letto con tutti i sintomi della malattia, bevendo solo liquidi con una cannuccia, poi fortunatamente mi ripresi. Dell’inconveniente porto ancora i segni: una vistosa cicatrice sul braccio sinistro.

Ciò nonostante quando sono diventata mamma e ho dovuto sottoporre mio figlio alle vaccinazioni di routine non mi è certo passato per l’anticamera del cervello di sottrarlo ai dosaggi, anche quelli facoltativi.

La verità è che i progressi della scienza hanno cancellato dai nostri occhi e dalla nostra mente gli effetti devastanti che malattie come morbillo e meningite in alcuni casi possono provocare, con il risultato che quando si verifica qualche caso di intolleranza a un vaccino o una complicazione, si è pronti a demonizzare le vaccinazioni tout court.

Vi ricordate della poliomielite? Negli Anni 50 era una malattia ancora diffusa e conosco più di una persona nata in quel periodo, che ne è tuttora affetta. Oggi è stata debellata proprio grazie al vaccino reso obbligatorio (una volta era la mitica zolletta di zucchero che  veniva somministrata per via orale ai bambini).

Lo stesso dicasi per la tubercolosi, per la quale non si usa più vaccinare i bambini, ma che purtroppo sta tornando a infestare le nostre città, a causa delle forti ondate immigratorie.

Come racconta Armanda, la protagonista della storia vera “Il vaccino della discordia” le malattie incurabili in passato hanno contribuito solo a generare pregiudizi e abolendo i vaccini si rischia di veder risorgere flagelli apparentemente scomparsi.

Leggete la storia di Orsolina Guerri, troverete uno spaccato d’Italia che fortunatamente non esiste più, grazie ai tanti scienziati e ricercatori che hanno dedicato la vita alla scoperta di nuovi vaccini.

Ma voi, come vi comportereste con i vostri figli in materia di vaccinazioni?

Confidenze