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3 cibi alternativi che credi siano meglio e invece…

Natura

Alcune alternative ad alimenti di uso comune hanno avuto negli ultimi tempi enorme successo: i consumatori le scelgono ritenendole più salubri dei loro equivalenti tradizionali. Ma è proprio così?

Resto sempre un po’ stupito quando sento i miei pazienti parlare con toni entusiastici di certi alimenti (di solito, tutte recenti “scoperte”…)È in effetti diffusa la convinzione che esistano cibi quasi “magici”. Qualche alimento ci arriverà anche vicino, ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una convinzione sbagliata. Facciamo allora il punto su tre cibi “alternativi” e piuttosto di moda di cui senz’altro vi sarà capitato di sentir tessere le lodi.

Kamut

È il nome commerciale con cui è più noto il khorasan, una varietà antica di grano chiamata anche frumento orientale. Ha la caratteristica di non aver subito incroci e miglioramenti genetici nei secoli, a differenza del comune frumento. Benché spesso preferito a quest’ultimo e ritenuto più digeribile e meglio tollerato, il kamut ha in realtà un profilo nutrizionale largamente sovrapponibile al frumento – persino calorie e indice glicemico sono del tutto paragonabili – e anch’esso contiene glutine.

I prodotti a base di kamut arrivano però a costare anche 3-4 volte tanto quelli di grano duro. Personalmente apprezzo il grano khorasan, anche per il suo sapore dolce, ma non ne consiglio il consumo sistematico, che ai soggetti più sensibili è in grado di dare i medesimi fastidi che lamentano con il grano tradizionale. Molto meglio utilizzarlo per “dare un turno” all’onnipresente frumento, a fianco però di tutti gli altri cereali e pseudocereali (farro, riso, orzo, miglio, grano saraceno, avena ecc.) per evitare così qualunque forma di monotonia alimentare.

 

Sale rosa himalayano

Altro prodotto venduto a carissimo prezzo, il sale rosa dell’Himalaya intanto… non arriva dall’Himalaya! Proviene invece dal Pakistan, ma ciò che più dovrebbe importare è che degli 84 elementi di cui vanta la presenza, alcuni non li contiene affatto, altri risultano del tutto inutili per l’uomo, altri ancora sono persino tossici, tra cui metalli pesanti quali il cadmio.I vantaggi per la salute attribuiti al sale himalayano sono invece privi di fondamento scientifico: sono stati creati ad arte da chissà chi e immensamente ingigantiti dal tam tam dei social media. Il sale dell’Himalaya non ha qualsivoglia dimostrata proprietà benefica, non previene né cura la benché minima malattia, non rende in alcun modo più sana la dieta. Preferitegli il comune sale iodato, in vendita in qualunque supermercato a un prezzo ben più ragionevole.

Burro chiarificato

È un vero caposaldo della millenaria cultura ayurvedica, la medicina tradizionale dell’India, ma il burro chiarificato (o ghee nella lingua hindi) è oggi diventato piuttosto di moda anche in Italia. Si tratta di grasso puro (è composto in particolare da grassi saturi), senza più l’acqua e le proteine del burro, che vengono eliminate nel corso del processo di preparazione. L’allontanamento di queste componenti assegna al burro chiarificato il vantaggio di un punto di fumo più alto (ovvero, brucia a temperature maggiori) e quindi lo rende idoneo per le fritture, ma gli effetti nel corpo – e in particolare sul colesterolo – sono gli stessi del burro. Esattamente come il burro, anche il burro chiarificato non può essere considerato un lipide tra i più salutari: è consumabile, certo, ma con moderazione, rispetto ai grassi che devono avere un ruolo centrale nella dieta, quali l’olio extravergine d’oliva e gli omega 3 di pesce azzurro e frutta a guscio.

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