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3 trucchi per non disidratarsi d’estate

Natura

Nella stagione calda, la disidratazione costituisce un pericolo concreto e grave, ancor più per gli anziani. Ecco 3 trucchi per combatterla

Il nostro corpo è fatto soprattutto di acqua, per oltre il 60%. Ogni cellula ne contiene e ne è circondata ed è in ambiente acquoso che nell’organismo avvengono le reazioni chimiche che permettono la vita.

 

Non stupisce quindi che l’acqua sia una sostanza essenziale per l’uomo (e per ogni altro essere vivente): possiamo resistere diverse settimane privi di cibo, ma non si vive che pochi giorni senz’acqua.

 

Con il caldo dell’estate, la fuoriuscita di liquidi, attraverso l’aumentata sudorazione, è naturalmente più copiosa. Il pericolo è perdere più acqua di quanta se ne incameri. La sete spinge a bere, ma questo stimolo fisiologico viene meno con il passare degli anni, tanto che gli anziani rappresentano una categoria ad alto rischio di disidratazione. Non potete comunque avere idea di quante persone, anche giovani, ricevo nella mia Clinica del Cibo che, quando chiedo loro quanto bevano al giorno, mi confessano introiti risibili, semplicemente perché non hanno l’abitudine di bere con regolarità. Se poi questi soggetti fanno uso di certi farmaci, come i diuretici, o di altre sostanze con effetti deidratanti, quali alcolici e caffè, il rischio disidratazione diventa davvero significativo.

 

Come accorgersi se non si sta bevendo a sufficienza? Oltre che dalla sete, i più comuni sintomi di disidratazione sono rappresentati da secchezza della bocca, diminuzione dell’urina emessa quotidianamente, urine più scure del solito, sonnolenza, confusione mentale, affaticamento, vertigini, mal di testa, tachicardia e abbassamento della pressione sanguigna.

 

Uno stato protratto di disidratazione ha conseguenze gravi per la salute, portando alla perdita di conoscenza, al coma e alla morte. È necessario acquisire l’abitudine di bere regolarmente, anche senza sete, d’inverno e, a maggior ragione, in estate: avvertire l’esigenza di bere costituisce il segnale che il corpo è già in deficit rispetto al suo fabbisogno idrico. Ecco i miei consigli.

 

1 – Se siete almeno minimamente “tecnologici”, impostate ogni due ore un “memo” con un avviso sonoro sul vostro smartphone: vi ricorderà lui, con un semplice trillo, di bere un bicchiere d’acqua. Esistono persino apposite app dedicate al soddisfacimento delle necessità di idratazione, che aiutano a “tenere i conti”. Altrimenti basta una semplice sveglia. Dopo pochi giorni avrete preso il ritmo e non vi servirà più alcun promemoria.

 

2 – Molte persone non sono in grado di quantificare l’acqua bevuta quotidianamente (di solito la sovrastimano). Il trucco è aprire una bottiglia da un litro e mezzo al mattino, tenerla in bella mostra – sul tavolino in sala, sulla scrivania dell’ufficio – e assicurarsi che a fine giornata sia stata svuotata.

 

3 – Non di sola acqua… Possiamo soddisfare il fabbisogno di liquidi consumando alimenti che ne sono ricchi. Frutta e verdura vanno sempre bene, ma alcune varietà sono veri “pesi massimi” per contenuto di acqua, quali cetriolo, lattuga, rapanello, pomodoro, anguria e melone. Oltre che tali e quali, usatele in modi “furbi”, in grado di invogliare anche bambini e anziani, come frullati (potete persino trasformarli in ghiaccioli, acquistando gli appositi bastoncini e stampini e mettendoli in freezer), centrifugati di frutta e/o verdura, spremute, zuppe e minestre di verdura, tè e tisane di ogni tipo (anche freddi). Il tutto non dolcificato in alcun modo, né con troppo sale.

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