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In difesa di latte e formaggio

Natura

Consumare latticini non fa male alla salute e anzi rende più completa la dieta sotto il profilo nutrizionale. E allora tutte le voci sulla nocività di latte, yogurt e formaggi? Sono, appunto, voci.

Voglio cogliere lo spunto offerto dalla pubblicazione di una vasta ricerca sulla prestigiosa rivista medica Lancet proprio poche settimane fa per fare un po’ di chiarezza sulla salubrità di latte e prodotti lattiero-caseari in genere.

 

Da alcuni anni i latticini sono infatti circondati da una cattiva fama, alimentata più dai “si dice” che da reali evidenze scientifiche. Latte e derivati sarebbero implicati nell’insorgenza di tumori, malattie cardiovascolari, persino osteoporosi. Questo però è semplicemente ciò che affermano alcuni sedicenti nutrizionisti e tanti consumatori privi di cultura in ambito medico, che non fanno altro, con le loro parole veicolate soprattutto tramite i social, che amplificare a dismisura la diceria.

 

Il parere di qualche esperto, che in effetti esiste, corrobora le loro convinzioni sulla pericolosità di latte e derivati. Va detto tuttavia che le posizioni di chi ritiene il latte un alimento insalubre (il dottor Berrino, Mozzi con la dieta dei gruppi sanguigni, Campbell nel suo The China Study e qualcun altro ancora) risultano francamente isolate, quando non seccamente smentite dalla comunità scientifica. Non può, in altre parole, essere messo sullo stesso piano di autorevolezza ciò che è condiviso dal 99% dei nutrizionisti e dei medici e da tutte le istituzioni sanitarie del Pianeta e ciò che sostiene una risicatissima compagine di figure, spesso pure ai margini della scienza o addirittura fuori.

 

Contrariamente a quanto qualcuno crede, il mondo medico-scientifico è in accordo eccome su latte e derivati, li assolve da accuse di nocività e anzi li consiglia come parti integranti della dieta quotidiana a ogni età.

 

L’ultima ricerca in ordine di tempo sui latticini, quella di cui parlavo in apertura, è l’imponente studio internazionale Pure (Prospective urban rural epidemiology), che ha preso in esame i dati di oltre 136.000 persone di 21 nazioni diverse nei 5 continenti, monitorate per quasi un decennio. Le conclusioni a cui perviene è che il consumo di latte, yogurt, formaggi e persino burro non solo non aumenta il rischio di malattie cardio- e cerebrovascolari (infarto, ictus ecc.) e dei decessi a queste dovuti, come in passato si riteneva, ma addirittura può ridurlo (in particolare, quello di latte e yogurt).

 

Ora, constato con i miei occhi ogni giorno che molti soggetti sono sensibili a latte, yogurt e formaggio e presentano fastidi e malesseri della più varia natura legati alla loro ingestione. Da qui a dire che i latticini siano alimenti intrinsecamente nocivi però ce ne corre. Per di più, a parte vere e proprie patologie come l’intolleranza al lattosio o l’allergia alle proteine del latte, con le indicazioni nutrizionali giuste le persone possono tornare a mangiare i prodotti lattiero-caseari in serenità, senza più soffrire i disturbi a volte anche severi provocati dal consumo di latte & Co.

 

Un ultimo punto va sottolineato: ci sono davvero ricerche che mettono in luce che il consumo di latte e derivati può anche essere dannoso, ma le stesse ricerche precisano che ciò accade solo per ingenti consumi. Un po’ come per un altro tema “caldo” quale quello della carne (e probabilmente per qualunque cibo al mondo), anche per latte e derivati va chiaramente tenuto distinto l’uso dall’abuso, evitando di far coincidere “bere tanto latte fa male” con “bere latte fa male”, come se tra eccesso e normalità non ci fosse differenza. Impariamo a non approssimare, altrimenti distorciamo la realtà dei fatti e prendiamo decisioni alimentari falsate, i cui rischi per la salute sono maggiori dei benefici.

 

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