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Denunceresti tuo figlio se ha commesso un reato?

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La cronaca di fine estate purtroppo non risparmia nessuno, e tra stupri di ottantenni e aggressioni a cittadini stranieri spicca anche il doloroso caso del ragazzo di Eraclea che la scorsa settimana ha investito e ucciso con la macchina un uomo in bicicletta ed è fuggito tornandosene a casa a dormire. Ai genitori il ragazzo diciottenne ha detto di aver avuto un piccolo incidente d’auto,  ma la coppia insospettita dalla botta alla carrozzeria non gli ha creduto ed è tornata sul percorso fatto dal ragazzo fino a scoprire quanto era successo. Da lì la decisione di andare dai Carabinieri a denunciare il giovane (che tra l’altro dalle successive analisi effettuate è risultato drogato e ubriaco alla guida dell’auto).

Dell’episodio vi parla Susanna Barbaglia nell’Editoriale di questo numero di Confidenze, dove s’interroga sul perché tanti giovani crescano senza avere più un minimo senso di responsabilità e di chi sia la colpa: di genitori troppo permissivi?  Della mancanza di modelli autorevoli? Della convinzione che tanto ormai anche se vai in galera dopo due giorni ti rilasciano?

Il ragazzo in questione era maggiorenne e quindi responsabile della propria persona. Avrebbe potuto costituirsi (e i genitori potevano convincerlo a farlo) invece sono stati i Carabinieri a prelevarlo a casa, avvisati dalla famiglia.

Quanto sarà costato quel gesto a quei due poveri genitori? E quanti al loro posto si sarebbero comportati allo stesso modo? O magari non avrebbero cercato di proteggere il loro ragazzo, lasciando sbollire un po’ le acque? Fino a che punto può e deve spingersi l’amore di un genitore?

Per questo vi chiediamo di rispondere al nostro sondaggio: denunceresti tuo figlio se ha commesso un reato?

Commenti

  1. 6 settembre 2017 / ore 11:47
    paola

    Io dico sempre ai miei figli di non farmi mai chiamare dai carabinieri o farmi arrivare i carabinieri a casa che se hanno combinato qualcosa di grosso …….io rincaro la dose e come dice i detto: Io t’ho fatto e io ti disfò!!!

  2. 7 settembre 2017 / ore 11:30
    Donatella

    In certe situazioni bisogna trovarcisi per dirlo ma ecco …. può essere che il loro figlio sia stato sempre difficile, ingestibile, e davanti a quest’ultima tragedia abbiamo pensato così di metterlo davanti alle sue responsabilità.
    Però penso anche che bisogna iniziare fin da piccoli a dire dei no anche quando sono scomodi, stare loro vicino con amore ma non da amici, da genitori, insegnare loro il rispetto delle cose e delle persone dicendolo e ripetendolo sempre anche a costo di risultare pesanti, ma siamo genitori, ripeto non amici, e questo è il nostro compito.

  3. 9 settembre 2017 / ore 17:48
    Angela

    Si denuncerei…pur non lasciandolo mai solo…ma lo farei!
    Fermo restando che gli esempi le correzioni i no…vanno detti fin da piccoli perchè una volta cresciuta malamente la pianta non si addrizza più!
    È anche vero che oggi giorno le occasioni sono tantissime e tentano anche il migliore dei ragazzi/e che pur di non essere emarginati ci cascano.

  4. 11 settembre 2017 / ore 11:28
    Donatella

    Ammiro la Signora Alberti che con i suoi interventi va sempre al sodo senza giri di parole e nel suo ultimo cita anche questo fatto.
    Ha ragione: e le vittime?
    Il nostro stato si dimentica delle vittime e si trova sempre una qualche giustificazione per i poveri delinquenti, che sono sempre presunti, mentre le vittime e i loro cari, che sono l’unica cosa certa, non hanno nemmeno la consolazione di una pena certa.
    Poveri noi, che vergogna.

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