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Scriveresti all'amante di tuo marito?

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Questa settimana l’editoriale di Susanna Barbaglia è davvero una bomba, perché riporta tout court la lettera di una nostra lettrice che scrive alla donna che da oltre trent’anni è l’amante di suo marito.

Va fatta una premessa: la signora scrive per reazione a una telefonata in cui la donna la metteva a conoscenza del suo ruolo nella vita del marito.

Insomma la classica situazione in cui se lui non ha il coraggio di dirlo a lei, (ed evidentemente il signore di tempo per decidersi ne ha avuto) è l’altra che interviene e butta la miccia.

La miscela esplosiva c’è tutta: 34 anni di matrimonio e di vita insieme, una famiglia costruita, “frutto di un amore semplice, pulito” come scrive Patrizia, la consorte tradita. “Lui non mi ha mai lesinato un fiore, una carezza, un abbraccio un bacio…” aggiunge pure con uno scatto di orgoglio.

Ma anche dall’altra parte c’è una relazione extraconiugale trentennale, di fatto un secondo matrimonio parallelo, non la scappatella di una sera, o la storiella occasionale. E si può immaginare l’investimento affettivo di Lucia (l’amante) che si presume abbia dedicato la vita intera al fedifrago, tanto da arrivare a fare il gesto ultimo e disperato di irrompere nella sua vita familiare gridando ai quattro venti “Io esisto”.

Una lettera coraggiosa quella di Patrizia, quella di una donna ferita che si è sentita il bersaglio privilegiato da colpire.

Ma tu se avessi la certezza di essere tradita, scriveresti all’amante di tuo marito o glisseresti sulla cosa, facendo elegantemente finta di nulla e negando così quell’ufficialità a cui la tua rivale anela?

Vi chiediamo di rispondere con sincerità al nostro nuovo sondaggio, io, per come sono fatta, non riuscirei a far finta di niente e prima o poi intingerei la penna nel veleno…

Commenti

  1. 11 gennaio 2017 / ore 20:05

    Sì che le scriverei. Ma non aspetterei che sia lei a fare il primo passo: lo farei io. Le scriverei che il suo ruolo, soprattutto se è la sua amante ad molti anni, è un ruolo di scarto. Perchè un uomo è tuo solo quando ne condividi la quotidianità, le gioie ed anche i dispiaceri, le preoccupazioni per i figli, gli arredi della casa, la lista della spesa. Le direi che ci sono cose che non potrà mai avere, come il suo respiro nella notte, gli sguardi del mattino sopra la tazza del caffè, la fragranza di lenzuola pulite nel vostro letto. E le suggerire che se lei tutto questo non lo ha mai avuto è perchè quella persona che lei pensa le appartenga in realtà non è mai stato suo. Lei direi che la gara è aperta, ma che la sua armatura è di cartone e la mia di acciaio. Un acciaio temprato da anni di convivenza che, nonostante il suo tradimento, lui non ha mai chiesto di interrompere. E poi le direi che se vuole glielo regalo. Che se lui sceglierà lei, messo davanti ai fatti, non lo tratterò contro la sua volontà. Ma le dirò anche che le camicie e la biancheria intima da lavare non profumano di trasgressione, che l’umore dei suoi giorni peggiori, non è un tripudio di passione, che gli anni che passano gli regaleranno solo bisogno di certezze e pazienza infinita. E il rimpianto è un sentimento che è difficile da nascondere quasi come il tradimento. E per concludere le augurerei buona fortuna: perchè nonostante tutto il meglio me lo sono già presa io.

  2. 12 gennaio 2017 / ore 08:17

    Ho sempre pensato che scrivere/telefonare/contattare la moglie o l’amante (a seconda di chi tu sia), rappresenti il punto di squallore (e di disperazione) più basso che si possa raggiungere in una relazione amorosa. Se tuo marito ha una relazione con un’altra donna, quello con cui devi parlare (e parecchio) è lui, non lei.
    Lei, verosimilmente, è vittima anche più di te che sei la moglie e che (come si evince dalle parole di Anna, qui sopra) hai, hai avuto e probabilmente continuerai ad avere da lui molto più di quanto avrà mai lei.
    Si può fare qualunque cosa nella vita, sia le corna che la cornuta. Ma per favore, con classe.

    1. 12 gennaio 2017 / ore 10:31
      Valeria Camagni

      È vero Guglielmo, farsi la guerra tra donne non aiuta, ma immagino che la sfortunata che ha passato trent’anni insieme a un eterno indeciso, aspettando che lui lasciasse la moglie per lei, alla fine ne abbia avuto le tasche così piene da fare lei il passo che spettava a lui.
      E a dirla tutta mi fa rabbia pensare a due donne che si sbranano tra loro per un uomo che non ha neanche il coraggio di dare una spiegazione né all’una né all’altra.

    2. 17 gennaio 2017 / ore 14:29
      Patri

      Concordo….è tra marito è moglie che bisogna parlare.
      Inoltre non credo assolutamente che la moglie per trent’anni non abbia saputo niente.
      Che rapporto esclusivo hai con tuo marito se nemmeno ti accorgi che va a letto con un’altra?
      Che fondamenta solide e sicure ha il tuo matrimonio se lui ha continuato a tradirti? Prenditela con tuo marito…..Perlomeno con l’amante è stato sincero ….la moglie l’ha sempre presa in giro.

  3. 12 gennaio 2017 / ore 13:56
    mariella foresta

    no non scriverei per un uomo che non merita che sprezzo che ha RUBATO proditoriamente dei sentimenti purtroppo l’amore e’ spesso cieco totale e annullarsi non porta a nulla La vendetta non serve sminuisce l’amor proprio non vale mai spendere una parola di piu l’amante perde in partenza mentre la moglie potrebbe avere o dare un altra chance al marito ma ci vuole tanto coraggio e oggi donne cosi sono rare

  4. 12 gennaio 2017 / ore 16:03
    Edi Morini

    Ogni situazione presenta infinite sfumature, è quasi impossibile esprimersi in un caso tanto delicato. Il mondo è ricco di relazioni parallele e nessuno può “possedere” totalmente un’altra creatura umana in nome di un vincolo scaturito dalle leggi umane. Esistono culture e religioni che ammettono la coesistenza di più unioni, perché nella loro ancestrale saggezza sanno che trascorrere un’intera esistenza in una sola realtà è estremamente improbabile, sia per una donna che per un uomo. Ma è sul “perdonare” che voglio soffermarmi. Aldilà della situazione specifica, che già riscuote parecchie reazioni. Non mi sono mai fatta contagiare dal “perdonismo” dilagante. Dio, che vede nei cuori, è il Solo, a mio avviso, che può davvero perdonare. Per noi umani è normale provare dolore, indignazione, rabbia, quando veniamo traditi, e non solo negli affetti (sul lavoro, in politica, nelle amicizie, negli affari). Diffido istintivamente della plastificazione prefabbricata delle emozioni che ci vuole eternamente “positivi”, in omaggio a filosofie che troppi conoscono solo superficialmente. Come si può perdonare, ad esempio, chi ruba, stupra, uccide, abbandona ? La burocrazia terrena li perdona fin troppo sovente. Non sentiamo obbligati a perdonare anche noi. C’è chi cita la legge karmica: ma francamente sapere che forse ci siamo divertiti di più nella vita scorsa non consola granché. Ci vorrebbero delle azioni, delle risorse positive pratiche in questa, nel qui e ora. Lasciamo il perdono a Dio, che è più grande del nostro cuore.

  5. 12 gennaio 2017 / ore 16:30
    marialuisa

    Si, le scriverei per ringraziarla di tanta costanza e discrezione (30 anni sono una vita, a tre) non me la prenderei con lei che, con ogni probabilità, ha creduto quanto me alle fandonie di un pusillanime incapace di decidere da che parte stare; la inviterei a berci un aperitivo, faremmo osservazioni sui diversi modi di intendere-vivere l’amore, forse diventeremo amiche e poi tornerei a casa per preparare le valigie a quel tipo che mi portava fiori dopo avere giurato eterno amore all’altra. In queste vicende le donne sbagliano spesso il bersaglio, giustificando l’ingiustificabile a scapito della verità, che è lì, dove è sempre stata anche quando non la volevo vedere (perché ok la scappatella ma una relazione lascia tracce ovunque) per cui mi assumerei le mie responsabilità di moglie bendata e punterei al bersaglio senza più alibi.

  6. 13 gennaio 2017 / ore 09:10

    Io non scriverei all’altra. Prenderei mio marito e chiederei spiegazioni. Presto e subito. E poi lo lascerei andare per la sua strada. Almeno credo che farei così perché in certi panni ti devo trovare per capire cosa si può provare. Comunque dalla lettera dell’editoriale che ho letto un paio di volte per vedere se avevo compreso bene, emerge una donna che accusa l’altra donna che da 30 anni ha una relazione con il proprio marito. Ma in trent’anni nel quale ha progettato e vissuto con il marito, non ha mai notato nulla!!! E se così fosse, perché prendersela con l’altra che è una esterna alla propria famiglia quando il miglior “fingitore” del mondo vive proprio con lei? Oppure pensa che le arti di questa donna siano così ammalianti da indurlo a non pensare per 30 anni? Perché la colpa è SOLO dell’amante e non del marito?
    Mi piacerebbe saperne di più su di lei, ma credo che forse la prima lettera andava scritta a se stessa e capire perché in 30 anni anche lei non si era mai accorta di niente. :)
    Giovanna

  7. 14 gennaio 2017 / ore 17:42
    Tina Belotti

    Assolutamente no….non scriverei a lei, preparerei le valigie di mio marito e le metterei fuori dalla porta…..30 anni sono una vita, passata con un uomo falso come guida che non merita nemmeno l’inchiostro della penna!!!!!

  8. 14 gennaio 2017 / ore 21:49
    angela

    A lei assolutamente no a lui farei trovare le valige fuori della porta e la serratura cambiata.
    La tizia…chiamarla signora sarebbe una ulteriore offesa per Patrizia…ha sparso veleno ma dovrebbe solo vergognarsi perché innamorarsi di un uomo sposato può accadere…ma dopo trent’anni di relazione clandestina non è con la ignara moglie tradita che te la devi prendere ma con te stessa e con lo squallido individuo che hai avuto accanto!
    Stimo e ammiro Patrizia per lo stile e la compostezza che ha avuto nello scritto pur essendo ferita e devastata.

  9. 16 gennaio 2017 / ore 15:06
    Rosa

    Io non le scriverei, piuttosto ne parlerei con lui. Penso, inoltre che in una situazione così, diventa quasi obbligo lasciarsi,poiché verrebbero a mancare i requisiti fondamentali x un buon rapporto di coppia:in primis la fiducia.
    In generale, penso invece, che considerando le sofferenze che un tradimento implica, lo stesso dovrebbe essere considerato “violenza”vale sia x l ‘uomo che x la donna.

  10. 17 gennaio 2017 / ore 18:19
    Alessandra Perna

    Non le scriverei mai, mi sembrerebbe di abbassarmi. Scriverei a lui, per fargli capire quanto mi ha ferita e delusa. Gli scriverei perché non credo che riuscirei a voce a dirgli tutto ciò che provo, sarei troppo sconvolta e arabbiata e ferita. Poi, certo, la storia non potrebbe continuare

  11. 18 gennaio 2017 / ore 07:40

    Nessuno ci appartiene e se l’amante le ha scritto è perchè dopo tanti anni sia giusto giocare a carte scoperte e comunque le mogli che “cadono dalle nuvole” dopo tanti anni mi danno da pensare …. chissà quante amiche le hanno dato l’indizio ma sicuramente la reazione è: – il MIO NO (illusa).- La vita di coppia deve essere coltivata ogni giorno, con rispetto amore e complicità superare le crisi senza musi per settimane e sopratutto mai stare in silenzio quando si è insieme. Mi capita di essere al ristorante e vedere coppie che mangiano in silenzio per tutto il tempo senza mai rivolgersi la parola ……. deprimente, questa coppia ha già altro. A Lucia che augura il male all’altra dico: ringraziala, tanto lo sapevi e sei tu la causa della frattura del tuo matrimonio e comunque nessuno ci appartiene e nessuno è sfascia-famiglie. La coppia è fatta da due persone se una si “….” è perchè l’altra non le da più niente e non ci sono scuse che tengano ed ecco arriva la terza ma ricordiamo che la terza è stata cercata da tuo marito e non viceversa.

    1. 20 gennaio 2017 / ore 14:46
      Patri

      Come sono d’accordo! !!!
      Cara mogliettina devi solo ringraziare l’altra per averti aperto gli occhi……ora sei libera…..libera di scegliere se continuare a fare la moglie tradita o cambiare…..la libertà non ha prezzo ora decidi tu!!!!!!

  12. 5 febbraio 2017 / ore 19:12
    lisa

    anche a me è successa una cosa simile: accortami che il mio fidanzato non aveva del tutto lasciato la precedente ragazza ho deciso di incontrarla per parlarle. Dopo una sfuriata tra i due tutto ha ripreso come prima, anzi peggio. Un po’ stava con me e pensava all’altra un po’ stava con l’altra e pensava a me. Finchè dopo 4 anni l’ho lasciato per mettermi con l’attuale marito. Non l’ho mai dimenticato però anche se sono passati 30 anni. ho pensato più spesso a lui che a mio marito. Mi domando come è stato possibile…..il tempo non è stata una buona medicina.

  13. 16 marzo 2017 / ore 22:36
    Monica

    Non gli scriverei in nessun caso. L ei non mi deve niente è Lui che mi dovrebbe una spiegazione

  14. 16 marzo 2017 / ore 22:36
    Monica

    Non gli scriverei in nessun caso. Lei non mi deve niente è Lui che mi dovrebbe una spiegazione

  15. 28 aprile 2017 / ore 16:38
    Sara

    Se fossi al posto della moglie forse scriverei all’altra solo per capire come abbia fatto il marito a tenerla legata per tanti anni (bugie? manipolazioni? false promesse? portava i fiori anche a lei?).
    Quanto a lui, l’unica persona con cui potrebbe parlare in futuro è il mio avvocato!
    Non c’è nulla da dire o spiegare..Non continuerei a tenermi una persona capace di causare agli altri tante sofferenze!
    Impariamo a buttar via la spazzatura!

  16. 28 luglio 2018 / ore 07:42
    Noemi

    Non ho capito dove si puo leggere la lettera integrale
    Grazie

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