L’amore ai tempi di Pinuccio

Cuore
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Il primo amore si può dimenticare? Impossibile. E se io ricordo bene Pinuccio, che all'asilo mi faceva battere il cuore, lo ringrazio anche tanto

Oltre ad avere un nome orribile, Pinuccio era un bambino bruttissimo. E violento. Tant’è che un giorno ha pensato bene di tirarmi un pugno nella pancia, che io ho incassato come una promessa per il futuro.

Sì, perché a me Pinuccio piaceva da pazzi. Nonostante fosse il classico elemento disturbato che c’è in ogni classe. Le mamme lo detestassero. E le suore del nostro asilo ogni mattina sperassero di non vederlo comparire.

Ve ne parlo, per dare una risposta al titolo dell’articolo Il primo amore si può dimenticare? (su Confidenze in edicola adesso). Ebbene no! Cancellarlo dalla mente è assolutamente impossibile.

Detto questo, io non ricordo l’urfido Pinuccio per aver scambiato con lui i primi baci (avevamo quattro anni!!!), ma perché, senza neanche saperlo, mi ha insegnato qualcosa di molto importante.

A parte il pugno, l’odioso bimbetto con me si comportava da schifo: mi rubava la merenda dal cestino. Mi tirava le palline di pane alla mensa. Mi sporcava il grembiule con i pennarelli. Se facevo qualcosa di nascosto, lo spifferava subito alla maestra. In più, ciliegina sulla torta, era lui a decidere se e quando degnarmi di attenzioni. Insomma, era davvero il tipo dal quale è meglio stare alla larga.

Ed ecco che cosa ho imparato dal terribile Pinuccio: tenere a distanza gli uomini gretti che si sentono fighi e si divertono nel farti soffrire. Un insegnamento di cui ho fatto tesoro sin dall’adolescenza, ai tempi delle prime vere cotte.

Questo naturalmente non mi ha salvata dalle sofferenze amorose. Ma un conto è stare male perché a un certo punto una storia non funziona più o perché lui si innamora della terza incomoda (che fa un male cane, ma ci sta).

Un altro, invece, è buttarsi a capofitto in una relazione che fin dall’inizio promette male.

Di donne votate a questo genere di legame ce ne sono tante e di tutte le età. Già al liceo, avevo qualche compagna che puntualmente moriva dietro a ragazzi che si capiva lontano un miglio che non gliene fregava niente di loro. Eppure, le sventurate si facevano dei film assurdi, logorandosi e perdendo una fracassata di tempo nell’attesa di una capitolazione. Che, ovviamente, non si verificava.

Questo significava non accorgersi delle mille altre possibilità che le circondavano. E sprecare interi pomeriggi in casa a frignare, aspettando una telefonata che non sarebbe mai arrivata. E’ vita?

No. Non a quell’età in cui il mondo è lì, a tua disposizione, pronto a offrirti una varietà di alternative neanche fossi al supermercato. Ma neppure in là negli anni, quando diventi più selettiva e credi di aver individuato il genere di uomo giusto per te.

Beh, se lo incarni nel tipo che non ti caga di striscio e si comporta comunque male, a mio modesto parere forse hai sbagliato qualcosa. E se lo affermo con il tono di colei che la sa lunga è grazie, appunto, a Pinuccio.

Il quale mi ha fatto capire ben presto che il prescelto deve renderti la donna più felice dell’universo. Amarti, apprezzarti, riempirti di gesti carini, parole affettuose. E darti l’idea di essere fiero di averti accanto.

Certo, lo stato di grazia magari non durerà in eterno. Ma se un rapporto nasce su queste fondamenta, non finirà mai del tutto. Perché, male che vada, si trasformerà in qualcosa di diverso, comunque sempre speciale.

Non lo dico a casaccio: come ripeto spesso, un mio grandissimo orgoglio è non essermi lasciata alle spalle gli uomini di cui mi sono innamorata, visto che oggi sono i miei migliori amici.

Ma se tutto questo è stato possibile è grazie al pessimo Pinuccio: il primo amore che non posso proprio dimenticare.

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