Lei era una “professoressa” a L’eredità, positiva e solare, lui un attore affermato dal carattere ombroso. Non si sarebbero mai conosciuti, se Alessio Vassallo non avesse visto una foto di Ginevra Pisani. Da lì inizia la loro storia, che qui ci raccontano. Intanto, dal 2 dicembre Vassallo è su Rai Uno con la miniserie: L’altro ispettore, liberamente tratta dai romanzi di Pasquale Sgrò.
È vero che L’altro ispettore rompe gli schemi?
Alessio: «Rompe gli schemi perché è la prima volta che in una serie tivù si mette in primo piano la sicurezza sul lavoro. Il lavoro crea identità e dà dignità alle persone, qualunque sia. I primi giorni facevo fatica a leggere le storie atroci (ispirate a casi veri) che dovevamo raccontare. Tra le comparse c’erano molti operai e mi confrontavo con loro. Io sono “l’altro ispettore” perché il mio personaggio è atipico e gentile. Umanamente ci assomigliamo».
Ginevra: «Sono orgogliosissima del ruolo di Alessio. L’ho sostenuto fin dal principio, è perfetto in questa parte che richiede aspetti umani che gli appartengono».
Il 2025 per voi è un anno da incorniciare?
Ginevra: «È un anno di grandi soddisfazioni, a partire dallo scudetto del Napoli e dal lavoro a teatro che sta andando bene. Ma soprattutto perché quest’anno ci siamo sposati!».
Alessio: «Meraviglioso, lavoro tanto, ma per fortuna ho Ginevra accanto. Mi ha portato il sorriso e la tranquillità e mi ha insegnato a dare valore alle piccole cose quotidiane. Prima non ero mai sereno, per carattere, sono portato ad auto sabotarmi. Passavo da un set all’altro, ma facevo fatica a “interpretare” Alessio. Lei mi richiama alle cose concrete».
Vi siete conosciuti quattro anni fa, in un modo particolare, vero?
Ginevra: «Avevo postato una storia sul burraco su Instagram e lui mi ha scritto: “Il burraco ti salva la vita”. Non sapevo chi fosse. Io stavo uscendo da una relazione tossica, che mi aveva fatto soffrire. Abbiamo iniziato a scriverci».
Alessio: «Frequento poco i social, ma mi ha colpito una sua foto. Le ho mandato un messaggio, poi è iniziata una corrispondenza. Io ero su un set in Friuli e le sue videochiamate sono diventate un appuntamento che aspettavo con ansia. Mi parlava dei nonni, ho capito che era una ragazza speciale. Sono passati tre mesi, prima che avessi un giorno libero. Le ho proposto un incontro e sono partito. Sono arrivato a Roma dopo ore di treno, avevo il batticuore, come un adolescente! Da quel giorno non ci siamo più lasciati».
C’era imbarazzo al primo incontro?
Ginevra: «Ero emozionata, mi auguravo che lui fosse come sembrava. Si era nascosto per vedermi arrivare. Ha cercato subito di baciarmi ma gli ho detto no. Poi ci siamo incamminati verso il ristorante e sembrava che ci conoscessimo da sempre. All’inizio ero guardinga, poi lui mi ha proposto di prendere parte alla sua tournée teatrale. M sono buttata, lasciando L’eredità, ma che paura! Ho studiato recitazione, ma era la mia prima volta in scena. Invece è andata benissimo e quei due mesi ci hanno uniti. Appena tornati a Roma ci siamo messi a cercare casa».
Alessio: «Per me è stato subito amore. Prima di conoscerla volevo tornare a vivere in Sicilia, abbandonare Roma. Invece con lei ho ricostruito tutto, abbiamo trovato casa e Ginevra ne ha fatto il nostro nido».
La differenza di età non vi ha pesato?
Ginevra: «No. Lui dimostra molti anni di meno e io mi sono sempre sentita più adulta della mia età».
Alessio: «Non mi hanno mai spaventato i 15 anni in più, perché lei è molto posata».
Parliamo del matrimonio?
Ginevra: «Per me era importante, ma lui non voleva sposarsi. Poi, il giorno del nostro terzo anniversario, mi ha portato dove ci eravamo dati il primo bacio, si è inginocchiato e mi ha dato l’anello. Non smettevo più di piangere!».
Alessio: «Era un periodo in cui avevo pensieri negativi, mi sono detto: “Devo fare qualcosa di bello per me”. E cosa se non sposare Ginevra? L’idea migliore della mia vita«.
Chi l’ha organizzato?
Ginevra: «Alessio era sempre sul set, io l’ho preparato per un anno, ho scelto le musiche, ideato le bomboniere.… tutto. La location era meravigliosa, Villa Scipione, a Posillipo, nella mia Napoli. Per l’abito da sposa ho assemblato due pezzi da vestiti diversi (da ex modella me ne intendo!), volevo sentirmi eterea».
Alessio: «Abbiamo deciso di invitare solo i parenti e gli amici più cari. Ne approfitto per scusarmi con i colleghi ma volevamo solo le persone che davvero frequentiamo da una vita. E abbiamo rifiutato le telecamere tivù».
Cosa non dimenticherai di quel giorno?
Ginevra: «Mio padre che piangeva mentre mi accompagnava».
Alessio: «Lei vestita da sposa, i miei arrivati dalla Sicilia, non era scontato, papà non sta tanto bene».
È cambiato qualcosa con la fede al dito?
Ginevra: «Sì, sapere che è mio marito mi da un senso di sicurezza maggiore».
Alessio: «Solo la responsabilità. Ma lei per me era stata da subito “per sempre”».
Pensate già ad allargare la famiglia?
Ginevra: «Non sono pronta, ma nemmeno contraria».
Alessio: «Mi piacerebbe, ma per provarci dovrei stare un po’ di più a casa!».
La cosa più bella che fa per te?
Ginevra: «Mi dà sempre il buongiorno alla mattina, ovunque sia».
Alessio: «Strapparmi più di un sorriso al giorno, è l’unica che ci riesce». ●
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Intervista di M.G. Sozzi pubblicata su Confidenze 49/2025
Foto cover: Adolfo Franzò
















