Magica Trapani fuori stagione

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In un week end mite e soleggiato nella città siciliana ho camminato su mura antiche, scoperto chiese e vicoli, ammirato panorami unici e assaggiato piatti superbi. Basta per convincerti a partire?

Nel pieno dell’inverno, per scacciare la malinconia di certe giornate grigie, non c’è niente di meglio che progettare una fuga al sole, magari sul Mare Nostrum, richiamo irresistibile anche fuori stagione per regalarsi un lungo weekend. Dove? Suggerisco Trapani, provvista di aeroporto e raggiungibile da diverse città con voli diretti. La città sicula mi ha conquistato per i suoi molteplici aspetti da assaporare passo dopo passo. Senza contare le temperature piacevoli anche in inverno.

Dal centro al lungomare

Il mio hotel è nel centro storico, ma in posizione tranquilla, ed è un buon punto di partenza per esplorare a piedi il nucleo antico della città. Inoltre, è di fronte al parco botanico Villa Margherita, inaugurato nel 1889 in omaggio alla regina Margherita di Savoia e impreziosito da un laghetto e da secolari specie arboree tropicali. Ma, prima di tutto, voglio andare alla scoperta del centro. Dall’hotel, in pochi passi raggiungo via Garibaldi, parallela al delizioso lungomare Dante Alighieri, ideale per passeggiate al profumo di iodio. La strada è tra le più importanti del centro storico che è un’apoteosi di palazzi nobiliari, chiese maestose (si dice siano 100) e vicoli suggestivi che ti faranno innamorare di questa città. Senza contare che il cuore antico è cinto da mura ed è caratterizzato da una forma protesa nel mare, che ricorda la prua di una nave in attesa di mollare gli ormeggi.

Bastioni e fortilizi

La via Garibaldi porta alla piazza Ex Mercato del Pesce, semicircolare e porticata, caratterizzata dalla statua della Venere Anadiomene, protettrice dei naviganti. Ideata nel 1874, fino alla fine degli anni Novanta del secolo scorso fu il punto di ritrovo dei pescatori per vendere il pescato del giorno. Dalla piazza, per goderti una suggestiva camminata, ti consiglio di proseguire sulle cinquecentesche Mura di Tramontana, antico sistema difensivo risalente al dominio spagnolo. La cinta non solo guarda dall’alto la spiaggia sottostante e regala una vista stupenda sul mare (e sui tramonti), ma conduce oltrepassando il Bastione Conca e il Bastione Sant’Anna fino alla punta estrema del nucleo antico dove svetta la massiccia Torre di Ligny (1671): nel passato, fortilizio militare di avvistamento contro le invasioni piratesche, oggi ospita il Museo Civico Antropologico. Il luogo, inoltre, esercita un forte fascino per lo sguardo: qui, s’incontrano il Mar Tirreno e il Mediterraneo e nelle giornate luminose il panorama si allarga fino a Capo San Vito e alle isole Egadi. Spettacolare. A pochi passi, c’è la seicentesca chiesetta San Liberale, la più piccola di Trapani voluta dai pescatori di corallo per ringraziare il Santo dopo un miracolo.

Come un libro di pietra

Tornando verso l’interno del centro storico, si ammira prima il porto peschereccio dominato dalla silhouette del castello La Colombaia (del 260 a.C.), poi in breve tempo si arriva in corso Vittorio Emanuele, la strada principale. Ti consiglio di addentrarti tra i vicoli attigui, dove si respira ancora oggi l’autenticità della località tra panni stesi al sole, anziani sull’uscio di casa e molt testimonianze storiche. Ne è un esempio la Chiesa del Purgatorio (XVII secolo), custode dei celebri Misteri, ovvero, 20 grandi gruppi scultorei lignei raffiguranti episodi della Passione di Cristo. Le statue sono portate in processione tra il venerdì santo e il sabato nelle principali vie cittadine, una tradizione vecchia di 400 anni ma ancora oggi molto sentita e partecipata dalla popolazione. Ritornando sulla strada principale, ecco altre soste obbligatorie: nella barocca Cattedrale di San Lorenzo a tre navate, dove si ammira il dipinto La Crocefissione del pittore fiammingo Van Dyck, e nella vicina Chiesa dei Gesuiti con annesso il Collegio, voluti nel 1596 dall’ordine religioso. Camminando in questo “libro di pietra” spalancato sulla storia, emerge tutto il glorioso passato di Trapani immerso visivamente, dalle chiese ai palazzi, nel barocco, il più sontuoso e scenografico stile architettonico sviluppatosi principalmente nel Seicento. Come testimoniano gli splendidi palazzi Ferro, Vescovile, Riccio di San Gioacchino, Lucatelli, Sansevero e Senatorio (XV-XVII secolo), il più fotografato. Oggi sede del Municipio, si distingue per il prospetto barocco su tre ordini arricchiti da statue di santi, per lo stemma cittadino, per l’orologio e il datario. Accanto (in via Torrearsa) si erge la Porta Oscura, la più antica della città, forse di epoca cartaginese: integra la Torre dell’Orologio Astronomico (1596) indicatore di ore, stagioni e fasi lunari. Un gioiellino.

Incantevoli saline

Spostandosi, invece, al di fuori del nucleo storico, è da visitare il Museo Regionale Agostino Pepoli (situato in un ex convento del Trecento), considerato il più importante della città, con collezioni di: sculture rinascimentali, dipinti, archeologia, coralli, oreficeria, maioliche e testimonianze del Risorgimento. Per un’escursione fuori città a tutta natura, invece, ti suggerisco di raggiungere le saline Ettore Infersa percorrendo la Via del Sale in direzione Marsala. Si trovano a meno di un’ora di auto da Trapani e sono caratterizzate da antichi mulini: vederle è emozionante, soprattutto al tramonto, quando acqua e cielo si tingono di rosa, arancio e rosso. Uno spettacolo indimenticabile.

Testo di Gianna Testa pubblicato su Confidenze n 2/2026

Foto: Shutterstock

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