Dal 1° febbraio è tornata Cuori, l’attesissima serie medical con risvolti sentimentali di Rai Uno. Ambientata negli anni ‘60 – ‘70 ha per protagonisti Pilar Fogliati e Matteo Martari. Noi ne parliamo con Pilar che ci racconta anche le sue novità sentimentali.
C’è molta attesa per il ritorno di questa serie, esce una stagione ogi due anni…
«Non me lo dire! Passa tantissimo tempo da quando giriamo a quando vediamo la serie in tivù ed è un peccato per il pubblico che aspetta, ma non è colpa nostra. La serie è un cult perché piace la ricostruzione di un’epoca diversa, ma non così lontana. Moltissime persone mi scrivono per dirmi che loro in quegli anni c’erano e lavoravano in corsia. Poi l’ospedale è un luogo dove si intrecciano speranze e dolori. Avevo sempre sognato di fare una fiction così e di riflesso mi sento un po’ medico anch’io. Infatti, per strada c‘è chi mi chiede un parere o una ricetta, scherzando, ma mi fa subito sentire più importante».
Sei affezionata al tuo personaggio?
«Sì, è un bel ruolo femminile. Mi piace impersonare Delia, una donna che, in quell’epoca ancora difficile, si è fatta strada (la serie si ispira a una storia vera)».
Cos’hai messo di tuo in Delia?
«Lei è precisa, razionale e ha una sua austerità che mi piace e un po’ mi assomiglia, ma vorrei avere anche il suo coraggio. Delia si butta, io nella vita sono più guardinga. Ma amo fare personaggi diversi da me, essere sboccata come non sono nella vita, fare una follia d’amore che non oserei mai».
La nuova stagione apre con il matrimonio tra Delia e Alberto (Matteo Martari). Finalmente?
«Sì, il loro è un amore da romanzo russo, enorme, ma pieno di sospiri. Sono i destinati che non si trovano mai al momento giusto, ma non mollano. Ora siamo ormai nel 1974 e loro sono convolati a nozze grazie alla legge sul divorzio. Questa volta molto gira anche attorno al tema della maternità. Poi, essere una coppia sposata che lavora insieme metterà a dura prova il rapporto. ».
Come ti sei avvicinata agli anni ‘70?
«Ho studiato gli archivi di Rai Play, ci sono tanti documentari meravigliosi su quell’epoca. Ho cercato di catturarne il sentimento ma anche il modo di parlare, di impostare la voce, di comportarsi, delle donne. Delia, che è laureata, è un po’ come se dicesse ogni volta: scusate se esisto e ho studiato. Ma sa mostrare il suo grande valore. Quel periodo mi affascina per la voglia di futuro che c’era. Erano anni in cui si andava sulla luna, c’era grande positività anche verso la ricerca, si arrivava dal boom economico. A me, generazione millennial, suona strano quel sentimento positivo di un’epoca in cui tutti avevano voglia di fare! Noi abbiamo vissuto anni di pessimismo. Anche se il periodo storico che amo di più resta il 1910-20, meraviglioso dal punto letterario ed estetico, con anche la nascita della psicanalisi. Come attrice invece vorrei interpretare un personaggio del futuro vicino, magari del… 2060».
Che amore è quello fra Delia e Alberto?
«Quello che ti fa pensare di aver trovato la persona giusta in un momento sbagliato. Una sensazione che ho vissuto anch’io».
Con Matteo Martari siete amici?
«Molto. Siamo diversi ma amicissimi. Lui è sensibile, buono e tenebroso, sempre credibile e naturale».
Invece in amore come va?
«Ho chiuso da qualche mese una storia durata sei anni (con Severiano Recchi, ndr). L’abbiamo deciso insieme, ma è stato un brutto momento, ci sono stata molto male».
Ha influito il fatto che tu sia spesso fuori Roma per lavoro?
«Sì, e lo capisco anche. Per chi non fa il nostro lavoro è difficile da accettare. Lui diceva: “Prenotiamo le vacanze?” o “Andiamo via per Natale?”. E io sempre incerta, perché non so mai se dovrò lavorare».
Quindi sei single?
«No, da cinque mesi mi vedo con una persona, il nome non lo dico. È un uomo discreto, che non lavora nel mio ambiente, è una regola che mi sono data. Sono contenta, mi fa divertire, è simpatico e ha gli occhi buoni, come piace a me. Per fortuna, mi attirano solo le persone che hanno il sole dentro».
A fine febbraio ci sarà il Festival di Sanremo, lo seguirai?
«Sì, lo guardo sempre, mi piace sostenere la musica italiana. E poi ho tre amici che partecipano, tiferò per loro: sono Levante, Fulminacci e Michele Bravi. Levante era anche nel cast di Romantiche, il mio primo film da regista, di cui ha scritto la colonna sonora. È un’artista con la A maiuscola e ora è anche diventata mamma. Dicono che ci somigliamo e in effetti è vero, però lei ha un coraggio e un’integrità artistica che io devo ancora trovare».
Tornerai alla regia?
«Sì, sto scrivendo la sceneggiatura di una commedia amara».
Cosa ti fa sentire veramente bene?
«Uscire con le amiche, e ho la fortuna di averne alcune dall’infanzia. Poi adoro passare il tempo con la mia sorellina, Olimpia, che ha 18 anni».
Il matrimonio per te è un obiettivo?
«Sì, voglio sposarmi e avere diversi figli. I miei si sono sposati a 23 anni e sono ancora insieme, siamo quattro fratelli e so quanto è bella una famiglia unita e numerosa».
Hai rimpianti per qualcosa che non sei riuscita a fare?
«No, se non l’ho fatto non ero pronta, la mia parola d’ordine è l’accettazione, anche delle mie lentezze, delle mie paure, di quello che non mi è riuscito».
Propositi per questo 2026?
«Continuare a puntare sull’empatia e avere anch’io il sole negli occhi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Intervista di M.G. Sozzi pubblicata su Confidenze 6/2026
Foto cover: Maddalena Petrosino. Stylist: Rebecca Baglini. Mua&Hair: Eleonora Mantovani per SimoneBelliAgency
















