Manola, Ema e Carolina: «Sanremo prima che tutto inizi? Ve lo raccontiamo noi»

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Le tre conduttrici del PrimaFestival anticiperanno Sanremo con backstage e curiosità. In comune, hanno la passione per la musica e l’entusiasmo per questo impegno. E qualche piccola ansia sui look

Il PrimaFestival quest’anno avrà una conduzione al femminile: Ema Stokholma, Carolina Rey e Manola Moslehi ogni sera ci anticiperanno novità, atmosfere e segreti del backstage di Sanremo. Come stanno vivendo questo momento magico? Sono loro a raccontarcelo. In un’intervista doppia Manola – Carolina. Con l’aggiunta di EmaTi aspettavi la telefonata di Carlo Conti?Carolina: «Proprio no. Quando è arrivata la proposta ero per strada, e ho iniziato a piangere. Era il sogno di una vita che si realizzava».

Manola: «Ci speravo ma non me l’aspettavo. Carlo è un grande amico, è diretto e concreto e condividiamo la stessa ironia. È anche uno dei professionisti più generosi e meritocratici che ci sia. Mi ha sempre detto: “Io le persone in cui credo le faccio crescere”. E infatti!».

La prima cosa che hai pensato?

Carolina: «E Filippo (sette anni, figlio del produttore cinematografico Roberto Cipullo, ndr) dove lo piazzo? Lo porto con me? La seconda invece è stata: cosa mi metto?».

Manola: «Devo dirlo subito a papà! Io ho perso mia madre 10 anni fa e mi spiace tantissimo che non sia qui a vedere questo momento così importante per me. Poi ho pensato: devo chiamare il parrucchiere».

Chi sarà felicissima/o di vederti in tivù?

Carolina: «La famiglia, le persone che hanno vissuto con me i momenti più belli, ma anche quelli più brutti, quando volevo mollare tutto. Mio figlio invece è felice perché verrà a trovarmi e salterà qualche giorno di scuola».

Manola: «Papà, per forza! Io ho fatto tutto da sola, arrivavo dalla provincia di Frosinone, senza mezzi, non conoscevo nessuno, non sapevo come arrivare a un provino. Ero solo motivata e tenace, mi sono fatta strada senza calpestare nessuno e ne sono orgogliosa».

La musica fa parte della tua vita?

Carolina: «Non avrei potuto fare niente che non fosse legato a questo mondo. Con una mamma soprano, sono cresciuta nei camerini del Teatro dell’Opera, ho respirato quell’atmosfera dietro le quinte. Oggi, quando vado a vedere un musical, vorrei essere sul palco, perché lì mi sento a casa».

Manola: «Sì, da bambina cantavo, in latino, nel coro delle voci bianche della mia parrocchia. Poi hanno iniziato a chiamarmi per cantare l’Ave Maria ai matrimoni, mi davano 5.000 lire. Nonna era la mia manager, tutti mi volevano. Una volta cresciuta ho partecipato alla quinta edizione di Amici, lì ho imparato le dinamiche della tivù. Ma uscendo ho capito che la mia strada era fare la dj».

Qual è il tuo primo ricordo del Festival?

Carolina: «I gruppi di ascolto che organizzavo con gli amici.

Manola: «Pippo Baudo e quelle donne bellissime che scendevano dalle scale».

Hai un brano di Sanremo che ti è rimasto nel cuore?

Carolina: «Su tutti, L’essenziale di Mengoni».

Manola: «Tanti, ma in particolare Chiamami ancora amore di Roberto Vecchioni».

Ti piace il mix di generi e concorrenti scelto quest’anno?

Carolina: «Penso che Carlo abbia fatto la scelta di accontentare tutti, è il cast più eterogeneo che si sia mai visto».

Manola: «Sì, non si possono ignorare le nuove tendenze».

Hai un tuo portafortuna?

Carolina: «Sì, ho un cornetto nel portafoglio».

Manola: «I tre bracciali che mi ha lasciato mamma, non li tolgo mai e li bacio ogni volta che mi succede una cosa bella».

Voi tre vi conoscete bene?

Carolina: «Abbiamo già lavorato insieme, ma ora penso che faremo amicizia».

Manola: «Ci siamo incontrate due anni fa, per me è stato come se ci conoscessimo da sempre. C’è feeling e ci spalleggiamo».

Hai un tuo podio ideale?

Carolina: «Vorrei Arisa fra i primi tre».

Manola: «Sogno un podio tutto al femminile».

Sei fidanzata?

Carolina: «Si, è una storia nata più di un anno fa, diciamo che siamo in fase di studio».

Manola: «Sì, e sono molto innamorata della mia compagna».

Come ti rilasserai dopo Sanremo?

Carolina: «Me ne starò un po’ più a letto e porterò mio figlio al mare».

Manola: «Non avrò tempo, tornerò a Radio 105, con la mia diretta quotidiana (10-12)».

 

Ema Stokholma: «Niente panico da esordio, mi vivo la magia»
«È da qualche anno che faccio parte della grande macchina del Festival e penso di sapere un po’ come funziona. Anche se, credi di conoscerlo e di sapere tutto, ma il Festival è talmente imprevedibile che quando ti trovi lì riesce comunque a sorprenderti. Quest’anno non ho l’ansia dell’esordio, ma una consapevolezza diversa, più matura. Però resta sempre un momento speciale, perché l’aria che si respira qui non è replicabile altrove e la città cambia completamente volto. Con Carolina e Manola racconteremo quello che succede prima che si accendano le luci dell’Ariston: i dettagli, le tensioni, le curiosità che il pubblico non vede. È un osservatorio privilegiato su una delle settimane più attese dell’anno. Tra noi tre si è creato fin da subito un clima di lavoro molto positivo e di complicità professionale; sono contenta di poter vivere questa avventura insieme a loro».© RIPRODUZIONE RISERVATAIntervista di M. G. Sozzi pubblicata su Confidenze 8/2026

Foto cover: Maurizio D’Avanzo/IPA

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