Amarsi nella cattiva sorte

Cuore
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Amarsi nella cattiva sorte è possibile? In linea di massima, sì. Ma ci sono inaspettate eccezioni...

Mi hanno insegnato che, in coppia, la sfida è amarsi non solo quando tutto fila liscio, ma anche quando subentrano problemi e momenti delicati. In linea di massima, sono d’accordo: non riesco neanche a immaginare di lasciare mio marito proprio quando si ritrova a fare i conti con un lutto o un grande problema sul lavoro. Mi sentirei un verme.

Eppure, forse non è tutto lineare come sembra. Qualche giorno fa, per esempio, ho fatto colazione con Melina, un’amica che non vedevo da parecchio tempo. Melina mi piace perché è un tipo tosto, che non si lascia scoraggiare da nulla. Tra un caffè macchiato e un brioche alla crema, anche questa volta mi ha dimostrato di essere una donna fuori dal comune. «Io e Giulio ci siamo lasciati» mi ha detto appena ci siamo sedute. «Anzi, lui mi ha mollata. A farla breve, sono rimasta incinta, ma ho quasi subito perso il bambino. Ho provato così tanto dolore che sono quasi impazzita. Per mesi non ho fatto che piangere, lamentarmi. A volte ho addirittura incolpato Giulio di quello che era successo. Alla fine, lui non riusciva più a starmi accanto e se n’è andato». Che carogna, ho pensato io. Ma Melina mi ha fatta ricredere: «Sai che ti dico? Ha fatto bene. Stavamo entrambi molto male e restare insieme ci avrebbe rovinati. Io non avrei mai avuto il coraggio di dire basta. Per fortuna l’ha fatto lui. Lì per lì mi è sembrato un affronto, ma adesso capisco che ha fatto bene. Non eravamo in grado di condividere il dolore».

La storia di Melina è controcorrente. E mi ha fatto riflettere.

Parliamo di questo argomento nell’articolo Amarsi nella cattiva sorte, sul numero di Confidenze in edicola questa settimana.

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