Coppie e famiglie di Chiara Saraceno

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Il caso del figlio della "coppia dell'acido" ci fa interrogare sul vero senso della famiglia. È sufficiente nascere per diventare figli? L'amore materno è costruzione sociale o impronta digitale? Una risposta è nel saggio di Chiara Saraceno.

“La nascita di un bambino, la sua produzione fisica, non sono elementi sufficienti a trasformare i suoi genitori biologici in genitori a tutti gli effetti. La nascita e la venuta al mondo sono un fatto fisico che attende di trasformarsi in rapporto di filiazione, in fatto sociale”.

Se dal 15 di agosto, giorno della nascita del figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher  (la coppia condannata a 14 anni di reclusione per aver sfigurato con l’acido l’ex di lei, Pietro Barbini) i mezzi di comunicazione di massa avessero letto questa frase dell’etnologa francese Anne Cadoret citata da Chiara Saraceno nel testo che vi consiglio questa settimana, forse avrebbero fornito un servizio pubblico molto più sano e pulito e ci saremmo risparmiati il pietoso ufficio del sentimentalismo da supermercato.

Cosa vuol dire, al di là della retorica da confessionale, diventare madre? Esiste un rapporto necessario tra il legame di sangue e di incubazione e quello relazionale/educativo? L’amore materno è costruzione sociale o impronta digitale?

È sufficiente nascere per diventare figli? La famiglia è un nucleo sociale basato sulla terminologia agiografica oppure richiede a gran voce impegno, partecipazione, responsabilità nell’assunzione di ruoli necessari alla buona tenuta di un patto affettivo e sociale?

Quale comune denominatore e quali peculiarità chiamano alla giusta differenziazione sostanziale  tra coppie, famiglie ‘naturali’ e famiglie omosessuali? Quali insegnamenti possiamo mutuare dalle esperienze delle altre società?

La sociologia è scienza di pensiero faticoso perché non astratto ma basato sull’osservazione, spesso partecipante, e sulla rilevazione e analisi del dato. La chiacchiera non è contemplata. Non è contemplata l’emotività che smuove il cuore e addormenta il pensiero, lo spirito critico.

Il testo della bravissima Chiara Saraceno (che ho avuto l’onore di avere come Professoressa durante i miei studi universitari), grazie a un linguaggio chiaro e a una struttura dinamica, rende accessibile anche ai non addetti del settore tematiche fondamentali, spesso scomode ma necessarie per imparare a comprendere e accettare senza eccessiva polemica il senso della nostra società e i nostri ruoli all’interno di essa. Concludo citando la Saraceno:

“Non vi è nulla di meno naturale della famiglia, sia per quanto riguarda i rapporti di coppia, inclusa la sessualità, sia per quanto riguarda la generazione”.

 
Confidenze