I genitori sono i re dei bugiardi

Cuore
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Quando mamme e papà parlano dei figli mentono come i più spudorati dei bugiardi. E' innegabile. Altrimenti il mondo sarebbe pieno di perle

Nell’articolo Mentire è un’arte?, che trovate su Confidenze in edicola adesso, c’è la testimonianza di una bugiarda patentata.

Ecco i fatti: dopo essersi trasferita di città, per farsi bella con le nuove conoscenze la signora si è inventata di tutto di più, iniziando da un marito in carriera e una fracassata di soldi in famiglia.

Adesso, però, la tipa non sa come venirne fuori ed è in grave ambascia. Il che conferma la mia prima teoria: raccontare cose non vere prima o poi ti si ritorce contro.

Certo, ci sono balle che a volte si possono dire. Anzi, che bisogna proprio dire. La più comune, rispondere «Bene» quando qualcuno vestito da cani ti domanda come sta.

Se si parla di bugie, però, io non intendo le frasi gentili buttate là
per non offendere o ferire il prossimo. E neppure le scuse inventate per esimersi da impegni noiosi o, comunque, scomodi.

In questi casi, ben vengano le frottole. Ciò che detesto, invece, sono le fandonie che descrivono realtà diverse dalla realtà. Come nel caso della signora dell’articolo.

La quale, per sua stessa ammissione, le ha sparate grosse con l’unico intento di fare colpo. Il che prova la mia seconda teoria: spesso i Pinocchi sono persone insicure. Pervase dalla sensazione di inadeguatezza. Pronte all’invidia più feroce.

Insomma, gente che non viene certo voglia di frequentare.

Un’altra categoria, invece, è quella dei cacciaballe sfuggenti. E qui mi riferisco a coloro sui quali non puoi mai fare affidamento, perché aspettano sempre un’occasione migliore. Cioè, quelli che non ti dicono fino all’ultimo se ci saranno a una cena né se ti daranno una mano in un momento cruciale, per non impegnarsi.

Anche per loro, è pronta una croce.

Arriviamo, adesso, ai re indiscussi dei bugiardi: i genitori.

Perdonati perché mossi dall’amore infinito, sono tra le persone meno credibili al mondo. Infatti, parlano esclusivamente di figli perfetti. Mangioni e dormiglioni da piccoli. Socievoli e creativi all’asilo. Attenti e interessati a scuola. Eccelsi nella vita adulta.

Vi pare possibile? Sono mamma anch’io e capisco l’adorazione. Ma non la venerazione che impedisce di vedere le (ovvie) debolezze della prole. Di notare le (inevitabili) difficoltà. Di accorgersi dei caratteri non sempre in linea con il nostro.

Morale, se negli anni ho cercato di osservare le persone che i miei figli erano e che sono diventate, raccontarli diversi mi sembrerebbe un’assurda presa in giro. Nei confronti di tutti.

Intanto nei miei, perché dipingerli eccelsi non mi farebbe sentire una madre migliore.

E poi di chi mi sente, sempre ammesso che mi stia ascoltando. Se è un genitore, è facile che scuota il testone sordo come una campana, in attesa di riuscire a prendere lui la parola. Per sottolineare quanto le mie creature non saranno mai all’altezza delle sue perle.

 

 

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