Lui è così romantico…

Cuore

Un bacio vero, vale più di mille attenzioni finte, esibite per i like. Essere romantici è un'altra cosa, quello che ci circonda è sentimentalismo

Lui è così romantico, per il compleanno mi manda sempre i fiori- Lui è così romantico, non si scorda mai un anniversario- Lui è così romantico, vuol fare sempre le cene a lume di candela

Romantici? Ma come ha potuto questa parola degradarsi fino a significare il sentimentalismo più formale? Romantico non è chi regala cioccolatini.

Il Romanticismo era il contrario. Era un movimento letterario nato in opposizione all’Illuminismo, che rivendicava la passionalità accanto alla ragione, dell’arte come espressione immediata, della natura selvaggia. La naturalezza, la profondità, l’affetto, furono le qualità più stimate-  scriveva Francesco De Sanctis– Dante, Shakespeare, Ariosto divennero gli astri maggiori, e con essi Omero e la Bibbia.

Testi che non hanno a che fare con le melensaggini obbligate, anzi. Esser romantici voleva dire lottare contro le regole, affermare la passione a costo della vita, e una febbrile fede nel rischio. I romantici se ne infischiavano degli anniversari. Addentavano la vita, e se ne facevano distruggere.

Ve lo immaginate l’eroe romantico per eccellenza, George Byron, che si ricorda di un compleanno? Byron, l’eroe zoppo, che sfida il suo difetto volando come un turbine a cavallo, attraversa a nuoto la Manica, capace di prodezze fisiche che sfiorano il suicidio? Byron che tutto travolge, amante della sorella, dei giovinetti, della libertà, che va a morire per la libertà della Grecia e viene ucciso dalle febbri, rimpiangendo solo di non essere morto in battaglia? Byron crudele verso sua moglie, che ha sposato solo per dimenticare l’unica donna della sua vita, la sorella Augusta.

No, Byron non badava ai compleanni. Né ci badava il giovane Werther, l’eroe di Goethe, che innamorato senza speranza di Carlotta, si spara una fucilata e muore. Erano terribili, i romantici.

Siete così, voi, portatori di fiori, col calendario in mano per non farvi sfuggire le ricorrenze? No. Allora dite sentimentali, non dite romantici. Vi credete romantici perché postate frasi d’amore sui social? Quando uno ha scritto su Instagram “Tatiana, ti amerò sempre”, con foto di loro due che si baciano, vorrà dire che è già finita. Violata la regola numero uno del romanticismo, il segreto. I romantici si sarebbero fatti ammazzare prima di confessare il nome dell’amata.

Siamo dunque contrari a quell’omaggio squisito che è il mandar fiori? Oh no. È gran cosa una rosa se rappresenta l’amore, se è un omaggio spontaneo. Ma guarda caso, quelli che fanno le corna sono i più premurosi. Non si lasciano scappare una data, quelli. Siate romantici, non siate melensi. Rischiate tutto. Non rimediate alla vostra mancanza di fantasia andando dal gioielliere, o regalando l’ultimo modello di smartphone. Un bacio vero vale più di mille attenzioni finte, esibite per i like.

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