I miei segreti non sono segreti

Cuore
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I segreti che mi riguardano fanno un baffo a Pulcinella, perché li sbandiero io per prima ai quattro venti. E vi spiego il motivo

Tra Sabrina e Giusy è stata attrazione a prima vista, ma la paura dei giudizi altrui le ha spinte a tenere nascosto il loro amore per 15 anni. Vivere avvolte nei segreti per tanto tempo, però, a un certo punto è diventato troppo faticoso (tutti credevano che fossero “semplici” amiche). Così, hanno deciso di fare coming out.

Non solo: messe al corrente le famiglie sulla vera natura dei sentimenti che le legavano, si sono anche sposate e oggi conducono un’esistenza da moglie e moglie Alla luce del sole (che poi è il titolo della loro testimonianza, pubblicata su Confidenze in edicola adesso).

Ve ne parlo perché Alla luce del sole è anche il modo in cui piace vivere a me. Cioè, senza cercare di nascondere ciò che può rendermi bersaglio di critiche, pettegolezzi se non, addirittura, gettarmi nel ridicolo.

Fedele a questa idea, è raro che io menta sui miei stati d’animo, le insicurezze e sulle cose che mi succedono. Tant’è che quando so (o mi limito a sospettare) che possano catapultarmi nell’occhio del ciclone, preferisco mille volte raccontarle con la mia bocca, piuttosto che saperle comunque sulla bocca di tutti. Magari infarcite pure di dettagli (spesso falsi ed esagerati) per renderle più succulente alle orecchie maligne.

Morale, non c’è nefandezza che mi riguardi di cui abbia mai fatto segreto (anche perché tanto prima o poi tutto viene lo stesso a galla). E pazienza se c’è gente che se la ride ascoltando le mie sfighe, tanto ormai ho capito che nessuna esistenza, nemmeno la più fortunata, corre sempre via liscia come l’olio. Quindi, visto che inciampi, scivoloni e capitomboli fanno parte dei giochi, perché cercare (goffamente) di insabbiarli?

Certo, nei momenti del marasma non mi piace sapere di essere l’argomento più gettonato della cerchia di amici e conoscenti. Ma se i primi sono in ogni caso dalla mia parte e quando parlano lo fanno comunque con affetto, i secondi, dicano pure. Soprattutto se criticare li fa stare meglio.

Attenzione: non lo sostengo con amarezza, ma con lucida consapevolezza. Perché essendo io la prima a credere che l’erba del vicino è sempre più verde (ecco a voi una delle innumerevoli Albie- debolezze), mi rendo conto che vederla leggermente sbiadita mi aiuta a ridimensionare il verde smunto del mio giardino.

In parole più semplici, intendo dire che nell’abitudine ai giudizi negativi noto la bramosia di sicurezza più che una manifestazione di (inutile) cattiveria allo stato puro. Quindi, se qualcuno critica una mia figura di merda, penso che lo faccia per attenuare quella che ha fatto lui in un’altra occasione. Se spara su un mio amore finito male, probabilmente è per ripagare il suo finito peggio. E se spettegola sulle difficoltà economiche, è facile che sia per la smania di sentirsi seduto sui dobloni d’oro.

Morale, perché nascondere la verità quando, già nel Trecento, quel gran genio di Dante consigliava Non ti curar di lor ma guarda e passa? Prova che il consiglio sia vincente è anche l’epilogo della storia di Sabrina e Giusy. Che hanno trovato la felicità, amandosi finalmente Alla luce del sole.

Confidenze