Quanto rido con la mia mamma

Cuore
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Domani è la sua festa e la celebreremo al davanzale. Ma di certo con almeno una risata. Perché con mia mamma (lo dimostra la sua foto) ridere viene facile

L’ho amata, detestata, ammirata, criticata. Abbiamo condiviso molte cose e ci siamo allontanate su altre. Abbiamo litigato ma, soprattutto, insieme abbiamo riso. Tanto. Tantissimo.

Vi sto parlando della mia mamma, che domani festeggerò passando sotto casa sua per un saluto. E prima ancora di citofonarle, so già che si presenterà al davanzale senza mascherina, dicendomi che tutto il mondo la sta mettendo giù un po’ troppo dura.

Sì, perché la signora Fiumi ha sempre avuto un bel caratterino. A volte irritante, ma di certo rivelatore di una forza granitica che l’ha spinta, nei momenti di gioia, a godersi la vita al massimo. E in quelli bui, ad affrontare qualsiasi evento con l’eroismo di un leggendario guerriero.

Bella, allegra, socievole, sempre propositiva e chiacchierona (a volte vorrei imbavagliarla), la mamma è anche molto simpatica e spiritosa. Quindi, con lei ridere viene facile. Soprattutto perché è dotata di un senso dell’ironia che negli anni ha tentato di trasmetterci.

Infatti, con la severità di un sergente non ha mai permesso a me né a mio fratello di lamentarci, crogiolarci nella negatività, fare tragedie. Qualunque cosa succedesse. Ma non solo: con la sua vivace filosofia, ci ha sempre esortati, anche nella situazione più drammatica, a cercare fino allo stremo dei lati positivi. Inculcandoci l’idea che almeno uno l’avremmo trovato.

Ammetto che, soprattutto da adolescente, l’avrei preferita più morbida e disposta a lasciarmi un attimo di tregua nell’inseguire la voglia di ridere. Ma crescendo ho capito che aveva ragione lei: buttarsi giù non aiuta mai. Così, ho fatto tesoro dei suoi insegnamenti.

Nonostante mi abbia iscritta alla scuola del buonumore già dalla culla, però, io (l’alunna) non ha ancora superato lei (la maestra). Ma le lezioni continuano a oltranza. E del mio lunghissimo percorso didattico ho un’infinità di compiti in classe e verifiche (leggi, scoppi di ilarità) da raccontare.

Ve ne parlo perché sul numero di Confidenze in edicola adesso c’è un articolo, Mamma che ridere!, in cui tante figlie approfittano del 10 maggio per ricordare un aneddoto divertente condiviso, appunto, con la loro mamma.

Accetto la sfida, ed ecco il mio. La signora Fiumi conosce un signore. Scoppia l’amore e i due iniziano a frequentarsi sempre più spesso. Io sono curiosissima di vedere questo fantomatico tipo, ma non sappiamo come organizzare un incontro senza spaventarlo con troppa ufficialità.

La situazione non è semplice, ma quel genio di mia madre cosa inventa? Una (finta) busta che mi deve consegnare urgentissimamente di persona. Quindi, chiede al gentile corteggiatore di accompagnarla fuori dalla mia redazione.

Morale, ci diamo un appuntamento durante il quale avvengono, nell’ordine, presentazioni, consegna della missiva, ringraziamenti per la commissione e scambio di cordiali saluti.

Raggiunto l’obiettivo di vedere finalmente in faccia l’uomo che faceva (e fa tuttora) battere il cuore di mia madre, mi sono incamminata verso la scrivania, dove ho aperto la famosa busta credendo che fosse vuota. Invece, dentro c’era un biglietto della mamma che mi chiedeva: “Come lo trovi?”. Beh, ho riso (da sola) come un’idiota!

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