Svolta e-reading

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E-book o libro cartaceo? Ne parliamo nell’editoriale del n. 31 di Confidenze e approfittiamo per chiedervi un consiglio: Quali sono i vostri libri per l’estate?

 

Lavorando a questo numero dedicato alla narrativa, ho ricordato un episodio di qualche anno fa, quando un’amica mi dichiarò la sua entusiastica “dipendenza” dal Kindle, e io reagii come moltissimi appassionati di libri: «Mai! Non potrei rinunciare al piacere tattile della carta, a sfogliare pagina dopo pagina, a sottolineare, a conservare i libri…». Invece. Il caso ha voluto che, poco dopo, io abbia ricevuto in regalo un Kobo e ho dovuto provarlo. Ci credete che da quel momento non posso vivere senza nemmeno io? E, per onestà, l’ho subito comunicato alla mia amica: «Avevi ragione!». Tocca però fare delle distinzioni. Ci sono libri e libri. Io ho sempre letto moltissimo e le mie case sono sempre state piene zeppe di volumi al punto che, proprio in questo periodo in cui sto traslocando, quando è venuto il trasportatore a valutare l’entità del lavoro, scoraggiato mi ha detto: «Ci vorranno 100 scatoloni solo per i libri… e poi, quanto tempo impiegheremo a imballarli? Deve proprio tenerli tutti?». No, in effetti, non dovevo tenerli tutti, e ho colto subito l’occasione di selezionarli, impacchettandoli personalmente ed eliminandone non vi dico quanti. Essendo una giallista esigente, da quando sono diventata e-reader-addicted, è una vera libidine scaricare dal Web un thriller dopo l’altro, tutti nuovi, tutti appassionanti perché ogni scelta viene pilotata da descrizioni dettagliatissime e suggerimenti precisi basati sui miei acquisti e le mie recensioni. Prima, acquistavo titoli “a naso”, li accumulavo compulsivamente, e finiva che spesso li abbandonavo dopo i primi, deludenti capitoli. Quindi, a parte le raccolte di Agatha Christie e di Patricia Highsmith – grandi scrittrici classiche oltre che gialliste – degli altri ne ho fatto una catasta in cortile, dalla quale molti fra i miei ex vicini sono stati felici di attingere. Non potrei fare a meno mai e poi mai, invece, dei miei libri-totem, pieni di sottolineature e note datate. Sono i compagni di vita, gli “intoccabili”, quelli che in gran parte piazzo nelle librerie della mia camera da letto per essere certa di poterli ogni tanto ritrovare, rileggere e accarezzare: Le Mille e una notte, Alla ricerca del tempo perduto, Il piccolo principe, Siddartha, le vite di Francesco d’Assisi, tutto Konrad Lorenz, tutto Jung, tutto Tagore, L’interpretazione dei sogni, Pierino porcospino, Il lupo e il filosofo, le poesie di Hikmet… solo di questi e di tantissimi altri ne ho fatto più di una cinquantina di scatoloni! E mentre li guardavo impaccati e impilati mi sono sentita in possesso di una grande ricchezza, un vero patrimonio. perché la passione della lettura è un dono, una vera fortuna inattesa. ne sapete qualcosa anche voi, vero?

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