Vacanza tra i nudisti

Cuore

Non l'avevamo programmato, ma quando io e mio marito ci siamo ritrovati in quel villaggio naturista… Un'esperienza personale (e un approfondimento nel n 37)

Fareste una vacanza tra i nudisti?
Io avrei detto di no. Però poi ci sono capitata, ed è stata un’esperienza interessante.
Premetto che è successo anni fa, ero molto più giovane. Ero in vacanza con mio marito in quella che allora si chiamava ancora Jugoslavia. Non avendo prenotato nulla, una sera ci troviamo in difficoltà. Non sappiamo proprio dove fermarci a dormire. Finché troviamo questo campeggio: in una bellissima baia, pulitissimo, ordinatissimo, affitta bungalow perfettamente arredati. E c’è posto.
C’è scritto chiaramente all’entrata che è un villaggio naturista, all’ingresso ci sono lunghi cartelli che spiegano la filosofia del posto, ma siamo stanchi e non ci facciamo troppo caso.
Solo la mattina dopo capisco che campeggio naturista non vuol dire “puoi anche stare nudo in spiaggia”, ma “tutti sono nudi dappertutto”. In spiaggia, al bar, al supermercato, in giro per campeggio… E il pensiero che mi ero fatta – nessuno mi obbliga, posso anche tenere il costume – svanisce subito. Non c’è niente di obbligatorio, e l’atmosfera è di grande rispetto di tutti, ma ci sentiamo semplicemente ridicoli a restare vestiti in mezzo a uomini, donne e bambini senza niente addosso.
Insomma, ci adeguiamo, mio marito con più scioltezza di me (gli uomini, un po’ narcisi come sempre, sembrano proprio a loro agio). E scopro una cosa curiosa: l’imbarazzo svanisce all’istante, così come ogni sensazione di inadeguatezza. È difficile sentirti “troppo magra-troppo grassa-troppo bassa”: se sei nuda, sei come sei e basta. Se penso a quante volte mi guardo allo specchio prima di uscire in città, qui l’effetto è di una semplicità disarmante:  sono me stessa, non potendo camuffare nulla, posso solo sorridermi e accettarmi. Del resto, i corpi degli altri (e delle altre), visti così, sono tutti un po’ imperfetti. E, comunque, evito di guardarmi troppo in giro, non mi pare il caso di piantare gli occhi addosso a nessuno.
Alla fine, riparto con la sensazione di avere fatto respirare il mio corpo e di avere provato qualcosa di diverso. Ho capito che il nudismo è una scelta di rispetto di sé, del proprio corpo e dell’ambiente che non ha niente a che fare con la curiosità sessuale. Anzi, forse, un po’ la penalizza…
Leggete la testimonianza nel n. 37, diteci come la pensate!

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