Lucca: tutto quello che c’è da vedere

In viaggio

Lucca, tra la Versilia e le Alpi Apuane, ha un fascino storico senza tempo. C'è stata, e la racconta passo passo, Elena Barassi

Un viaggio a Lucca, meravigliosa città toscana adagiata tra le Alpi Apuane e la Versilia, può riservare grandi scoperte. La città ha alle spalle una storia antichissima risalente addirittura all’epoca romana ed è il solo centro in Toscana ad aver sempre mantenuto l’indipendenza dalla potentissima Firenze. La sua atmosfera storica, ma vivace mi conquista subito.
Da Piazza del Giglio alla cinta
È tarda mattina quando, da Milano, raggiungo la centralissima piazza del Giglio, nel cuore di quella che è stata soprannominata la città delle 100 chiese per via del gran numero di edifici religiosi di epoche differenti presenti all’interno delle mura. Giusto il tempo di lasciare il bagaglio all’interno dell’hotel, il Grand Universe Lucca, aperto lo scorso novembre all’interno di un edificio storico appartenuto alla prestigiosa famiglia Paoli durante il Rinascimento e dal 1857 trasformato in albergo, ed eccomi pronta a salire in bicicletta per andare alla scoperta delle mura, il luogo perfetto per ammirare dall’alto la città fortezza più scenografica d’Italia. Pedalando tra le vie acciottolate raggiungo la sommità dei bastioni, edificati tra il 1500 e il 1600, che sembrano abbracciare dolcemente Lucca. Percorro curiosa questo perimetro di 4 chilometri, quasi una sorta di giardino pensile delimitato da 11 bastioni e tre porte e ombreggiato da alberi secolari dove è tutto un turbinio di gente che passeggia e fa jogging e bambini che corrono. Pedalo lentamente, fermandomi a fotografare gli scorci più suggestivi di questi bastioni che, pur essendo stati costruiti a scopo difensivo, di fatto non fronteggiarono alcuna guerra dal momento che l’unico assedio importante della città, andato fallito, fu quello a opera dei Fiorentini nel 1430.
I tesori lungo la Via Fillungo
È tempo di rientrare in quella che negli anni fu insediamento romano, poi granducato, quindi comune e infine repubblica e scoprire il suo lato più autentico. Percorro a piedi Via Fillungo, l’asse trasversale principale che ha da sempre collegato il nucleo più antico di origine romana con la zona dei Borghi, esterna alle mura. Elegante, discreta e chiaramente di stampo imprenditoriale fin dai tempi medioevali quando Lucca era la capitale della seta in Europa, la strada è un tripudio di antiche botteghe che conservano insegne e arredi d’epoca, soprattutto Liberty, dimore nobiliari del ‘400 e ‘500 e caffetterie di storica memoria. In pochi passi raggiungo il numero 95 dove si trova l’oreficeria antiquaria Carli, il negozio più antico della città, risalente al 1665, dove fanno bella mostra di sé preziosi d’inizio Novecento, gioielli Art Déco e arte orafa toscana. Più avanti, incrocio la celebre Torre dell’Orologio o delle Ore, che, con i suoi 50 m di altezza è la più alta di Lucca. Salgo i 207 gradini della scala in legno per raggiungere la cella campanaria da cui ammiro i tetti rossi, le strette viuzze e gli austeri palazzi e, in lontananza, le colline. Intanto, mi raccontano della leggenda della nobile Lucida Mansi che per rimanere giovane vendette l’anima al diavolo per i successivi 30 anni. Sembra che la notte del 14 agosto 1623, quando il diavolo tornò a esigere il suo pagamento, Lucida tentò di fermare il meccanismo dell’orologio ma, non riuscendoci, venne portata via da Satana. Proseguo poi nel mio itinerario per arrivare davanti a Piazza dell’Anfiteatro, un vero gioiello dalla forma ellittica, un tempo imponente anfiteatro romano usato per i giochi di gladiatori e oggi un susseguirsi di trattorie e locali tipici. Fu l’architetto Lorenzo Nottolini su richiesta dei Borboni nel 1800 a ridisegnare questo capolavoro urbano smantellando alcune costruzioni e creando nuove porte di accesso. A pomeriggio inoltrato rientro in hotel per salire sulla terrazza a godermi uno dei tramonti più spettacolari, con il sole che piano piano si nasconde dietro le mura.
La Cattedrale di San Martino e la Torre Guinigi
Il giorno dopo, mi sveglio molto presto e dopo una golosa colazione con vista sul leggendario seicentesco Teatro del Giglio sono pronta a farmi accompagnare da Gabriele, la mia guida locale, alla scoperta di altri luoghi mitici di Lucca. In pochi minuti siamo alla cattedrale di San Martino, imponente edificio in stile romanico che mi colpisce subito per l’asimmetria della facciata dovuta all’adattamento alla già esistente torre campanaria. Ma è l’interno che mi lascia senza parole: tra i tanti capolavori che è possibile ammirare, ecco il Volto Santo di Lucca, il veneratissimo crocifisso che è pure la più antica scultura lignea dell’Occidente ancora integra, il dipinto raffigurante l’Ultima cena di Cristo opera del Tintoretto e il monumento funebre di Ilaria Del Carretto, seconda moglie di Paolo Guinigi, morta a soli 26 anni mentre dava alla luce una bambina. Rimango immobile davanti al capolavoro di Jacopo della Quercia tutto in marmo chiaro che trasmette un’immagine di pura dolcezza. Uscendo dalla cattedrale raggiungiamo la chiesa di San Michele, nell’omonima piazza, un capolavoro di architettura gotico-romanica sormontata da una statua in marmo dell’arcangelo Michele. Ed è proprio all’interno di questa chiesa che il grande compositore lucchese Giacomo Puccini teneva lezioni di organo a colui che è stato il suo unico allievo, Carlo Della Nina. Un ultima tappa alla Torre Guinigi, sulla cui sommità vi è un piccolo giardino di lecci secolari che la rende davvero unica, ed è già tempo, purtroppo, di ripartire verso casa. 
di Elena Barassi (articolo pubblicato su Confidenze n 21/2021)
Foto: Shutterstock
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