Merano, 300 giorni di sole all’anno

In viaggio

Un weekend nella capitale del Tirolo assicura aria buona, trattamenti termali a 360 gradi, iniziative artistiche e giardini tra i più belli d'Europa. E giornate assolate a tutto relax

Trecento giorni di sole all’anno potrebbero bastare per innamorarsene, vero? Alla principessa Sissi, che si trasferì per respirare l’aria buona e curarsi col clima mediterraneo, sono bastati. Oggi in realtà possiamo aggiungere altre buone ragioni per programmare una tre giorni, che possono allungarsi anche a 10, in quel di Merano. A 30 chilometri da Bolzano, circondata dalle Alpi a nord e a est, attraversata in centro dal Passirio, la secolare capitale del Tirolo è piena di fiori. Di luce. Di storie che viaggiano dalle Alpi al mediterraneo. È di di tempo, perché chi viene qui è invitato a prendersi del tempo per se stessi: i meranesi lo hanno scolpito pure sulle panchine. È dunque una sfida continua questa città, che attrae e incanta. E allora ecco tre buone ragioni per visitarla (dopo però aspettiamo i vostri commenti).
Il benessere è acqua
Ce ne accorgiamo dentro il complesso termale di Merano, un’oasi in centro città sorta oltre 15 anni fa con la firma di Matteo Thun (ultimo restyling nel 2018), che ospita 13 piscine esterne (sparse in un parco di 51.000 mq), 12 coperte (nella foto), otto saune, un bagno turco, palestre, una spa che può contare su uno staff medico, tre “pool suite” con piscina interna per pacchetti di coppia, e una linea cosmetica e una varietà di trattamenti che usano prodotti regionali come mele, uva, siero del latte, lana, castagne e fieno.
All’origine di tutto c’è lui: il randon, un gas che insieme ai minerali presenti nell’acqua termale che proviene dal Monte San Vigilio a Lana, viene utilizzata dal 1966 per le sua caratteristiche terapeutiche. Ovvero azione sedativa ed analgesica sul sistema nervoso centrale e periferico, vasodilatatrice periferica e ipotensiva. E ancora: rafforzamento del sistema immunitario delle vie respiratorie, miglioramento in caso di allergie. In ogni caso ci si rilassa (da novembre a marzo si tengono le Pools & Sauna Special Nights: una serata al mese le piscine e le saune di Terme Merano rimangono aperte fino a mezzanotte tra gettate di vapore in sauna, peeling, esercizi di meditazione e respirazione, speciali giochi di luce, musica e intrattenimento), ci si cura (è previsto anche il progetto “Vivere con più leggerezza” per aiutare le persone in sovrappeso con più di 16 anni a dimagrire in gruppo in maniera sana e durevole) e si mangia: scaricando l’app del bistrot interno si potrà ordinare in estate il proprio menu, ritirarlo dopo 15 minuti e goderselo sul prato del parco. E se si volesse programmare una giornata in famiglia qui dentro? L’ingresso giornaliero per due adulti e un bambino costa in totale 37 euro.
E il risparmio energetico e idrico, se può interessare alla vostra coscienza green, è assicurato qui dentro: per tutti gli utilizzi in cui non è indispensabile l’uso d’acqua potabile, viene utilizzata quelle dei due pozzi. A proposito l’acqua, fuori dalle terme, vi aspetterà ancora. È il rumore incessante del Passirio, un torrente che non si ferma mai, l’anima della città costeggiata dalla famosa passeggiata Tappeiner che ospita cedri, cipressi, palme, cactus e bambù.
L’arte è tutto
Ecco cosa sembra dirci questa città. Musei ovunque (il Museo delle donne è qui sapete?), gallerie d’arte contemporanea (il kunst meran I o arte) ma anche concerti (al Kursaal) e persino camere d’albergo ideate e realizzate da artisti. Da vedere l’Imperialart, nato come negozio di specialità gastronomiche e confetteria dell’Impero Austro Ungarico nel 1989, trasformato in caffetteria viennese dopo essere stato per breve tempo sede di una banca: l’edificio in stile liberty è diventato solo nel 2009 un art and design hotel, grazie a Alfred Strohmer e che ha affidato il progetto a tre artisti meranesi (Elizabeth Hozl, Ulrich Egger e Marcello Jori). Per un aperitivo, invece, all’hotel Europa, sullo stesso corso delle Libertà dell’Imperial, non perdetevi il cocktail della casa dentro il dehor in vetro.
Salsiccie bianche e book crossing
Se i Giardini botanici di Castel Trauttmansdorff, tra i più belli d’Europa, vi hanno disintossicato, è un diritto sacrosanto pensare poi anche alla pancia: vi segnalo un bistrot molto informale e frequentato solo dai locali. Si chiama Biergarten Muuh Pub e si trova in via Carducci 29: dalla Tappeneir si accede scendendo una piccolo scalinata nascosta in un vicolo. Salsiccie bianche, birra chiara, tanti boccali alzati con brindisi in lingua tedesca attorno e persino una casetta nel centro del cortile dove sedersi mentre la prole gioca nell’altra casetta piena di giochi messa lì, accanto al tavolo, per i piccoli.
Nel frattempo, può capitare che mentre andate in bagno esca correndo con le calze ai piedi un ragazzino che vive accanto alla sala dove si stilla la birra. Qui è un po’ tutto così. I bambini abbondano (gli adulti spingono quasi tutti una o due carrozzine), ogni abitazione ha alle spalle una vigna segreta che non ruba spazio ai cortili dei bambini, anzi: i parco-giochi sono affiancati da giardini impeccabili e accessibili da tutti e in uno di questi, in centro, sono state piazzate due poltrone molto green dove chiunque, anche un bambino, può sedersi e leggere un libro conservato nelle teche del book crossing. Peccato che sono tutti in lingua tedesca, ma varrà la pena sfogliare un libro qualsiasi respirando il profumo di rose. No?
Testo di Rossana Campisi
Foto: Gigi Sommese, Arianna Viola, Alfred Tschager
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