Rondini al guinzaglio di Selene Luise

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È una notte di settembre quando il tranquillo borgo di Fiordisole viene scosso da un evento inquietante: il cadavere di un giovane riaffiora nel fiume. Ma mentre la scientifica si prepara a portarlo via, il medico legale percepisce una debole pulsazione: l’uomo è ancora vivo. Chi è? Cosa nasconde Fiordisole?

di Tiziana Pasetti

Trama – Elsa Milite è più grande scrittrice italiana contemporanea. Vive in un castello con una storia maledetta che l’ha reso inabitato per tantissimo tempo, un castello che domina il piccolo borgo di Fiordisole. Siamo in Abruzzo, terra schietta e segreta. Anche Marianna Curzio vive in quella piccola frazione di mondo in cui nulla accade mai: si è dovuta trasferire dopo aver vinto il concorso in magistratura. Marco lì è nato ma poi è riuscito a scappare verso nord, un lavoro come editor in una piccola casa editrice. La crisi dell’industria culturale porta alla chiusura di quella realtà indipendente e al licenziamento del giovane che è costretto a tornare a casa, dove ad aspettarlo c’è sua sorella Marzia e il negozio di alimentari che gestisce. È una notte di settembre quando il corpo di un uomo viene ritrovato nel fiume, è chiaramente morto. Marianna giunge sul posto, le indicazioni da dare sono quelle del protocollo. Il corpo sta per essere chiuso in un sacco dai membri della scientifica quando qualcosa non sfugge all’attenzione del medico legale: la salma è chiaramente ancora viva. Chi è quell’uomo? Cosa ci nasconde Fiordisole?

Un assaggio – «Elsa, tu sei un genio» disse l’insegnante di lettere, «questa meraviglia deve assolutamente essere pubblicata». Il manoscritto, riveduto e corretto, fu mandato a decine e decine di editori, finché non incontrò il favore di un’ottima casa editrice, posando la prima pietra del percorso che l’aveva portata a essere la scrittrice italiana più letta, più famosa e più pagata. Il tutto successe così in fretta che quasi non si rese conto di essersi gradualmente trasformata da liceale timida e brutta a scrittrice a pieno titolo. Alla sua primissima presentazione, l’ansia l’attanagliava a tal punto che quasi non riusciva a parlare; al primo evento un turbinio di dediche da fare, copie da firmare, interviste da rilasciare e più soldi di quanti ne avesse visti in vita sua. Un’overdose di felicità. Ciò che non sapeva, all’epoca, era che il successo così come ti arride ti tradisce. L’entusiasmo iniziale si trasformò in un tour de force. Costantemente in giro a promuovere le opere pubblicate, non riusciva più a trovare il tempo per dedicarsi a una lettura piacevole o scrivere qualcosa semplicemente per se stessa. La sua psiche cominciò a mandarle dei segnali, sotto forma di angoscia, spossatezza e sonno perenne, ma lei li ignorò finché a una presentazione ebbe una crisi d’ansia così forte da doversi chiudere in bagno a vomitare. L’evento fu annullato e in quel momento capì. Era ora di staccare, di dire basta, dedicarsi un po’ a se stessa; così, disdetti tutti gli impegni, si era rifugiata nel Castelluccio dove viveva ormai da anni. Lì, nel silenzio, nella quiete della campagna, aveva finalmente trovato pace e capito una cosa importante: il successo non le importava, era solo una conseguenza. Scrivere era per lei la gioia più grande, il suo respiro, ciò che la faceva stare meglio quando si sentiva a pezzi. Se avesse dovuto rinunciarvi, sarebbe morta. Tutte le recensioni, le interviste, la fama non valevano la felicità che provava nel creare qualcosa che prima non c’era, nel fare di un sogno qualcosa di reale. Realizzato nel vero senso della parola. Costruire qualcosa di vero con la materia dei sogni.

Leggerlo perché – Io adoro leggere Selene Luise. Ha una scrittura che mi culla a prescindere dal contenuto, dalla trama. Sono le parole spesso desuete a incantarmi, la sintassi che non segue le mode, il profumo di una costruzione che rimanda all’inchiostro delle macchine da scrivere del primo Novecento. Selene ha il talento dei grandi abruzzesi: tira dritto senza guardarsi intorno in cerca di appigli o scorciatoie. Chi vive in montagna ha un solo credo: in cima si arriva a piedi e attraverso sentieri ardui, non c’è altro modo. Anche chi scrive ha il suo: “ritrovarsi” creando percorsi narrativi originali. Selene, che passa soave dalla prosa alla poesia, è una scrittrice di fede.

Selene Luise, Rondini al guinzaglio, Bertoni

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