A un’educatrice che rifiuta il vaccino

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La scuola è iniziata, ma maestri e professori senza green pass non possono entrare in classe. Qualche riflessione per una docente che rischia la sospensione perché non si è immunizzata

 

Tra docenti e personale Ata, il 92% degli addetti ai lavori nelle scuole è vaccinato. Ma c’è chi rifiuta d’immunizzarsi, anche a costo di essere allontanato dalla classe.

Cara Simona, mi hai raccontato, preoccupata e indignata, le difficoltà che stai incontrando a causa della tua decisione di non sottoporti al vaccino contro il Covid. «Non sono una donna ribelle, come spesso viene definito da quotidiani e telegiornali chi la pensa come me. Sono una persona per bene, ho sempre rispettato le regole».

UNA SCELTA DELICATA
Sei un’insegnante della scuola primaria e hai dedicato la vita alla professione. «Considero i mie alunni come figli. A causa della mia scelta, però, il governo vuole impedirmi di continuare a insegnare, privandomi della parte più impor- tante della mia vita e causando dolore ai bimbi che attendono il mio ritorno in classe. “Ti vaccini o non prendi lo stipendio” è il messaggio dei politici a noi insegnanti. Ritengo che questo sia un diktat inaccettabile». Cara Simona, comprendo il tuo sconforto. Quante volte, nella vita, si presentano situazioni che reputiamo ingiuste e di fronte alle quali proviamo rabbia e impotenza perché non ci è concesso di fare i dire ciò che invece il nostro cuore e le nostre convinzioni ci suggeriscono? Non ti nascondo che anch’io, come molti altri, nutro qualche dubbio nei confronti dei vaccini. D’altra parte, l’immunizzazione al momento resta l’unico “antidoto” che appare efficace contro il Covid. Credo che le riflessioni sull’argo- mento non possano prescindere da due aspetti: individuale e collettivo. Proprio perché la tua libertà personale va a compenetrarsi con quella collettiva non è possibile intenderla come assoluta. I vaccinati hanno meno probabilità di contagiare gli altri? Dalle statistiche e dalle dichiarazioni dei virologi, sembra di sì. Ma poniamo, volendo assumere la tesi di alcuni No vax, che questi dati siano inattendibili. Ebbene, c’è un altro elemento incontrovertibile: la stragrande maggioranza dei ricoverati per Covid è oggi composta da non vaccinati. «Nelle rianimazioni» ricorda Alessandro Vergallo, presi- dente nazionale dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani, «la percentuale di ricoverati non vaccinati è oltre il 94% del totale». Inoltre, intasare le terapie intensive significa negare assistenza a chi è affetto da altre patologie (per le quali non esiste un vaccino) e necessita di un posto in ospedale. Sono la prima a prendere le distanze, come giustamente fai tu, da chi definisce i No vax criminali e terroristi. Ma t’invito a riflettere sulla tua intenzione di non accettare il vaccino. Vuoi affermare un principio che è la tua morale a dettarti, ma allo stesso tempo privi i tuoi alunni e te stessa della gioia dell’incontro. Scendere a compromessi con la nostra coscienza non è mai piacevole, ma la gioia dell’insegnamento potrà risarcirti, con gli interessi, di ogni dolore. E renderti più serena con te stessa e, credo, con i tuoi colleghi.

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