Albie, nonna con la corona in testa

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Tra i miei sogni, ce n'è uno a cui tengo particolarmente: diventare nonna di un erede al trono

Esiste ancora il matrimonio d’interesse? è il titolo di un articolo che trovate sull’ultimo numero di Confidenze, ma anche una domanda pertinente. Perché se si butta l’occhio sulle dinastie reali, le scelte di principi e principesse dimostrano che non ve n’è più traccia.

Infatti, dopo le “stravaganti” nozze tra Stefania di Monaco con il pescivendolo Daniel Ducruet (correva l’anno 1995), nelle famiglie blasonate si è continuato a vederne di tutti i colori.

Andando con ordine, nel 2001 Guglielmo Alessandro d’Olanda ha impalmato Maxìma: ottimi studi, ma nemmeno una goccia di sangue blu nelle vene. E, soprattutto, un papà dai trascorsi tanto discussi prima, quanto messi a tacere dopo il “sì” regale.

Non è stato da meno Filippo VI di Borbone, che nel 2004 ha preso in moglie Letizia Ortiz. E se la giornalista in carriera non ci ha pensato un secondo a mollare la via del Pulitzer per il trono, il gentil consorte non ha avuto problemi a trascinarsi a corte una (ex) repubblicana convinta.

Ma è nel 2015 che qualcuno ha voluto davvero strafare: Carlo Filippo di Svezia. Temerario oltre ogni limite (e mica scemo secondo il resto degli uomini), il bel moraccione (a dispetto della discendenza nordica) ha voluto come consorte una (pure lei ex) pornostar: la splendida e piuttosto pettoruta Sofia Hellqvist.

Tutta roba da far impallidire la regina Elisabetta, se non fosse che anche lei, nel frattempo, ha avuto le sue belle gatte da pelare. Perché se il nipote William ha portato all’altare Kate, colpevole solo di avere una mamma ingombrante e sgomitante, il fratello Harry ci è salito con la meticcia Meghan, sul cui padre è meglio stendere un velo pietoso. E pazienza se la gente comune impazzisce letteralmente per le cognate Windsor: rigidi come sono, a Buckingham Palace hanno impiegato una certa per digerire le due e i loro goffi parenti.

Finita la carrellata di nomi altisonanti, direi che abbiamo la prova: le nuove generazioni delle case reali se ne sbattono altamente di ragione di stato e questioni di interesse. Tant’è che si abbandonano romanticamente ai capricci del cuore, mentre tra noi comuni mortali, le cose vanno diversamente.

Per quel che riguarda me, per esempio, ormai i giochi sono fatti. Però, posso sempre riversare eventuali aspirazioni sui miei figli, che comincio a mettere su piazza presentandoli come scapoli d’oro. Così, se il trucchetto funziona e qualche principessina cade nel trappolone, potrebbe iniziare il mio cammino verso il trampolino di lancio per una carriera da nonna blasonata. E a quel punto, amici miei, altro che Carol Middleton: non ci sarà occasione in cui non sentirete parlare di me.

Accompagnerò la  futura sposa a scegliere la lista nozze, sperando che i paparazzi siano in agguato. In chiesa sederò in braccio ai testimoni per essere più visibile sulle prime pagine dei rotocalchi. Alla nascita dell’erede rilascerò fiumi di interviste per dichiarare quant’è carino e come assomiglia terribilmente a noi Di Giorgio. E, ciliegina sulla torta, mi opporrò all’assunzione di una baby-sitter, perché sarò io a prendermi cura del piccolo.

Dopodiché, passerò i pomeriggi con il nipotino, in compagnia della mia nuova migliore amica: Doria Ragland, la fortunata mamma di Meghan. Alla quale vanno tutti i miei complimenti, perché è riuscita ad anticiparmi nel ruolo di inaspettata royal grandma.

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