Malinconia da feste di Natale? Ecco come reagire

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Si chiama Christmas Blues ed è un mix di ansia e tristezza che colpisce tante persone sotto le feste. Ecco come affrontarlo e anche evitarlo

La città invasa da mille luci che lampeggiano dai balconi, i negozi pieni di ogni ben di dio che solo a poterseli permettere, gli amici che si rincorrono in una maratona prenatalizia per un brindisi augurale, la caccia al regalo più originale da portare.

Ogni anno la magia del Natale ritorna, ma non sempre ci trova predisposti ad assaporarla. Incertezza economica, crisi sul lavoro o anche più semplicemente quel sali e scendi che è la vita, ci obbligano a festeggiare feste che non sentiamo più e abbozzare sorrisi anche quando vorremmo solo starcene in disparte. La chiamano Christmas Blues, un misto di ansia e tristezza che rischia di rovinare le giornate che dovrebbero essere più serene. Ansia perché si è presi da mille impegni e doveri: dovere di trovare il regalo per tutti, dover di preparare la cena o il pranzo di Natale per tempo e tristezza perché magari quest’anno una persona cara ci ha lasciati, un parente è in ospedale, un’amica ha perso il lavoro e allora no, verrebbe da dire, io su questa giostra non ci voglio salire.

Del tema parliamo su Confidenze nell’articolo Malinconia sotto l’albero, dove Sara Di Croce, psicoterapeuta, ci spiega come trovare il giusto equilibrio tra piacere e dovere, dedicando tempo, amore e regali solo alle persone a cui si tiene realmente e riducendo allo stretto necessario gli incontri obbligati. L’importante, dice la nostra esperta, “è ascoltare quello che vuoi davvero e non subire passivamente le tradizioni”.

Leggendo questi consigli mi ci sono ritrovata, e ho deciso di applicarli proprio per evitare di cadere in quel sentiment un po’ malinconico che, peraltro, sto scoprendo condiviso da molte più persone di quanto immaginavo. Quindi niente mission impossible per il pranzo di Natale (come fare il paté in casa) e niente ansia da regalo, ma soprattutto scambi di auguri e saluti solo con le persone che sento più vere e vicine a me.

Ieri sera per esempio, mentre sorseggiavo uno Spritz con quattro amiche, una di loro che ha perso in un anno entrambi i genitori, ci confessava di non aver voglia di festeggiare, ma di sentire il bisogno di stare un po’ da sola, in silenzio. Un’altra che ha il marito con problemi di lavoro condivideva con noi le incertezze per il futuro e i timori di chi si trova comunque una famiglia da mandare avanti. La terza invece era felice perché dopo due anni di disoccupazione ha finalmente trovato un nuovo lavoro, che di questi tempi è diventata merce rara ovunque.

Sono uscita pensando che c’era uno scollamento forte tra le vetrine scintillanti di beni inutili e le conversazioni che avevo appena ascoltato, il mood delle persone reali, e ho provato un senso di inadeguatezza verso una società dei consumi e dei bisogni indotti che genera solo scontentezza.

Nello stesso tempo però mi sono sentita arricchita da quell’incontro, perché è stato vero, non una girandola di “ciao carissima come stai” o uno sfoggio di successi e curriculum lavorativi, ma un momento di condivisione di speranze, gioie, emozioni, ansie e problemi, e del piacere di stare insieme senza dover dimostrare niente a nessuno. Ecco, è con questo spirito che mi avvicino al Natale, con la voglia di stare insieme a persone vere.

 

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