Donne e cibo: un legame complesso

Mondo
Ascolta la storia

Nella giornata dedicata ai disturbi dell'alimentazione, ecco i consigli utili da seguire per chi ha un rapporto squilibrato con il proprio corpo.

di Erika Cordero con la consulenza di Giovanna Moltoni (psicologa)

Un alone di luoghi comuni avvolge i disturbi del comportamento alimentare. «Quando pensiamo a un’anoressica o a una bulimica, solitamente abbiamo in mente una ragazzina fragile che, sopraffatta dai canoni estetici irraggiungibili imposti dalla società odierna, cerca con ogni mezzo di dimagrire, fino ad arrivare ad ammalarsi» spiega la psicologa Giovanna Moltoni. La situazione, però, è molto più sfaccettata.

«Sicuramente questo tipo di disagio riguarda tanti giovanissimi, ma anche gli adulti: si parla di circa il 3% della popolazione maggiorenne, ma è una stima al ribasso».

Estrema fragilità

Tra gli adulti chi in particolare ha problemi legati al cibo? «Le donne intorno ai 40 anni» spiega l’esperta. «Si tratta spesso di persone che in passato hanno già sofferto di anoressia e bulimia, magari in forma lieve, e non si sono prese cura del disturbo, che per un po’ di tempo è rimasto silente». Anoressia e bulimia si ripresentano, poi, nei momenti delicati. «Un divorzio o un lutto possono far tornare a galla le fragilità, che riacutizzano il rapporto conflittuale con il corpo e con il cibo. Così, ricominciano le abbuffate, i digiuni, il vomito indotto». In generale, le adulte che fanno i conti con disturbi di questo tipo sono persone fragili. «Spesso cresciute con genitori depressi, evitanti, incapaci trasmettere affetto».

Imbarazzo e disagio

Non è facile rendersi conto di avere un problema con il cibo. «I disturbi alimentari generano vergogna, soprattutto tra gli adulti, che tendono a negare il disagio anche con se stessi. Ecco perché fioccano bugie tipo: “Non faccio colazione perché altrimenti mi viene l’emicrania”. Oppure: “Da quando evito i carboidrati sto molto meglio”». A scopo preventivo ogni donna dovrebbe di tanto in tanto scrivere per qualche settimana un diario alimentare, da leggere poi con occhio critico: non sempre, infatti, siamo consapevoli dell’orientamento che ha preso la nostra dieta. «Può rivelarsi un campanello d’allarme aver cambiato repentinamente regime alimentare, per esempio eliminando dalla dieta gli alimenti a base di glutine senza però essere celiaci. Altra spia da non sottovalutare: le abitudini estreme. Penso alle donne che s’impongono di mangiare sempre e solo insalata a cena. È salutare impostare un’alimentazione regolare e controllata ma, come sempre, gli eccessi destano sospetti».

4 dritte concrete

Una volta focalizzato il problema con il cibo, bisogna intervenire. «Fermo restando che è fondamentale il supporto di un terapeuta, ci sono alcune buone abitudini che permettono d’impostare un rapporto più sano con il proprio corpo e di conseguenza con il cibo».

1) Fai attività fisica «Eccezion fatta per le anoressiche o bulimiche che diventano sport addicted, nella maggior parte del casi per chi soffre di disturbi alimentari iscriversi a un corso di aerobica o di pallavolo prevede uno sforzo: ci si vergogna delle proprie forme, si teme il giudizio degli altri… Però, l’attività fisica insegna a prendersi cura del corpo: ti alleni, noti che è più armonioso e capisci che, se lo rispetti, diventa un alleato del tuo benessere». Ottimo anche lo yoga. «Perché agisce sui blocchi psicoemotivi che possono determinare problemi di alimentazione».

2) Iscriviti a un corso di cucina «Un rapporto sano con il cibo si costruisce anche riscoprendo il piacere dei profumi e dei sapori degli alimenti». A questo scopo, è produttivo frequentare un corso di cucina che, tra un impasto e una crema, stimola i sensi.

3) Parla al tuo corpo Nuda in piedi davanti allo specchio, prova a comunicare con il tuo seno o le tue cosce. Esempio: «Non è un mistero che non mi piaci, cara pancia. Soprattutto dopo la gravidanza, perché ti vedo flaccida e mi vergogno a mostrarti». All’inizio è imbarazzante, ma con il tempo aiuta a stabilire un legame più genuino con il corpo.

4) Confidati con un’amica (immaginaria) «Facile dire che bisogna parlare con qualcuno: non sempre si riesce ad affrontare argomenti delicati. Allora si può fare come i bambini e inventare un’amica immaginaria: nei momenti critici (quando per esempio ci si accorge che si è tornate a evitare il cibo) le si può scrivere una lettera senza filtri». ●

Articolo pubblicato sul n. 7 di Confidenze 2022

Confidenze