Il mostro Picasso

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Tanto era grande come artista quanto era misero come uomo. E perfido con le donne

Una mia nipote che studia Belle Arti si è invaghita di Picasso. Della sua pittura, ma poi come succede nelle infatuazioni artistiche si passa all’uomo, ha fatto ricerche su di lui, dice «ah se ci fosse ancora ci andrei a piedi a Parigi per vederlo».

Meno male che è morto. Volendo bene alla ragazza, era l’ultimo degli uomini che avrei amato vederle frequentare. Tanto era grande come artista quanto era misero come uomo, e perfido con le donne.

Fisicamente era massiccio, come costruito per essere un gigante, solo che era piccolo e questo aumentava la sua protervia da Titano. Ebbe molte donne e le fece dannare tutte. Due morirono pazze, due si suicidarono. Diceva che la donna è une machine à souffrir, una macchina per soffrire. E si adoperava per farla funzionare.

Con la complicità delle sue mogli e amanti, perché loro ci stavano, e si contendevano selvaggiamente il loro cannibale. Facevano a gara a voler essere mangiate.

L’ultima, Jaqueline, quando era molto vecchio ma più che mai cattivo e despota, gli dava del voi, lo chiamava “Monsignore”, gli baciava la mano. Tredici ne ha rovinate, un catalogo degno per don Giovanni, solo che lui si limitava a sedurle e abbandonarle, mentre Picasso si impegnava a distruggerle. La prima fu Fernande Olivier, lei bellissima, lui sconosciuto. La dipingeva in scene erotiche, ed era così geloso che uscendo la chiudeva in casa, sequestrandole le scarpe. Poi la odia, e si vede da come la dipinge, ingombrante, mostruosa, mentre la tradisce con l’ingenua Eva, quasi una bambina, che dipinge bellissima.

È sempre così: la donna uscente diventa un mostro, quella nuova simbolo di rinascita del sesso. Fernande fu messa sotto i piedi, umiliata, distrutta, quando lui era ancora un ragazzo che cercava di farsi strada. A quelle che vennero dopo, quando era diventato un dio in terra, famoso in tutto il mondo, e ricchissimo, andò molto peggio.

La prima moglie Olga Koclova morì pazza, e pazza morì Dora Maar, la giovane dèa dei surrealisti- dopo torture fisiche e spirituali, e anche botte da orbi, per punirla della sua intelligenza. Marie Therèse Walter si impiccò, la seconda moglie Jaqueline Roque (con lui nella foto del post, n.d.r) si sparò in testa. Picasso chiamava se stesso il Minotauro, e come tale si disegnava. Nutrirsi di fanciulle era il suo vanto. Era il genio della pittura, era Picasso.

 

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