Il Natale degli ultimi

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Come passano i giorni di festa le persone sole e abbandonate, o con disturbi mentali? Ne parliamo nella storia vera raccolta da Giovanna Sica

Sono le sette e mezza di venerdì sera, mi sono attardata per le ultime compere natalizie, approfittando di una mezz’ora libera dall’ufficio.

Fa freddo stasera a Milano, un vento gelido sembra spazzar via anche gli ultimi passanti e impiegati usciti dagli uffici. Mi avvio verso il metro di piazza della Repubblica lungo i portici di via Vittor Pisani ed ecco che comincia l’accampamento. In fila, uno dietro l’altro, tanti senza tetto stanno accomodando i loro giacigli per la notte, sfruttando i portici coperti per difendersi dal freddo notturno. Si fa fatica persino a passare, ormai non c’è più un posto libero: cartoni, vecchi a sacchi a pelo, trapunte consunte, nascondono umanità dimenticate, abbandonate che si riuniscono proprio qui anche perché le telecamere notturne di banche e multinazionali li fanno sentire al sicuro dalla delinquenza di strada. Intorno i loro pochi averi, un trolley, un sacco nero della spazzatura pieno di indumenti.

Eppure pochi isolati più in là pulsa il cuore della Milano scintillante dei nuovi grattacieli di Porta Nuova, il Bosco Verticale, i mercatini natalizi di Piazza Gae Aulenti, la torre dell’Unicredit. Le grandi multinazionali hanno ancora le luci accese nei loro giganteschi uffici, i negozi trasudano di leccornie e i locali della vicina Corso Como sono gremiti di giovani e meno giovani intenti a scambiarsi  auguri e regali davanti a un happy hour.

Sono le due anime di Milano, che la città cerca da sempre di tenere unite, trovando un difficile punto di contatto, almeno negli sguardi, tra chi non ha più niente e chi corre indaffarato pieno di pacchetti.

 

Così quando in redazione abbiamo dovuto scegliere con quale storia vera aprire il numero di Natale io non ho avuto dubbi: parliamo del Natale degli ultimi, di chi è escluso dalla società per scelta o per necessità, e non sono solo i migranti o i richiedenti asilo, ma anche le persone  indigenti e malate. Chi è costretto a trascorrere le feste in una corsia di ospedale, magari in attesa della visita di qualche lontano parente.

Non è una storia leggera quella raccolta da Giovanna Sica, non è una storia da famiglie del Mulino Bianco: s’intitola “Il Natale dei pazzi” e la trovate su Confidenze in edicola da domani. Parla di persone con disturbi psichiatrici, ma che il cuore ce l’hanno ben funzionante e che provano gli stessi bisogni di affetto e relazioni umane delle persone cosiddette “normali”. È un invito a fermarsi a riflettere, come ho fatto io quella sera, tra i barboni chiusi nei sacchi a pelo, vergognandomi un po’ nel tirare dritto passandogli davanti.

 

Ed è anche un invito a partecipare alle tante raccolte benefiche che le associazioni organizzano nelle grandi città per star vicino a chi è più debole.

Come “A Natale aggiungi un Posto a tavola” della Comunità di Sant’Egidio: dal 10 al 25 dicembre si può donare un Sms solidale del valore di 2 o 5 euro al numero 45568 per aiutare la comunità a regalare, come da tradizione ormai da 35 anni, un Pranzo di Natale in famiglia a chi non ce l’ha, in oltre cento città italiane. JustEat, il servizio on line di consegna cibi a domicilio, ha inventato il “piatto sospeso”. Fino al 17 dicembre era possibile donare un piatto alle persone indigenti, del costo di 3 o 5 euro. Ogni portata acquistata viene poi inserita in un apposito menu preparato la sera del  20 dicembre e consegnato alle comunità e alle case di accoglienza selezionate dalla Caritas Ambrosiana e Caritas Diocesana Torino.

A Milano il 20 dicembre torna il concerto di Natale di Opera San Francesco che quest’anno vedrà sul palco del Teatro dal Verme la “Verdi Jazz Orchestra” diretta da Pino Jodice con ospite Paolo Fresu. I biglietti si possono acquistare on line su www.vivaticket.it. L’incasso sarà devoluto all’Opera di San Francesco.

A Roma il 20 dicembre si tiene il Pranzo con i detenuti del carcere di Rebibbia organizzato dall’associazione VIC (Volontari in Carcere della Caritas di Roma).  Poi, il 24 dicembre l’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario del Papa per la Diocesi di Roma, presiederà la tradizionale Messa di Natale con gli ospiti, i volontari e gli operatori Caritas presso la Mensa e  l’Ostello “Don Luigi Di Liegro” in via Marsala 109. La Mensa, dopo la cena della vigilia, rimarrà aperta tutta la notte per accogliere e dare conforto ai senza dimora che vivono in zona.

Infine spostandoci nel Centro-Sud italia il 21 dicembre si tiene la “Tavola della Speranza” che coinvolge Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia: è l’iniziativa benefica resa possibile dalla catena della grande distribuzione Despar-Centro Sud, in collaborazione con le Caritas Diocesane di Barletta (Bt), Corato (Ba), Cosenza, Marigliano (Na), Melfi (Pz), Pescara, Trani (Bt) e Vibo Valentia, che  permetterà a oltre 3.000 senza tetto e richiedenti asilo di sedere a una grande tavola apparecchiata e imbandita per gustare una cena dal sapore speciale in cui saranno anche rispettate le differenze religiose e le abitudini culturali.

Confidenze