Lady Mary e il vaccino anti vaiolo

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Una nobildonna inglese, viaggiatrice indomita e spirito libero, è stata la prima a introdurre la profilassi contro un’epidemia che spargeva il terrore, portando nel suo Paese il rimedio appreso in Turchia. Ne parliamo su Confidenze n. 9

DI ORSOLINA GUERRI

 

Lady Mary, scrittrice e poetessa, nasce il 26 maggio 1689 nella sontuosa residenza di Thoresby Hall, splendido palazzo di campagna a Nottingham, in Inghilterra. La piccola è il frutto dell’unione tra Evelino Pierrepont, duca di Kingston upon Hulle e marchese di Dorchester, e Mary Fielding, contessa di Dembigh, che morirà nel 1692. Mary, persa la mamma troppo presto, trascorre un’infanzia pensierosa nel castello della nonna paterna insieme ai suoi tre fratelli. Comincia presto ad appassionarsi alla lettura e alla scrittura.

CONTRAE IL MORBO
È una bimba determinata, no a 16 anni studia con entusiasmo latino, greco, francese e italiano. Poi si dedica con slancio alla vita mondana. Dopo un appassionato scambio epistolare, si innamora ricambiata di Edward Wortley Montagu. Il padre di lei si oppone alle nozze per non disperdere il patrimonio familiare tramite la dote, ma nel 1712 Edward e Mary fuggono insieme e si uniscono in matrimonio. Avranno due gli che, secondo il costume dell’epoca, porteranno gli stessi nomi dei genitori. Nel 1715, Edward diventa membro del Parlamento inglese. Mary contrae il vaiolo, che aveva già ucciso uno dei suoi fratelli nel 1713, e ne viene crudelmente deturpata. Per molto tempo eviterà di guardarsi allo specchio. Nel 1716 Edward viene nominato Lord Commissioner of the Treausury, l’equivalente del moderno segretario del tesoro.A Londra, Lady Montagu si riprende: brilla in società, frequenta i salotti intellettuali distinguendosi per eleganza, ironia, eloquenza, cultura. Il poeta Alexander Pope si innamora follemente di lei, che sembra preferirgli il barone John Hervey. Nel 1717 Edward viene inviato a Costantinopoli, in Turchia: dove rimarrà due anni come console. La moglie lo segue con i bambini: a lei dobbiamo i primi studi laici svolti da una donna nell’Oriente musulmano.

IL VIAGGIO IN CAUCASO
Gli slanci umanitari e la curiosità che la contraddistinguono la spingono ad addentrarsi negli harem dove risiedono le donne che appartengono alla famiglia del sultano, le mogli e le concubine, le schiave e le anziane considerate ormai in- desiderabili. Un mondo a parte, con le sue leggi taciute, gerarchie e tradizioni. Tra le nuove conoscenze turche, l’attende una sorpresa. Le signore velate sanno benissimo come prevenire il vaiolo! La malattia che tanto dolore e tante morti arre- ca nelle terre “civilizzate” è stata brillantemente sconfitta dai pagani infedeli. Mary ha ricordi orribili del morbo e vive nel terrore che i suoi gli siano contagiati. La malattia provoca morte oppure causa cecità e deturpazioni negli sventurati superstiti. Il flagello non risparmia nessuna classe sociale da secoli. Lady Montagu apprende con stupore che le donne turche si dedicano alla pratica circassa, cara a una delle popolazioni antiche del Caucaso, della variolazione: inoculano nel braccio dei soggetti da immunizzare il siero ricavato dalle pustole degli ammalati gravi. Una noce viene riempita di materia vaiolosa, il pus viene infilato in una ferita aperta appositamente e poi richiusa con una parte di guscio della stessa noce. I risultati sono spettacolari. Mary descrive questo, e altri costumi del posto, alle amiche rimaste in patria, in lunghe lettere (Lettere dalla Turchia) che saranno un punto di riferimento. Il 18 marzo 1718 Lady Montagu non esita a far inoculare (vaccinare) il figlioletto di cinque anni a totale insaputa del coniuge scettico, che si trova a Sophia in missione diplomatica. Tornata in patria, Mary si attiva perché la variolazione diventi una pratica comune anche nel Regno Unito. L’attende una durissima battaglia. I medici non vogliono saperne: si tratta di una prassi orientale, primitiva, non cristiana, per di più proposta da una donna di reputazione non adamantina. Tuttavia, Lady Montagu riesce, con ammirevole e incrollabile ostinazione, a persuadere il medico di famiglia, Charles Maitland: sottopone all’inoculo sua figlia mentre infuria un’epidemia di vaiolo e in seguito numerosi amici di famiglia si lasciano convincere. Nel 1720 le autorità cedono: vaccinando in via sperimentale i detenuti del carcere di Newgate. In seguito vengono vaccinati anche i gli del futuro re Giorgio II. Nel 1723 la tecnica raggiunge l’America e nel 1725 approda a Mosca, alla corte della regina Caterina. In seguito il metodo si estende alla Germania e all’Austria. Lady Montagu ha vinto! Milioni di vite sono salve. Voltaire ne scrive nel 1733. Le dinastie regnanti si vaccinano in massa per scongiurare un incubo. Principi e popolani trovano scampo.

LA SCOPERTA DI JENNER
Dalla tecnica dell’inoculazione deriva il vaccino messo a punto da Edward Jenner il 14 maggio 1796 a Berkeley. La storia lo onorerà assai più delle ignote donne turche degli harem e di Lady Montagu, che con il loro ritrovato hanno salvato tantissime vite. Nel 1739 Mary si separa dal marito, per segui- re in Italia Francesco Algarotti. In seguito trascorre un periodo ad Avignone. Quindi a Brescia, è vittima del conte Ugolino Palazzi, uno scroccone che cerca di segregarla per estorcerle denaro. Troverà pace alle terme di Lovere, sul Lago d’Iseo. Soffre di febbri malariche, che vengono curate con un ritrovato a base di chi- na e acque termali, con risultati spettacolari. Mary torna esausta a Londra nel 1761, dove si spegnerà l’anno successivo, stroncata da un tumore al seno. Riposa nella cattedrale di Grosvenor. Una lapide monumentale la ricorda nella cattedrale di Lichfield come la prima donna che ha introdotto la cura contro il vaiolo in Inghilterra. ●

 

LA NOVITÀ
Maria Teresa Giaveri ripercorre la storia di Lady Montagu e della sua battaglia raccontandola come un libro d’avventure in: Lady Montagu e il dragomanno (Neri Pozza, gennaio 2021, 17 euro).

 

 

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